Il Salone del Mobile.Milano 2026 chiude con 316.342 presenze, in crescita del +4,5% rispetto all’edizione precedente, confermando il proprio ruolo di piattaforma globale di riferimento per l’industria dell’arredo e del progetto.
In un contesto internazionale caratterizzato da instabilità geopolitica e trasformazioni della domanda, la manifestazione ha dimostrato la capacità del settore di mantenere competitività, aprendo al contempo nuove direttrici di sviluppo. Con visitatori provenienti da 167 Paesi e una quota di operatori esteri pari al 68%, il Salone si consolida come leva strategica per l’internazionalizzazione delle imprese.
L’edizione 2026 ha visto la partecipazione di 1.900 brand provenienti da 32 Paesi, restituendo l’immagine di un comparto reattivo e in evoluzione. In sei giorni, imprese, buyer, retailer, progettisti e media internazionali hanno trasformato la fiera in uno snodo operativo ad alto valore relazionale e commerciale.
Particolare rilievo è stato confermato dai comparti EuroCucina, FTK – Technology For the Kitchen e Salone Internazionale del Bagno, segmenti chiave nell’evoluzione dell’abitare contemporaneo, dove convergono innovazione tecnologica, qualità industriale e nuovi stili di vita.
Geografie della domanda: Europa in ripresa, extra-EU in espansione
L’analisi delle presenze evidenzia una geografia della domanda in trasformazione. La Cina si conferma primo Paese per numero di operatori, mentre l’Europa mostra segnali di rafforzamento con la crescita di Germania (+5,1%), Spagna (+8,7%), Austria (+15,7%) e Belgio (+7,3%).
Tra i mercati extra-europei, si distinguono le performance di Stati Uniti (+8,8%) e Regno Unito (+10,4%), mentre emergono nuove aree dinamiche come Canada (+28%), Messico (+15%) e Mercosur, con il Brasile al quarto posto per presenze.
Alla base dei risultati, un lavoro strutturato lungo tutto l’anno, tra missioni B2B, attività nei principali hub europei e partnership internazionali. Tra queste, la collaborazione con Art Basel Miami Beach e Hong Kong e il progetto di uno spin-off del Salone in Arabia Saudita.
Cultura, giovani e nuove traiettorie del progetto
Accanto alla dimensione business, il Salone ha ampliato il proprio impatto culturale. Tra le novità, Salone Raritas – con 28 gallerie da 12 Paesi – ha acceso i riflettori sul valore della ricerca e dell’unicità nel design.
Il masterplan di Salone Contract 2027, firmato da Rem Koolhaas e David Gianotten (OMA), ha invece posto l’attenzione su un segmento globale da 68 miliardi di euro, superando la logica del prodotto per abbracciare sistemi complessi.
Significativa anche la partecipazione delle nuove generazioni: oltre 14.000 studenti tra italiani e stranieri e 700 designer under 35 al SaloneSatellite, a conferma del ruolo della manifestazione come ponte tra formazione e industria.
L’edizione 2026 ha registrato 6.039 presenze tra stampa e media (+14,7%), amplificando la visibilità internazionale dell’evento. In crescita anche il pubblico del weekend, con oltre 37.000 visitatori, e il coinvolgimento dei design lovers attraverso 24 percorsi tematici.
Grande partecipazione anche per la Notte Bianca del Progetto, che ha coinvolto 19 istituzioni e oltre 150 archivi tra architettura e design, rafforzando il legame tra manifestazione e città di Milano.
Le dichiarazioni: fiducia e visione per il futuro
“Con 316.342 presenze da 167 Paesi, l’edizione 2026 ha confermato la forza di un sistema che, anche nei momenti più complessi, sceglie di avanzare”, ha dichiarato Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile.Milano, sottolineando come la manifestazione trasformi “presenze in relazioni, contenuti in opportunità, complessità in direzione”.
Sulla stessa linea Claudio Feltrin, Presidente di FederlegnoArredo: “Il risultato è andato oltre ogni aspettativa […] il Salone del Mobile è stato chiamato a lanciare un segnale di ripartenza e di fiducia al Paese, e non ha deluso”.
Il Salone del Mobile.Milano dà appuntamento alla 65ª edizione dal 13 al 18 aprile 2027, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il proprio ruolo di piattaforma strategica per il business internazionale e per l’evoluzione del progetto contemporaneo.



























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