tazzina ui
ten su linkedin
ten su facebook
ten su instagram
youtube
ten su google news
ten su whatsapp groups

Tendenze Centromarca, servono regole chiare e una strategia industriale

L’assemblea annuale di Centromarca ha lanciato un appello alle istituzioni europee e nazionali affinché vengano adottate politiche industriali di lungo periodo capaci di sostenere la competitività delle imprese e il potere d’acquisto delle famiglie.

A ribadire la necessità di una visione strategica è stato il presidente dell’associazione, Francesco Mutti, che nel corso dell’assemblea ha evidenziato come il largo consumo stia affrontando una fase particolarmente complessa, caratterizzata da costi crescenti e da una forte instabilità internazionale.

Secondo i dati presentati da Centromarca, il prezzo del petrolio è passato dagli 80 dollari al barile di media nel 2024 a circa 95 dollari nel giugno 2026, con una crescita del 18%. Parallelamente, il costo dell’energia elettrica in Italia rimane superiore del 226% rispetto ai livelli del 2020, mentre i noli marittimi dei container hanno registrato un incremento del 18% nell’ultimo mese. Un quadro che rischia di tradursi in nuove pressioni sui costi delle imprese e sull’intera filiera produttiva.

“Non chiediamo un moltiplicarsi di vincoli, ma un quadro normativo con poche norme chiaramente interpretabili -, ha dichiarato Mutti -. Abbiamo bisogno di un ecosistema legislativo che aiuti a individuare tempestivamente le criticità e a colpire severamente le illegalità e le pratiche di concorrenza sleale”.

Largo consumo resiliente nonostante le difficoltà

Nonostante le criticità, il comparto del largo consumo continua a mostrare una significativa capacità di tenuta. Nel 2025 il mercato è cresciuto di circa il 2%, mentre i primi mesi del 2026 hanno confermato una dinamica positiva, con un incremento dell’1,6% registrato ad aprile.

Anche altri canali di vendita e consumo evidenziano segnali favorevoli. L’eCommerce ha raggiunto un valore di 6,9 miliardi di euro, mentre il consumo fuori casa ha superato i 102 miliardi di euro, in crescita dell’1,5%. Risultati che testimoniano la capacità delle imprese di adattarsi a un contesto economico ancora incerto.

“La capacità di tenuta dimostrata dal largo consumo in questi anni non deve essere data per scontata -, ha sottolineato Mutti -. Per continuare a investire e creare valore lungo tutta la filiera servono condizioni che rafforzino le imprese e il Paese, a partire da policy che incentivino l’innovazione, favoriscano il raggiungimento di una dimensione media d’impresa adeguata alla competizione internazionale e sostengano la transizione ecologica”.

A settembre il secondo Forum del Largo Consumo

Nel corso dell’assemblea è stata inoltre annunciata la seconda edizione del Forum del Largo Consumo, in programma il 30 settembre a Roma. L’iniziativa punta a riunire tutti gli attori della filiera dei beni di consumo per sviluppare proposte condivise sui temi della competitività, dell’energia e del potere d’acquisto delle famiglie.Geopolitica, legalità e competitività al centro del confronto

L’assemblea, coordinata dal vice direttore del Corriere della Sera, Daniele Manca, ha ospitato diversi momenti di approfondimento. Tra i relatori figuravano Giampiero Massolo, che ha analizzato lo scenario geopolitico internazionale, e Paola Severino, intervenuta sul tema della legalità nei rapporti economici e sociali.

Le prospettive delle imprese sono state invece affrontate durante una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Alberto Dalmasso, Giuseppe Lavazza, Antonio Marcegaglia e Giacomo Ponti. A chiudere i lavori è stato Raffaele Fitto, che ha ribadito l’impegno dell’Unione Europea nel creare condizioni favorevoli alla competitività delle imprese e alla crescita dei sistemi economici nazionali.

Facci sapere cosa ne pensi