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Ten: DIY and Garden

icona tendenze 6th Global DIY Summit. Il 13 Giugno 2018



Ore 9:00, a dare il benvenuto ed aprire il convegno sono sempre Ralf Rahmede ( General Manager Fediyma ed Herstellerverband Aus & Garten) e John W. Herbert (General Manager EDRAGHIN).

EDRA (European DIY Retail Association) ha raggiunto quest’anno 101 membri che si vanno a sommare ai 177 retailer presenti nel GHIN (Global Home Improvement Network), la rete conta oggi un totale di ben 28.000 punti vendita del bricolage e raggiunge oltre 300 miliardi di fatturato.

Herbert e Rahamede hanno poi passato la parola a Reinhard Wolf (Presidente di Wolfcraft e Fediyma) e Sergio Giroldi (CEO di OBI e Presidente EDRA – GHIN); entrambi hanno affermato “la possibilità di incontrarsi tutti qui è fondamentale, questi momenti di incontro ci aiutano a crescere, sviluppare il business e cambiare in meglio per affrontare il futuro nel modo migliore. Dobbiamo affrontare ciò che arriverà con la next generation, sia produttori che retailer devono puntare su due elementi per raggiunger il successo, lo studio dei nuovi trend e la forte cooperazione per trovare la migliore soluzione possibile per i consumatori”.

La prima Keynote Session è iniziata con la presentazione di Alejandro Gonzalez de Aguilar (Partner Financial Advisory Deloitte Spain); ormai è consuetudine per il summit aprire con una panoramica sullo scenario economico globale, quest’anno, questa prima parte è risultata essere abbastanza “pesante”, un’enormità di dati e numeri sulla macroeconomia che hanno spento un po’ la partenza della prima parte del convegno.

Nella scenario economico globale presentato da Deloitte sono state evidenziate le economie emergenti più forti, Cina ed India; è stato analizzato il trend dell’Eurozona, dove le stime per la crescita del PIL hanno mostrato un leggero rialzo. Positive anche le stime per il livello di disoccupazione nell’eurozona che per il 2019 si prevede diminuisca consistentemente dal 12% all’ 8%.

Il primo retailer a prendere la parola sul palco del Summit è stato Home Depot, con lo speaker Matt Schweickert (Chief of Strategic Development & I.T.).

Molto interessante la presentazione del colosso Americano del DIY; Matt Schweikert, che è stato anche intervistato durante il “two questions time” ed ha spiegato nel dettaglio la strategia che sta seguendo Home Depot. Tutto ruota sempre più intorno al cliente, la cui voce non va assolutamente ignorata; Home Depot sta facendo, di questo aspetto, la chiave del proprio successo, proprio per questo Scweickert sottolinea l’importanza di una strategia “convergente” basata sulla conoscenza del cliente, la multicanalità, la personalizzazione e la dinamicità (apertura al cambiamento). Home Depot per perseguire tale strategia ha un piano che prevede nell’arco del triennio 2018 – 2020 l’incremento di investimenti da 5 miliardi a 11.1 miliardi di dollari; più di 5 miliardi verranno investiti sui negozi fisici, circa 1 miliardo sarà investito sulla supply chain e ben 3 miliardi sull’implementazione di nuove tecnologie per migliorare l’esperienza dei clienti il restante budget sarà destinato ad altri scopi.

Il momento più atteso della prima giornata di convegno è stato la tavola rotonda moderata da Steeve Collinge, che ha visto la presenza sul palco di 4 colossi della produzione e 2 del retail. I protagonisti del confronto sono stati : Sylavain Prud’homme (President Lowe’s Companies); Veronique Laury (CEO Kingfisher UK); Jeffrey Lavers (Vice President & GM 3M USA); Jan Ostendorf (Managing Director Sales & Marketing J.W. Ostendorf Germany); Sven Wilhelm (Managing Director Storch-Ciret Germany) e Henning von Boxberg (President Robert Bosch Power Tools Germany).

Il confronto si è sviluppato intorno al focus della cooperazione tra retail e produzione, tutti i dirigenti che hanno preso parte al confronto hanno indicato l’importanza di perseguire tale obiettivo.

Purtroppo questo momento di confronto, così atteso da tutti i presenti, ha deluso in parte le aspettative; si sarebbero potuti affrontare molti punti più interessanti, tra cui la strategia unificata di Kingfisher; le domande poste sono state molto vaghe e poco concrete, di conseguenza tutto a portato verso un discorso molto fumoso.

Sia Veronique Laury di Kingfisher che Sylvain Prud’homme hanno sottolineato l’importanza di investire su un modello indirizzato verso la semplicità per l’utente; investire sempre più in strumenti tecnologici digitali ed in software ERP (gestione integrata di dati ed informazioni aziendali e di vendita) per affrontare l’arrivo della “next generation”. Per i prossimi anni, l’obiettivo sia dei produttori che dei retailer sarà quello di aiutare la generazione dei millenial a sviluppare tutte le competenze ed abilità necessarie per utilizzare i prodotti del DIY e dell’Home Improvement; continuare a stimolare l’acquisto, migliorare l’esperienza in store ed online, rendere i futuri utenti sempre più soddisfatti dei loro acquisti e dei loro progetti è sicuramente la sfida del futuro. A differenza delle generazioni passate le nuove generazione hanno la volontà di fare lavori di Bricolage ma molto spesso non le abilità necessarie per rinnovare le proprie case ed utilizzare i prodotti, per questo il mondo del digitale e dell’online deve essere usato come un facilitatore.

Sia Kingfisher che Lowe’s ma anche Bosch, 3M e gli altri produttori hanno sottolineato il loro obiettivo di passare da product provider a solution provider.

La domanda più interessante della tavola rotonda è stata rivolta da Collinge alla Laury, “ What are the expetations on your suppliers for the future? ” Veronique ha affermato che la necessità di sviluppare soluzioni insieme ai produttori passa per la trasformazione dei bisogni dei consumatori in prodotti reali; per Kingfisher i punti chiave che entrano in gioco nella vendita dei prodotti sono 3: costo, tempo e competenze dei consumatori. Il CEO di Kingfisher ha dichiarato che il suo gruppo cercherà di ridurre i costi dei prodotti sfruttando economie d’acquisto nei confronti dei produttori.

Successivamente alla tavola rotonda è stato il turno di Martin Wild (Chief Innovation Officer Media Markt Saturn Retail Group). Seguendo il filo conduttore della prima giornata di Summit, Wild ha presentato gli strumenti che sono stati utilizzati nei negozi di Media Markt Saturn per migliorare e facilitare l’esperienza d’acquisto dei clienti. In alcuni negozi infatti sono stati inseriti degli assistenti alla vendita, il tutto sfruttando la realtà virtuale e la robotica; oggi per esempio il robot Paul può aiutare i clienti seguendoli in negozio durante l’acquisto, così come Paula che è un assistente realizzato con la realtà aumentata che fornisce le informazioni su tutti i prodotti acquistabili.

Uno dei relatori più apprezzati è stato Steven Van Belleghem, esperto di tecnologie digitali e customer focus, le sue slide ricche di immagini che mostrano in modo netto e incisivo come le nuove tecnologie stanno cambiando la vita delle persone; Steven ha identificato il tempo come la risorsa più rara per il cliente ad oggi invitando produttori e retailer a trovare soluzioni che aiutino noi consumatori.

Il primo giorno di congresso si è chiuso con la Start-up Arena, dedicata alla presentazione delle principali start up del DIY. Purtroppo questo momento moderato da Richard Van Hooijdonk che lo scorso anno aveva stupito quest’anno è apparso sotto tono per mancanza di fattori di innovazione e la quasi completa assenza di elementi collegati al mondo del Do It Yourself.

Ormai il DIY Summit ci ha abituato a sontuose cene di gala, anche quest’anno è stato così, la cena di gala infatti si è svolta nell’esclusiva location del Museo Nacional d’Art de Catalunya. Gli oltre 1000 delegati hanno potuto godere dell’incantevole vista di Barcellona al tramonto dalla terrazza del museo; musica e luci hanno colorato in modo stupendo i bellissimi interni dell’edificio.

Quest’anno il premio alla carriera ( DIY Lifetime Award ) è andato a Damien Delplanque (CEO di ADEO dal 1993 al 2017).

 

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Luca Gaudenzi è Marketing Manager MADE4DIY (Consorzio Italiano Produttori Fai Da Te e Gardening)