Dall’incontro organizzato a Milano dall’Unione garden di Federacma emergono alcune priorità per la rete dei concessionari. Analisi dei costi della manodopera in officina, formazione finanziata, maggiore condivisione dei dati e un rapporto più strutturato con l’industria.
Intensificare il confronto tra i concessionari garden e trasformare problemi comuni alle imprese in progetti condivisi. È questa la direzione indicata da Unagreen, l’Unione garden di Federacma, al termine dell’incontro “Il futuro del garden: tecnologia, mercato e persone”, organizzato a Milano nella sede di Confcommercio.
Dal confronto sono emerse alcune aree sulle quali l’associazione intende concentrare il proprio lavoro: analisi dei costi della manodopera nelle officine, sviluppo di percorsi di formazione finanziata e maggiore partecipazione dei dealer alle rilevazioni del Dealer Satisfaction Index Garden.
“Abbiamo bisogno di essere più colleghi e meno concorrenti quando affrontiamo problemi che riguardano tutti – ha dichiarato Silvia Scabini, referente Unagreen –. Ciascuna azienda resta autonoma nelle proprie scelte, ma su costi dell’officina, garanzie, ricambi, formazione, supporto tecnico e nuove competenze abbiamo molto da guadagnare da un confronto più aperto».
Un mercato a velocità diverse
Nel corso dell’incontro Federica Tugnoli di Comagarden/FederUnacoma ha presentato un quadro del mercato che evidenzia andamenti differenti tra i diversi comparti.
Nel primo semestre 2026 i prodotti portatili hanno registrato una flessione del 4,8% e le macchine su ruote del 3,1%. In controtendenza i robot rasaerba, cresciuti del 7,9%.
Continua inoltre l’avanzata delle alimentazioni a batteria, che rappresentano ormai quasi la metà delle unità vendute nel segmento dei portatili.
Un’evoluzione tecnologica destinata a incidere anche sul ruolo dei rivenditori. Domenico Pessina dell’Università degli Studi di Milano ha analizzato il passaggio dalle motorizzazioni tradizionali verso sistemi a batteria, autonomi e connessi. Robotica, sensoristica, diagnostica remota e intelligenza artificiale stanno infatti ampliando le competenze richieste ai concessionari, sempre più coinvolti non soltanto nella vendita, ma anche nell’installazione, nell’assistenza e nel post-vendita.
Il Dealer Satisfaction Index come strumento di confronto
Sul rapporto tra dealer e fornitori si è concentrato l’intervento di Isabella Fontana, Segretaria Unagreen e componente del board di CLIMMAR e responsabile del gruppo di lavoro europeo garden.
Nel 2025 il Dealer Satisfaction Index Garden ha raccolto in Italia 90 risposte. Tra le aree che hanno evidenziato maggiori criticità figurano formazione, resi, marketing e garanzie.
L’obiettivo della rilevazione è trasformare le valutazioni dei singoli concessionari in informazioni strutturate da utilizzare nel confronto con produttori e fornitori. Unagreen punta quindi ad ampliare la partecipazione dei dealer italiani al DSI e, più in generale, a sviluppare una maggiore condivisione delle informazioni all’interno della rete.
Sotto osservazione i costi dell’officina
I dati raccolti tra i concessionari mostrano una situazione articolata. Cresce la quota delle imprese che dichiara incrementi di fatturato, occupazione e investimenti, ma il 79% segnala ancora un aumento dei costi generali.
Per quanto riguarda specificamente l’officina, il 64% degli operatori indica un fatturato stabile e il 29% in crescita.
Proprio l’officina sarà uno dei primi ambiti sui quali Unagreen intende lavorare. Il progetto prevede un’analisi del costo effettivo della manodopera, considerando sia le attività fatturabili sia quelle indirette. L’obiettivo è fornire alle imprese elementi utili per valutare meglio la redditività del servizio e disporre di dati più solidi anche nel confronto sui rimborsi delle attività svolte in garanzia.
Formazione su AI, batterie e meccatronica
Un altro fronte riguarda la formazione. Attraverso il sistema Confcommercio sarà approfondita la possibilità di sviluppare percorsi finanziati specificamente rivolti alle imprese del settore garden.
Gli ambiti individuati spaziano dal controllo di gestione alla sicurezza, fino alle competenze legate all’intelligenza artificiale, alle batterie, alla diagnostica e alla meccatronica.
“Conoscere meglio i nostri costi, partecipare alle rilevazioni, costruire formazione specifica e far circolare più informazioni tra colleghi sono passi sui quali possiamo lavorare subito”, ha concluso Scabini.




Isabella Fontana (Segretaria Unagreen e board CLIMMAR) e Silvia Scabini (Referente Unagreen)

















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