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Estero Medio Oriente, INOHA lancia l’allarme

L’associazione francese INOHA, che rappresenta gli industriali del comparto casa, ristrutturazione e miglioramento dell’abitazione, lancia un nuovo allarme sull’impatto economico delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Secondo l’organizzazione, l’impennata simultanea dei costi energetici, logistici e delle materie prime sta mettendo a dura prova le aziende del settore, in particolare le PMI.

INOHA evidenzia come dall’inizio di marzo si sia registrata una forte accelerazione dei costi industriali per le imprese attive nell’edilizia residenziale e nell’home improvement. Tra i principali fattori di criticità figurano l’aumento dei prezzi dell’energia e le difficoltà nelle catene logistiche internazionali.

Secondo i dati riportati dall’associazione, il prezzo del petrolio sarebbe aumentato di quasi il 50%, mentre il gas naturale europeo avrebbe registrato una crescita prossima al 60%. Parallelamente, il mercato francese dell’elettricità avrebbe visto un incremento particolarmente marcato dei prezzi, con ricadute immediate sui costi produttivi delle aziende energivore.

Anche la logistica sta vivendo una fase di forte instabilità. Il trasporto su gomma risente dell’aumento del costo del gasolio professionale, cresciuto tra il 30% e il 35%, mentre il trasporto marittimo continua a subire le conseguenze delle tensioni nel Mar Rosso. INOHA parla di rincari che possono arrivare fino al 150% sui costi di trasporto marittimo, con un forte aumento dei prezzi dei container, ritardi nelle consegne e disorganizzazione degli hub logistici internazionali.

Materie prime in aumento e margini in calo

L’associazione sottolinea, inoltre, come anche le materie prime industriali stiano registrando incrementi significativi. Su numerosi fattori produttivi gli aumenti oscillerebbero tra il 15% e il 45%, con picchi ancora più elevati per alcune resine e derivati petrolchimici.

Molte aziende si trovano costrette a subire adeguamenti di prezzo imposti dai fornitori con preavvisi inferiori a 15 giorni, o addirittura immediati nel caso dei trasportatori. Una situazione che mette sotto pressione soprattutto le PMI, che rappresentano circa i due terzi delle imprese associate.

L’associazione evidenzia come queste tensioni arrivino in un momento già delicato per il settore manifatturiero legato all’abitare. L’Osservatorio sulla salute finanziaria delle imprese manifatturiere INOHA, basato su un’indagine Codinf 2025, mostra infatti un calo del fatturato mediano del 4,2% nel 2024, mentre la redditività operativa media si attesterebbe al 5,1%, contro il 7% dell’industria manifatturiera nel suo complesso. Anche il rating medio di solvibilità risulta in peggioramento, passando da 7,1 nel 2023 a 6,5 nel 2025.

“Necessario un dialogo lungo la filiera”

Per INOHA, la questione non riguarda soltanto la gestione immediata dei rincari, ma la sostenibilità economica dell’intero comparto nel medio periodo. L’associazione sottolinea infatti che l’aumento dei costi rischia di compromettere la capacità delle imprese di investire, innovare e adattarsi alle nuove esigenze del mercato.

Jean-Luc Guéry, presidente di INOHA, invita quindi i distributori a considerare con attenzione la situazione economica dell’industria: “Le realtà economiche che gli industriali si trovano ad affrontare si stanno complicando notevolmente. Al fine di preservare in modo duraturo l’apparato produttivo e garantire condizioni di attività sostenibili per l’intera filiera, invitiamo i distributori a prestare particolare attenzione a questi sviluppi e a tenerne conto con la reattività che la situazione impone”.

Secondo INOHA, le perturbazioni geopolitiche e logistiche potrebbero protrarsi ancora nei prossimi mesi, continuando a incidere sui costi industriali e sugli equilibri economici del settore casa e home improvement.

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