Masi, Assovernici: “Bene la Manovra ma occorre ridurre il carico burocratico”

Con la metà delle imprese che ha effettuato investimenti simili al 2024 e alcune che hanno aumentato le proprie attività, il settore delle vernici ha consolidato la propria posizione nel mercato edile.

Come tutti i comparti industriali però sta facendo i conti con le tensioni commerciali internazionali. A cominciare dai dazi imposti dall’Unione europea sul biossido di titanio proveniente dalla Cina.

“I dazi hanno attenuato alcune distorsioni del mercato, ma non hanno risolto le pressioni sui costi né rafforzato in modo decisivo la redditività dei produttori europei di titanio – dice  Benedetta Masi, presidente di Assovernici -. Hanno dato effetti parziali perché hanno protetto  in parte la produzione europea, che oggi copre circa il 50% della domanda, riducendo la pressione concorrenziale estera”.

Le tariffe statunitensi e l’impatto sulle materie prime

La Cina – continua- ha reagito abbassando i propri prezzi per contenere l’impatto dei dazi e mantenere la competitività. Ciò, unito all’andamento del cambio euro-dollaro che ha mitigato quasi per metà l’effetto dei dazi, ha limitato la capacità dei produttori europei di aumentare i listini fino a raggiungere il target price desiderato”.

Presidente, a questo proposito le tariffe che ancora sono in vigore negli Stati Uniti vi stanno dando ancora problemi?
I dazi imposti dall’amministrazione Trump rappresentano una fonte di incertezza, soprattutto per le importazioni di materie prime e pigmenti provenienti dagli Stati Uniti. Anche per diversificare fornitori e approvvigionamenti, parte dei costi aggiuntivi per le imprese europee possono ricadere ancora sui listini finali dei prodotti vernicianti.

Manovra 2026: incentivi, transizione ecologica e investimenti industriali

Venendo alle questioni di casa nostra, cosa pensa della Manovra e come valuta gli effetti sul vostro settore?
La Legge di Bilancio 2026 si inserisce in una fase di profondo cambiamento per il settore delle costruzioni che si rifletterà su quello dei prodotti vernicianti. La progressiva rimodulazione dei bonus edilizi sta spostando il mercato da una logica emergenziale a una più strutturale, orientata alla riqualificazione, alla durabilità e all’efficienza energetica degli edifici. In questo contesto, gli incentivi agli investimenti produttivi e alla transizione ecologica rappresentano un segnale positivo per le imprese del nostro comparto, chiamate a innovare prodotti e processi. Sul fronte industriale, la manovra si concentra sull’ammodernamento degli impianti, la digitalizzazione e l’adozione di tecnologie più sostenibili. Occorre garantire continuità e chiarezza normativa, affinché le aziende e gli operatori dell’edilizia possano pianificare investimenti di medio e lungo periodo e sostenere una crescita stabile e sostenibile della filiera.

Cosa pensa delle modifiche del Superbonus?
Il rinvio della riduzione del bonus ristrutturazioni al 2027 rappresenta una boccata d’ossigeno per il settore edilizio e per quello dei prodotti vernicianti. Resta ancora vivo il ricordo della stagione del superbonus e non manca chi fatica a rassegnarsi alla sua conclusione. Per il 2026, mantenere la detrazione al 50% sulla prima casa e al 36% sulle seconde abitazioni significa dare continuità alla domanda di lavori di ristrutturazione, garantendo un mercato stabile per le vernici, i rivestimenti e i materiali tecnici utilizzati negli interventi. Tuttavia, il progressivo calo delle aliquote previsto dal 2027 richiederà alle imprese di adattarsi, pianificando produzione, forniture e strategie commerciali. Inoltre, con il Superbonus e PNRR ormai in scadenza, molte aziende dovranno orientarsi verso lavori ordinari e interventi di manutenzione o efficientamento energetico, dove la qualità dei materiali e delle vernici diventa un elemento distintivo.

Direttiva Case Green e incertezza normativa per la filiera

In questa visione PNRR ha dato la spinta che vi aspettavate?
Il PNRR ha certamente dato una spinta importante alla riqualificazione energetica e alla transizione ecologica del patrimonio edilizio italiano. I dati del 2024 mostrano già risultati concreti, tanto che l’Italia ha raggiunto un risparmio energetico del 9,1%, superando oltre la metà dell’obiettivo fissato per il 2030 dalla direttiva EPBD. Il settore però percepisce ancora difficoltà perchè molti fondi del PNRR non sono ancora arrivati ai cantieri e questo rallenta l’effetto sugli investimenti. Il 2026 sarà quindi un anno cruciale per trasformare gli stanziamenti in interventi reali, attraverso incentivi stabili e procedure più snelle, che permettano alle imprese di pianificare con certezza per contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei.

La lentezza del governo sul recepimento della Direttiva Case green getta ombre sul settore?
Senza dubbio la lentezza nel recepimento della Direttiva Case Green crea incertezza su tutta la filiera. Ogni ritardo normativo rallenta la messa a terra di interventi di riqualificazione energetica e di efficientamento degli edifici, generando una situazione di attesa tra operatori e cittadini. Per garantire la piena efficacia degli obiettivi europei e mantenere la competitività delle imprese italiane, è fondamentale che il governo definisca rapidamente linee guida concrete e strumenti operativi che traducano la direttiva in politiche nazionali stabili e attuabili.

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