Chiara Tontarelli: “sempre più donne manager nell’Home Improvement”

Incontriamo Chiara Tontarelli che gestisce il settore amministrativo e finanziario dell’azienda di Famiglia, fondata dal padre Sergio nel 1979 a Castefidardo, in provincia di Ancona.

Entrare nell’azienda di famiglia, costruire il proprio percorso professionale e conquistare la fiducia dei collaboratori attraverso le competenze e il confronto quotidiano. È l’esperienza di Chiara Tontarelli, che oggi si occupa dell’area amministrativa e finanziaria di Tontarelli, azienda fondata nel 1979 dal padre Sergio a Castelfidardo, in provincia di Ancona, e diventata un importante protagonista europeo nel settore degli articoli casalinghi in plastica.

Laureata in Economia e Commercio, Chiara ha iniziato il proprio percorso affiancando la madre, per poi approfondire la conoscenza delle diverse funzioni aziendali. Oggi lavora a fianco del fratello Cristian, amministratore delegato, mentre il padre mantiene la presidenza.

Nell’intervista racconta il proprio percorso, il rapporto con la famiglia e i collaboratori e la sua visione della leadership femminile. Una testimonianza che mette al centro il merito, la capacità organizzativa e l’importanza di superare gli stereotipi di genere, senza perdere di vista il valore dell’esperienza e della formazione continua.

Dall’azienda di famiglia alla responsabilità manageriale

La sua esperienza professionale. Studi e come è arrivata nella sua posizione
Fin da bambina mi ha sempre incuriosito l’attività della mia famiglia e ho sempre cercato di capire e studiare tutti i vari processi. Mi sono laureata in Economia e Commercio, Marketing e Gestione Commerciale e durante gli studi ho iniziato ad affiancare mia mamma che seguiva la parte amministrativa e finanziaria dell’azienda. Dopo la laurea ho iniziato a lavorare a tempo pieno toccando anche altri uffici e questo mi hanno permesso di conoscere meglio tutte le varie fasi della gestione aziendale e maturare una visione completa.

Essere figlia del titolare ha creato problemi in azienda?  Quale reazione da parte di dipendenti “anziani” presenti in azienda.
Essere la figlia del titolare nella mia esperienza non ha creato nessun tipo di problema. Mio padre ha sempre consigliato sia a me, che a mio fratello, di affiancarci ai nostri collaboratori con il suggerimento di imparare da loro e dalla loro esperienza, soprattutto con quelli più “anziani” di noi. Questo approccio mi ha aiutato a non trovare ostacoli e ad ottenere un buon rapporto di collaborazione e fiducia con tutto il team. Con mio fratello Cristian, che è entrato in azienda molto prima di me e ricopre la figura di Amministratore Delegato, ho sempre avuto un ottimo rapporto di collaborazione e fiducia, che è una caratteristica peculiare nella nostra famiglia e anche nella nostra azienda. Papà è Presidente e mamma oggi fa la nonna.

Parità di genere e leadership: il valore delle competenze

Quali ostacoli ha riscontrato, come donna? Ritiene in generale che la donna sia discriminata nella carriera e che sia rispettata tanto quanto un uomo?
Assolutamente no, non ho mai incontrato questa tipologia di problemi, e soprattutto all’interno della nostra azienda. Nel nostro team la donna ricopre un ruolo fondamentale quanto l’uomo, e non esiste nessuna forma di discriminazione; al contrario il numero di donne assunte è tanto quanto, se non superiore a quello degli uomini. Le competenze e la professionalità che le donne stanno dimostrando sul campo stanno azzerando i vecchi stereotipi.

Quindi avete una politica ben definita sulla parità di genere
Si, nella nostra azienda cerchiamo di promuovere attivamente politiche di equità ed inclusione e valutiamo  le capacità dell’individuo riconoscendogliene il merito indipendentemente dal genere.

Trova che essere donna porti a dubitare del suo valore professionale?
Non penso questo, credo che le donne hanno una grande capacità di leadership e in campo professionale siano molto competenti, determinate e all’altezza di poter gestire situazioni complesse senza nessuna remora.

In cosa la donna ha un vantaggio rispetto a un uomo e in cosa uno svantaggio (se esistono)?Non penso che ci siano vantaggi o svantaggi, secondo il genere, molto dipende dalle attitudini personali e dagli obbiettivi che ognuno si prefigge. L’arma vincente per una donna è spesso la capacità organizzativa e di multitasking, di conseguenza si può ottenere una spiccata pianificazione strategica e una gestione empatica delle risorse umane.

Il ruolo delle donne manager tra Italia ed Europa

Nota che ci sia un cambiamento negli ultimi anni nella considerazione della donna manager da parte di colleghi, clienti, fornitori?
Sicuramente si. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un cambio di pensiero, c’è molto più rispetto e riconoscimento del ruolo manageriale femminile, ciò è stato possibile grazie ai risultati che le donne hanno potuto dimostrare nel mondo del lavoro, dalle capacità che hanno acquisito, superando i vecchi pregiudizi legati a settori che storicamente erano affidati al genere maschile.

Lavorando in una azienda che opera a livello internazionale, come vede la situazione delle donne manager negli altri Paesi?
In altri paesi Europei il confronto tra uomo e donna è sorpassato da tempo non viene più visto come un problema, sicuramente in Italia è una tematica ancora attiva e sentita. Dovremmo prendere spunto da questi paesi e cercare anche noi di andare oltre, nonostante negli anni abbiamo fatto notevoli progressi.

Cosa consiglierebbe ad una giovane studentessa che deve ancora fare il suo ingresso nel mondo del lavoro?
Il mio consiglio è quello di seguire sempre il suo sogno, nonostante le difficoltà che possono crearsi, di credere sempre in se stessa, perché nessuno ha il diritto di affermare che non siamo in grado di farcela, solo noi conosciamo i nostri limiti. Un altro punto è quello di custodire dentro di se la sete del sapere e del conoscere, di non credere mai di essere arrivata perché può esserci sempre quel qualcosa in più che poi serve per fare la differenza.

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