La famiglia Pulcinelli (con altri) punta al controllo di Lapeyre

Mutares ha ricevuto la proposta da un “veicolo di investimento” che conta tra i soci membri della famiglia proprietaria di Bricofer e Conforama Italia. Il closing è atteso nel quarto trimestre 2026.

Mutares, investitore internazionale nel settore del private equity, ha ricevuto un’offerta irrevocabile per l’acquisizione di una quota di controllo di Lapeyre Group, società del suo portafoglio. Lo ha reso noto la stessa Mutares SE & Co. KGaA lo scorso 5 ottobre 2026.

A presentare l’offerta è un veicolo di investimento sostenuto da un gruppo di imprenditori italiani “con ampia esperienza nei settori dell’home improvement, dell’arredamento e del retail” come dichiarato da Mutares, tra i quali figurano membri della famiglia proprietaria di Bricofer e Conforama Italia. Il fondo manterrà una partecipazione di minoranza in Lapeyre e resterà coinvolta nel sostegno al turnaround dell’azienda.

Il closing dell’operazione è atteso nel quarto trimestre 2026 ed è subordinato al consueto parere dei rappresentanti dei lavoratori. Non è dato sapere il valore dell’operazione né l’entità della quota che resterà a Mutares.

Nove siti produttivi e oltre 115 negozi

Con sede a Courbevoie, in Francia, Lapeyre è stato uno dei nomi più noti del mercato francese dell’home improvement ma ormai in crisi da tempo. L’azienda produce e distribuisce finestre, porte per interni ed esterni, scale e mobili per cucina e bagno.

Lapeyre gestisce nove siti produttivi e rifornisce una rete di oltre 115 negozi in Francia, secondo un modello verticalmente integrato che va dalla produzione alla distribuzione. I dipendenti diretti sono circa 2.000 e i ricavi del 2025 ammontano a circa 475 milioni di euro.

Le sinergie attese

Mutares ha acquisito Lapeyre da Saint-Gobain nel 2021 e da allora ha lavorato al riposizionamento dell’attività con investimenti nella struttura industriale, nella rete distributiva e nei sistemi di supporto. Restando nel capitale con una quota di minoranza continuerà a sostenere il turnaround a fianco dell’acquirente.

Il commento di Mutares

“Vediamo una reale logica industriale in questa partnership, con l’opportunità di valorizzare l’esperienza e le relazioni di settore dei soci dell’acquirente in Italia, dagli acquisti allo sviluppo prodotto – ha commentato Johannes Laumann, CIO di Mutares -. Siamo convinti che l’acquirente sia ben posizionato per sostenere la prossima fase di sviluppo di Lapeyre. Restando investiti a fianco del nostro partner, sosterremo l’acquirente nella trasformazione di Lapeyre e nella creazione di valore a lungo termine, per garantire un corretto passaggio di consegne dell’azienda, in ultima istanza, all’acquirente”.

Che dire, il dinamismo della famiglia Pulcinelli non finisce di stupire. Ricordiamo che è dello scorso 13 agosto la pubblicazione su Ten-diyandgarden della notizia relativa al passaggio in affitto dell’attività del gruppo a Bricofer 1979, mentre Gallia Group e Gallia Market (ex Bricofer Group e Ottimax) hanno chiesto l’accesso ad uno strumento di regolazione della crisi.

3 risposte a “La famiglia Pulcinelli (con altri) punta al controllo di Lapeyre”

  1. Avatar Anonimo veneziano
    Anonimo veneziano

    Certa gente resta in piedi grazie ai miracoli, peccato li facciano a spese di fornitori, dipendenti e creduloni.

    1. Avatar Anonimo Milanese
      Anonimo Milanese

      E questa storia si ripete ormai da decenni!

      Dopo il recente trasferimento delle attività aziendali e il ricorso a una procedura di regolazione della crisi, con pesanti conseguenze per i fornitori, oggi apprendiamo di una nuova, importante operazione di acquisizione all’estero.

      Da una parte si continua a crescere e ad acquisire nuove aziende, dall’altra ci sono fornitori che rischiano di vedersi riconoscere soltanto una minima parte dei propri crediti.

      Le acquisizioni si susseguono, il gruppo si espande e il conto rischia di restare ai fornitori. Tutto regolare?

      Sarebbe interessante vedere cosa accadrebbe se i fornitori del gruppo Pulcinelli decidessero, tutti insieme, di sospendere le consegne fino a quando non avranno ottenuto adeguate garanzie sui pagamenti.

      Perché il rischio d’impresa non può essere sistematicamente scaricato su chi fornisce merci e servizi.

  2. Avatar Anonimo Brianzolo
    Anonimo Brianzolo

    Leggendo i commenti precedenti, mi chiedo quanti altri imprenditori e fornitori si riconoscano in queste situazioni.

    Possibile che si continui ad assistere a operazioni di acquisizione e crescita mentre altre imprese rischiano di pagare un prezzo altissimo per crediti che non riescono a recuperare?

    Credo che molti abbiano qualcosa da raccontare, ma preferiscano tacere per timore di compromettere i rapporti commerciali.

    Perché non utilizzare questo spazio, anche in forma anonima, per raccontare ciò che realmente sta accadendo?

    Non servono accuse né polemiche, ma testimonianze concrete. Quanti fornitori sono coinvolti? Quali conseguenze hanno subito? Quali condizioni di pagamento vengono loro prospettate?

    Un imprenditore isolato difficilmente viene ascoltato. Tante testimonianze possono invece portare alla luce un problema che merita l’attenzione di tutto il settore.

    Il silenzio, purtroppo, finisce per favorire il ripetersi di queste situazioni.

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