Lara Farazi, Parodi&Parodi: “No allo stereotipo della donna “valletta””
Per la rubrica “Donne Manager dell’Home Improvement” incontriamo Lara Farazi, responsabile qualità e sviluppo mercati esteri di Parodi&Parodi.
In questa intervista racconta il proprio percorso professionale, il ruolo crescente delle donne nel settore e le sfide che ancora caratterizzano un comparto storicamente a prevalenza maschile.
Ci racconti della sua esperienza professionale e come è arrivata nella sua posizione
Sono laureata in traduzione e interpretariato e già durante gli studi ho iniziato a lavorare per l’azienda della mia famiglia in cui ho sempre desiderato di espandere in modo particolare il mercato estero.
Mi occupo di una parte delle vendite, sono la responsabile qualità (trasversale tutti i reparti) e seguo anche il costante adeguamento normativo e lo sviluppo di nuovi prodotti.
Ci parli della Parodi & Parodi
L’Azienda è stata fondata da mio nonno Giuseppe Parodi nel 1969 e ha sede a Campomorone, nell’entroterra ligure, in provincia di Genova. Parodi & Parodi ha oltre 55 anni di esperienza in prodotti per la casa. Nasce con un brevetto per uno sturalavandino a molla e cresce con altri prodotti per la casa. Siamo introdotti in GD e GDO con proposte mirate in base alla specificità del cliente. Abbiamo anche una produzione di dischi in acciaio e acciaio inox per la cristallizzazione dei pavimenti in marmo, da utilizzare sia con lucidatrici domestiche che professionali.
Ostacoli e percezione della donna nel settore
Quali ostacoli ha riscontrato, come donna? Ritiene in generale che la donna sia discriminata nella carriera e che sia rispettata tanto quanto un uomo?
Senz’altro frequentando fiere e ambiti commerciali diversi all’esterno dell’azienda è visibilmente indiscussa la preponderanza maschile nel settore. Il rispetto parte da noi, se sentiamo di meritarlo è quasi naturale che arrivi.
Trova che essere donna porti a dubitare del suo valore professionale?
Preferisco non pensarci, che possa essere cosi, anche se la presenza femminile nelle manifestazioni commerciali è ancora spesso associata al ruolo di “valletta” per dare un’immagine alle aziende. Questo senz’altro non permette di acquisire valore nell’immaginario collettivo.
In cosa la donna ha un vantaggio rispetto a un uomo e in cosa uno svantaggio (se esistono)?
Sicuramente abbiamo delle carte commerciali importanti, per la nostra grande efficienza, empatia e sensibilità a muoverci verso l’altro, ma i venditori sono per lo più una rete maschile anche per la loro maggiore flessibilità negli spostamenti…
Evoluzione della figura della donna manager
Nota che ci sia un cambiamento negli ultimi anni nella considerazione della donna manager da
parte di colleghi, clienti, fornitori?
Ormai è noto che quasi tutte le donne lavorino, lo richiede la società attuale ed è indispensabile per la maggior parte delle famiglie.
Quindi è corretto dire che le donne manager siano oramai state “accolte”?
Il motivo per cui se ne vedono meno rispetto agli uomini è sempre legato alle attività extra lavorative, che qualcuno deve pur svolgere (purtroppo culturalmente ancora associate più alla donna) e gli orari di un manager spesso non lo permettono.
La sua azienda ha una politica sulla parità di genere?
Siamo più donne che uomini, quindi caso mai dovremmo riequilibrare nell’altro senso.
Cosa consiglierebbe ad una giovane studentessa che deve ancora fare il suo ingresso nel mondo del lavoro?
Di essere sé stessa e non temere le differenze di genere, di farsi valere e pretendere sempre ciò che merita.

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