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Estero Tensioni geopolitiche e l’industria DIY nella regione DACH

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno producendo effetti sempre più evidenti anche sull’industria del fai da te, dell’edilizia e del gardening nell’area DACH (Germania, Austria e Svizzera).

È quanto emerge da una recente indagine del Herstellerverband Haus & Garten, l’associazione che riunisce oltre 150 produttori del comparto home improvement e giardinaggio.

Secondo il report, l’aumento dei costi energetici, delle materie prime e della logistica sta diventando un fattore di pressione cumulativo per le aziende del settore, con ripercussioni dirette sulla struttura dei costi e sulle prospettive di approvvigionamento dei prodotti per il mercato bricolage e garden.

L’indagine mostra che circa due terzi delle aziende associate stanno già registrando aumenti dei costi delle materie prime e dei materiali compresi tra il 10% e il 20%. Anche i costi di trasporto e logistica stanno crescendo in misura simile, aggravati dall’aumento dei prezzi dei carburanti e dalla ridotta disponibilità di capacità di trasporto. Il fenomeno pesa in modo particolare sui prodotti DIY, dove l’incidenza del trasporto sul costo finale è elevata.

Energia e materie prime

In crescita anche i costi energetici: la maggior parte delle imprese segnala incrementi prevalentemente a una cifra, ma sempre più aziende stanno registrando aumenti a doppia cifra.

Tra le materie prime più colpite figurano l’alluminio e diverse plastiche di largo impiego come polipropilene, polietilene e polistirolo, per le quali vengono indicati rincari compresi tra il 30% e il 50%.

Il documento evidenzia inoltre alcuni casi estremi. Come spiega Norbert Lindemann, direttore generale del Herstellerverband Haus & Garten: “Alcuni produttori ci segnalano aumenti dei prezzi fino al 250% per i metalli duri, tra il 50% e il 100% per gli oli minerali e del 100% per l’HSS (acciaio super rapido). Anche i materiali isolanti e i prodotti a base solvente registrano in parte aumenti del 60%”.

Lindemann sottolinea inoltre come queste oscillazioni rendano estremamente difficile la pianificazione industriale: “Questi casi estremi evidenziano la volatilità e quindi l’incertezza di pianificazione con cui molte delle nostre aziende sono attualmente confrontate”. Il manager lancia anche un appello ai grandi fornitori di materie prime affinché evitino “aumenti sproporzionati con sovrapprezzi speculativi legati alla sicurezza”, per non compromettere la varietà dell’offerta DIY e la stabilità delle relazioni commerciali.

Sul fronte della disponibilità delle merci, il quadro resta per ora relativamente stabile. La maggior parte delle aziende valuta ancora buona la disponibilità dei prodotti e segnala che le carenze significative rappresentano, al momento, un’eccezione. Tuttavia, le prospettive per i prossimi mesi vengono considerate più incerte: cresce infatti il numero di imprese che teme limitazioni sensibili nella disponibilità delle merci, legate all’evoluzione della situazione geopolitica e dei mercati energetici e logistici.

“Determinante sarà capire quanto a lungo dureranno le tensioni geopolitiche e se sarà possibile limitare ulteriori pressioni sulle catene di fornitura. Le nostre aziende hanno bisogno di condizioni quadro affidabili e di certezza nella pianificazione per continuare a investire e garantire l’approvvigionamento del mercato”, conclude Lindemann, aggiungendo che l’industria DIY farà “tutto il possibile per assicurare una disponibilità adeguata dei prodotti”.

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