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Ten: DIY and Garden

icona monitor GDS Monitoraggio GDS Brico&Garden Giugno 2021. L’analisi


report gds brico e garden 2021

Come sempre il monitoraggio del 1° semestre è una lettura parziale di quello che sarà l’anno in corso, tuttavia, è possibile capire in che modo potrà evolvere l’andamento del mercato e quali avvisaglie (positive o negative) si stagliano all’orizzonte della seconda parte dell’anno.

Tutto questo ante Covid-19. Nel post la metodica delle previsioni è stata letteralmente spazzata via. Nel 2020 la “novità” della pandemia, come sappiamo ha colto tutto il mondo di sorpresa e ha determinato, quantomeno nel nostro settore, fermi totali e picchi vertiginosi nelle vendite.

Il lavoro dell’associazione di riferimento – Assofermet Ferramenta – e un pizzico di fortuna hanno fatto sì che la distribuzione del comparto ferramenta e brico rientrassero in quei famosi codici che ne decretavano l’apertura per necessità. Tuttavia il fermo c’è stato e non tutto si poteva vendere, causando un vero e proprio crollo delle vendite nei mesi di marzo e aprile; crollo cui ha fatto seguito un letterale boom di richieste di prodotti per la casa che ha riportato i fatturati di talune aziende produttrici ai fasti degli anni migliori , ma che non è riuscito a recuperare la flessione dei mesi precedenti.

E così, secondo GFK, il 2020 si chiude con una leggera flessione dello 0,3% per quanto riguarda il fatturato della GDS del bricolage mentre va decisamente peggio per il canale ferramenta che archivia il 2020 con un -9,5% e un valore totale di poco superiore ai 9,7 miliardi di euro. L’e-commerce, come di consueto, non è pervenuto. Un indicazione più concreta, comunque, arriva dai primi bilanci 20220 della GDS del bricolage.

Ciò nonostante, l’euforica atmosfera che ha caratterizzato il secondo semestre 2020 ha parzialmente sedato le preoccupazioni per una flessione così importante, anche perché il 2021 non solo si è aperto proseguendo nello slancio, ma continua tutt’ora con un ritmo di vendite del tutto fuori dalla norma. Basti pensare che, sempre secondo dati GFK, nel primo trimestre 2021 il trend di vendite in GDS è stato del 36,2% superiore allo stesso periodo del 2020. Sì, certo il mese di marzo non è paragonabile ma i confronti sono invece possibili per i mesi di gennaio e febbraio dove, quest’anno, gli aumenti sono stati rispettivamente del 9,2 e del 6%.

Una tendenza che è andata ben oltre il primo trimestre e che, anche in mancanza di dati, è supportata dalle testimonianze raccolte presso produttori e distributori. Certamente ora i problemi sono altri, nell’ordine: rincari delle materie prime, dei trasporti, con inevitabili ricadute sui prodotti finiti; rincari che, peraltro, dipendono molto dal comparto merceologico, dalla materia prima utilizzata e che hanno variazioni ampissime – dal 20 al 60% -.

Gli operatori non nascondono le loro preoccupazioni, certi più o meno all’unanimità che la situazione continuerà ancora per tutto il 2021. Nel frattempo, reperire la merce comincia a diventare un gioco di equilibri, calcoli e azzardi spesso azzerati da una elevata dose di imprevedibilità. Si vedrà, proprio lo scorso 18 luglio l’Opec ha raggiunto l’accordo per aumentare la produzione di petrolio di 400 mila barili al giorno, a partire del mese di agosto, decisione presa per contrastare l’aumento dei prezzi iniziato già nel 2020 con la ripartenza delle attività economiche. Il risultato non si è fatto attendere e il petrolio è sceso al di sotto della soglia psicologica dei 70 dollari a barile, ma la crescente apprensione per il diffondersi della variante Delta potrebbe anticipare l’eliminazione dei tagli, previsti entro settembre 2022.

 Insomma, la pandemia è ancora ben lungi dall’essere archiviata e l’incertezza è ancora il sentimento dominante. Ma i comparti brico e il garden continuano a cavalcare l’onda positiva che vede gli italiani fortemente concentrati sulla propria casa, nel migliorarla e in non pochi casi addirittura a cambiarla per una più grande, magari col giardino.

La GDS nel 1° semestre 2021

In questa prima parte dell’anno la maggior parte delle insegne, ben 14, non mostra variazioni rispetto alla scorsa rilevazione; 7 hanno incrementato il proprio parco negozi e 6, al contrario, lo hanno diminuito. Tra queste segnaliamo Brico Più Ikasa, con 1 chiusura, e Brico Sì con due chiusure. La perdita di un punto vendita fa sì che entrambe escano dal monitoraggio, perché hanno meno di 3 negozi, soglia minima per entrare nella rilevazione. Compensa la fuoriuscita di due insegne l’ingresso di Brikasa, ex affiliato Brico Ok, con 3 punti vendita in Lombardia. Le altre tre insegne, in flessione di un punto vendita, sono Brico + La Quattro che chiude il negozio di Cuvio, Brico Casa che chiude il negozio di Teverola (CE). Bricolife ne perde 1, pur contando una nuova apertura a Quartu per CFadda, conta due fuoriusciti.

Ma veniamo alle aperture. Rispetto al 31 dicembre 2020, la rete del bricolage sale a 804 punti vendita, dei quali 626 a conduzione diretta e 178 in affiliazione/associati/consorziati, ecc. La nota positiva è che si ferma l’importante flessione che ha caratterizzato la categoria affiliati nel 2020; flessione che ha visto complessivamente la chiusura e /o l’uscita dal monitoraggio di 36 punti vendita. Un numero davvero alto, compensato dalle 41 aperture a gestione diretta. Queste ultime rimangono comunque soggette ad un ritmo più vivace nello sviluppo, tant’è che crescono solo loro con un saldo di 10 nuovi negozi. In totale il saldo della superficie di vendita in più è poco meno di 32 mila metri quadrati.

Piccoli scostamenti in termini percentuali, dato che il numero complessivo della rete della GDS del bricolage aumenta dell’1,1% e 1,4% per l’aumento dei diretti. Stabile l’affiliazione che rappresenta il 22,1% del totale. Per quanto riguarda la superficie totale, si registra un lieve aumento dell’1,4% ma il dato più eclatante è la diminuzione della superficie media con una flessione del 11,8% passando da 3.200 mq agli attuali 2.824. Un segnale forte del processo di urbanizzazione dei centri brico dove, nemmeno le aperture dei grandi formati di Bricoman e Leroy Merlin riescono ad incidere in termini di metratura media complessiva.

Le insegne brico e garden nel dettaglio

Per quanto riguarda le insegne, il palmarés di coloro che aumentano la propria rete sul territorio nazionale vede Brico OK sicuramente in testa con 6 nuove aperture. Insieme a Brico io, anche lei con 109 punti vendita, rappresentano le insegne con il maggior numero di unità.

Segue Evoluzione Brico con 4 nuovi associati. Tra questi vale la pena segnalare l’ingresso di F.lli Zangrillo, il grossista di ferramenta associato Axel, e Green Hub Factory con il suo negozio Greeny, aperto a Roma nel dicembre 2020. A questi nuovi ingressi si aggiunge l’accordo commerciale con il consorzio di rivendite edili, Dea Group.

Con 3 aperture ma molti metri quadrati in più, 17.300 per l’esattezza, c’è Bricoman che prosegue, come da piano sviluppo, con le aperture di Aprilia, in Lazio, a Venegono Superiore in Lombardia e a Reana del Rojale in Friuli. Il 2021 è iniziato con l’apertura di Pisa, la notizia della nuova nomina di Maria Tamborra ad amministratore delegato e direttore generale, e proseguirà con i restyling dei negozi di Segrate (MI) e Orbassano (TO). 3 aperture anche per l’insegna Brico io che apre due diretti e un affiliato a San Cesareo, Monfalcone e Opera, ma chiude due diretti a Parma e Termoli.

Bricofer chiude il semestre con 2 aperture dirette, quella di Roma Tuscolana e quella di Zagarolo, sempre nella provincia di Roma, salendo così a 89 negozi e apprestandosi alla novantesima apertura del 22 luglio a Terni, con un 2.500 mq.

Saldo di due nuovi punti vendita anche per il Gruppo FDT che nella realtà ha visto l’ingresso di 3 nuovi associati (Fondrini Pianeta Casa srl. Tellman srl e Mirco Alessandri) ma l’uscita di Bicen srl che cessa l’attività. Da segnalare che Alessandri subentra allo spazio lasciato da Bicen e il punto vendita sarà strutturato in due parti, una riservata alla vendita di elettrodomestici e l’altra per brico e giardino.

Infine, segnaliamo l’attesa apertura del nuovo negozio Leroy Merlin ad Ancona, un 10.000 mq di superficie di vendita, realizzato per ridurre al minimo le emissioni di CO2 e con il nuovo servizio di ristrutturazione per il bagno e per l’abitazione completa con 3 architetti dedicati che si occupano della progettazione, della scelta prodotti e della direzione cantiere. Un passo ulteriore verso la trasformazione in home center completo. L’assortimento c’è ora è necessario spingere sui servizi.

Rimangono stabili, nel numero dei negozi le insegne: Brico Bravo, Brico Casa Deodato, Brico Progetto Italia, Bricocenter – occupata dalla fase remodelling -, Bricomania, Brico Market, Bricoterm, Bricoware, Brigors, Lo Gatto, Obi – di cui segnaliamo il trasferimento dell’affiliato di Bolzano con un imponente nuovo negozio -, Progress, Pronto Hobby, Self, Utility, Bricolife che apre un CFadda a Quartu Sant’Elena e Mondo Brico che ha acquisito l’affiliato Bricosilvano, facendone un diretto.

Al contrario, poco mosso si rivela lo scenario della distribuzione aggregata nel garden che rispetto alla precedente rilevazione aumenta di un solo punto vendita. Si tratta di Giardinia e del nuovo affiliato Città Flora- B.F.C srl con un garden di ben 6.700 mq – il più grande di tutto il consorzio – ubicato a Martignacco, presso il centro commerciale Città Fiera, in Friuli – Venezia Giulia.

Tendenze

Su prossimo semestre gli operatori sono abbastanza ottimisti, tuttavia la preoccupazione su trasporti e materie prime tiene tutti sulla corda, in particolare sul fronte Natale, argomento che sempre più coinvolge la GDS del bricolage, cui volentieri – negli anni – ha dedicato sempre più spazio.

Una delle tante varianti, all’assortimento, che stanno caratterizzando la trasformazione di alcuni format rispetto ad altri. In questo senso la novità di questo ultimo anno e mezzo è sicuramente l’ingresso degli elettrodomestici. Dopo aver assodato l’inserimento del casalingo ora è la volta dell’elettromestico (bianco, ovvero grande e piccolo e bruno, ovvero elettronica di consumo).

Bricofer, Brico io sono solo le prime insegne che hanno deciso di entrare nel mondo Eldom, ma non è da escludersi che anche altre diano inizio a sperimentazioni di questo genere. Per contro chi era già molto tecnico lo sta diventando ancora di più: è il caso di Bricoman (e direi l’unico) con il nuovo negozio di Pisa e l’obiettivo di attrarre sempre più professionisti e imprese. Ma, a parte OBI e Leroy Merlin che, pur nelle loro peculiarità, rimangono fedeli ai loro format (molto centro brico la prima e sempre più home center la seconda), le insegne con negozio di media dimensione e maggiore prossimità rivelano un dinamismo assortimentale sempre in costante mutamento. Del resto, lo scenario generale della distribuzione che si rivolge alla casa è evoluzione, basti pensare al crescente e aggressivo sviluppo di insegne come Hobby casa, Risparmio casa, la tedesca Tedi e, ora, anche l’olandese Action che, al loro interno presentano molti reparti in diretta concorrenza con quelli dei centri bricolage.

Certamente gli assortimenti sono prevalentemente volti ad occupare le fasce di prezzo più basse ma inevitabilmente la crescente presente sul territorio di queste realtà (aprono più velocemente perché di più piccole dimensioni) potrebbero ulteriormente modificare il volto del centro bricolage per come lo intendiamo. Per non parlare dell’e-commerce. In una recente visita ad un punto vendita, nei pressi di un capoluogo importante, alla mia domanda sul perché l’assortimento degli elettroutensili fosse così ridimensionato, la risposta è stata che ormai la vendita on line è diventata così importante da ridimensionare la vendita nel negozio fisico. Non succederà a tutti, ma è comunque un segnale.

E’ un periodo di grandi trasformazioni.



Giornalista specializzata sul mercato bricolage e le tendenze del settore fai-da-te e decorazione della casa. Ha collaborato con le più importanti riviste specializzate.

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