Inflazione, instabilità geopolitica e difficoltà nel reperire personale qualificato sono oggi tra le principali criticità per le aziende della ferramenta e del bricolage.
È quanto emerge dal sondaggio interattivo presentato durante il 28° Congresso AECOC di Ferramenta e Fai da te, che si è svolto l’11 marzo a Madrid e ha riunito circa 300 operatori del settore tra produttori, distributori e professionisti della filiera.
L’indagine evidenzia come il comparto stia affrontando una fase complessa, in cui fattori economici globali, trasformazioni tecnologiche e cambiamenti nel mercato del lavoro stanno ridefinendo le priorità strategiche delle imprese.
Inflazione e materie prime condizionano la domanda
Secondo il sondaggio condotto tra i partecipanti al congresso, il principale fattore che incide oggi sull’andamento del mercato è l’inflazione e la conseguente perdita di potere d’acquisto dei consumatori, indicata dal 47% degli operatori.
Subito dopo si colloca l’aumento dei prezzi delle materie prime, segnalato dal 44% degli intervistati, elemento che continua a esercitare pressioni sui costi industriali e sulla marginalità delle imprese.
Il contesto macroeconomico si conferma quindi una variabile decisiva per l’evoluzione della domanda nel settore ferramenta e bricolage.
Le tensioni geopolitiche e l’impatto sulla supply chain
Oltre agli aspetti economici, gli operatori segnalano crescenti preoccupazioni legate allo scenario internazionale.
Il 41% dei professionisti ritiene che conflitti militari e tensioni regionali rappresentino il principale rischio geopolitico per le catene di approvvigionamento, mentre il 29% indica l’instabilità nei Paesi fornitori chiave come ulteriore elemento di criticità.
Durante il congresso è intervenuto anche l’ex ministro degli Affari esteri spagnolo José Manuel García-Margallo, che ha analizzato l’evoluzione dello scenario geopolitico globale. Secondo Margallo il mondo attraversa una fase di forte incertezza, nella quale eventi internazionali possono avere ripercussioni immediate su commercio, energia e logistica.
In particolare, l’ex ministro ha ricordato che una possibile interruzione del traffico nello Stretto di Hormuz – da cui transita circa il 20% dei prodotti petroliferi mondiali – potrebbe provocare forti tensioni sui prezzi dell’energia, con effetti diretti sui costi delle imprese e sui prezzi finali per i consumatori.
Gestione del talento: il nodo più critico per le aziende
Accanto alle sfide economiche e geopolitiche, il congresso AECOC ha evidenziato anche una crescente pressione sul fronte delle risorse umane.
La carenza di personale qualificato rappresenta oggi la principale preoccupazione per il 36% delle aziende, mentre il 29% degli operatori segnala l’aumento dei livelli di assenteismo come un ulteriore elemento di difficoltà nella gestione delle attività.
Dal punto di vista dei lavoratori, il fattore che incide maggiormente sulla scelta di restare o lasciare un’azienda è la conciliazione tra vita professionale e privata, indicata dal 34% degli intervistati.
Secondo quanto illustrato da Nuria de Pedraza, direttrice della Comunicazione e delle Relazioni istituzionali di AECOC, il fenomeno dell’assenteismo ha ormai assunto dimensioni rilevanti. Nel settore del largo consumo il tasso medio ha raggiunto il 9,4%, con valori che salgono fino al 10,7% nelle aziende di dimensioni maggiori. Un fenomeno che, secondo Pedraza, non riguarda più solo le singole imprese ma rappresenta ormai «un problema di sistema».
Per analizzare e affrontare questa situazione AECOC ha avviato l’Osservatorio sull’assenteismo lavorativo, con l’obiettivo di studiarne le cause e promuovere buone pratiche in grado di ridurre l’impatto del fenomeno sulle organizzazioni.
Sostenibilità, efficienza e collaborazione tra industria e distribuzione
Nel suo intervento di apertura, Jaime Mendoza, presidente del Comitato Ferramenta e Fai da te di AECOC e direttore generale di Coferdroza, ha sottolineato la necessità per il settore di adattarsi a un contesto sempre più dinamico.
Tra i principali assi di trasformazione individuati figurano la sostenibilità, l’efficienza operativa e la collaborazione tra produttori e distributori. Mendoza ha ricordato che la sostenibilità e l’economia circolare restano priorità strategiche per le imprese e per un consumatore sempre più attento a questi temi, anche se negli ultimi mesi l’Unione Europea ha alleggerito alcuni requisiti normativi per evitare che possano frenare la competitività delle aziende.
Secondo il manager sarà fondamentale migliorare l’efficienza delle operazioni logistiche, ottimizzare la gestione dei magazzini e sviluppare modelli di consegna più rapidi e flessibili per rispondere alle nuove esigenze del mercato.
Il nuovo profilo del cliente professionale
Un ulteriore elemento di trasformazione riguarda il comportamento degli acquirenti.
Secondo l’analisi presentata da Steve Collinge, managing director di Insight Retail Group, il settore sta assistendo alla progressiva affermazione di una nuova generazione di clienti professionali più giovani e digitali.
Se in passato il mercato era dominato da professionisti di età più avanzata, abituati a relazioni consolidate con il punto vendita e ad acquisti in grandi quantità, oggi emergono operatori che utilizzano abitualmente piattaforme online e applicazioni mobili, confrontano i prezzi sul web e richiedono tempi di consegna sempre più rapidi.
In questo scenario, servizi come click & collect, consegne rapide e assortimenti digitali più ampi stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nell’offerta dei distributori.
Per affrontare le trasformazioni in corso, la formazione diventa una leva strategica. AECOC ha infatti avviato il Programma Experto en Negocio de Ferretería y Bricolaje, un percorso di specializzazione dedicato ai professionisti del settore che coinvolge già 34 partecipanti e mira a rafforzare competenze manageriali e conoscenza del mercato.
















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