Il Gruppo Bosch affronta uno scenario globale complesso puntando su innovazione, rafforzamento della competitività e investimenti nelle aree tecnologiche chiave.
È quanto emerge dalla presentazione dei risultati 2025 e delle prospettive per il 2026, che delineano un percorso di sviluppo orientato alla strategia 2030 e alla leadership nei mercati ad alto potenziale.
Nel 2025 Bosch ha registrato un fatturato di 91 miliardi di euro, in leggero aumento rispetto ai 90,3 miliardi del 2024, con una crescita del 4,1% al netto degli effetti valutari. Il margine EBIT si è attestato al 2%, in calo rispetto al 3,5% dell’anno precedente, principalmente per gli accantonamenti legati alle misure strutturali (2,7 miliardi di euro). Il free cash flow si è fermato a circa 300 milioni di euro.
Per il 2026 l’azienda prevede una crescita delle vendite compresa tra il 2% e il 5% e un margine EBIT tra il 4% e il 6%, con flusso di cassa positivo. Nonostante le tensioni geopolitiche e le barriere commerciali, Bosch ritiene possibile un miglioramento delle performance grazie agli interventi già avviati sul fronte dei costi e dell’efficienza.
Strategia 2030: competitività e differenziazione
La strategia di lungo periodo punta a posizionare Bosch tra i primi tre fornitori nei mercati chiave. Il percorso passa da una maggiore competitività, ottenuta anche attraverso adeguamenti strutturali e organizzativi, e da una forte spinta sull’innovazione.
Nel contesto internazionale, segnato da forte pressione sui prezzi – in particolare nel settore automotive con la crescente influenza della Cina – Bosch sottolinea l’importanza della differenziazione. L’impronta globale dell’azienda consente infatti di adattare prodotti e catene di fornitura alle specificità regionali, mantenendo standard qualitativi elevati.
Nel 2025 Bosch ha investito circa 12 miliardi di euro in ricerca e sviluppo e spesa in conto capitale, con un rapporto R&D pari all’8,7% delle vendite. La strategia prevede il mantenimento di elevati livelli di investimento anche nei prossimi anni, in particolare nei settori dell’elettrificazione, dei semiconduttori e dei sistemi avanzati.
L’azienda si conferma tra i principali innovatori industriali in Europa, con circa 6.300 brevetti depositati nel 2025. Uno dei principali ambiti di sviluppo è rappresentato dalla sensoristica, con applicazioni crescenti nella robotica e nella guida autonoma. Bosch prevede di beneficiare dell’espansione di un mercato globale che potrebbe superare i 440 miliardi di dollari entro il 2031.
Nel settore automotive, la crescita è trainata dalla mobilità definita dal software e dall’integrazione dell’intelligenza artificiale nei veicoli. Tra le soluzioni sviluppate, la Bosch AI Extension Platform consente una gestione personalizzata dell’esperienza di guida, mentre le tecnologie di assistenza avanzata stanno già generando nuovi ordini per circa 10 miliardi di euro.
Parallelamente, l’elettromobilità continua a rappresentare un asse strategico: nel 2026 sono previste oltre 7 milioni di forniture tra componenti e sistemi per la trazione elettrica.
Consumer goods e power tools: il ruolo dell’AI
L’intelligenza artificiale sta influenzando anche il comparto dei beni di consumo e degli elettroutensili. Bosch ha introdotto nuovi prodotti, come forni con assistente vocale integrato e utensili professionali della linea Expert, che integrano tecnologie avanzate come il radar e il riconoscimento AI degli oggetti.
Il comparto Consumer Goods ha registrato 19,9 miliardi, in lieve calo nominale ma in crescita al netto dei cambi. Particolarmente dinamico il segmento Energy and Building Technology, con vendite in aumento del 13% a 8,5 miliardi di euro.
Nonostante il calo della liquidità (7,4 miliardi di euro) e una leggera riduzione dell’organico globale a circa 412.800 collaboratori, Bosch mantiene una struttura finanziaria solida, con un equity ratio superiore al 40%.
Esercizio 2025: sviluppo per regione
Mentre il fatturato in Europa è leggermente diminuito, Bosch ha registrato lievi aumenti nelle altre regioni del mondo. In Europa, i ricavi delle vendite sono diminuiti dello 0,6% su base annua, attestandosi a 44,2 miliardi di euro – ma sono cresciuti dell’1,5% al netto degli effetti del tasso di cambio.
Nelle Americhe, i ricavi delle vendite sono aumentati del 3,8% a 18,5 miliardi di euro, ovvero del 9,3% al netto degli effetti del tasso di cambio. In Asia Pacifico, le vendite sono aumentate dello 0,7% arrivando a 28,3 miliardi di euro. Al netto degli effetti del tasso di cambio, il tasso di crescita si è attestato a un significativo 5%.
























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