Tra Sentimental Value e Scandinavian Touch
Con l’uscita nelle sale italiane del film Sentimental Value, JYSK intercetta un’occasione culturale di alto profilo per rafforzare il proprio posizionamento e rendere ancora più leggibile al pubblico italiano il concetto di “Scandinavian Touch”.
Non si tratta di una semplice operazione di product placement o di un aggancio opportunistico al calendario cinematografico, ma di una scelta di marketing coerente con il DNA del brand e con la sua narrazione storica legata all’abitare nordico.
Il film di Joachim Trier, che settimana scorsa (per la precisione il 17 gennaio) ha fatto incetta di premi agli importanti Europea Film Awards, mette al centro una casa che diventa personaggio, deposito di memoria e luogo identitario attraversato dal tempo.
È proprio questo racconto, in cui gli oggetti non sono accessori ma testimoni di relazioni, che JYSK utilizza come piattaforma narrativa per ribadire, con una accurata selezione di prodotti che rappresentano lo Scandinavian Touch, un messaggio chiave: l’arredo non è solo funzione o stile, ma costruzione di valore emotivo.
Dal prezzo al significato
Per un’insegna che opera su larga scala e con un posizionamento accessibile, la capacità di elevare il discorso dal prezzo al significato rappresenta un passaggio strategico tutt’altro che banale.
Dal punto di vista del marketing, l’operazione presenta diversi elementi di forza. Innanzitutto, la coerenza tematica. Lo Scandinavian Touch evocato da JYSK – fatto di materiali naturali, luce, semplicità formale e attenzione al benessere – trova nel film una rappresentazione autentica, non costruita artificialmente per il brand.
Questo consente all’azienda di inserirsi in un racconto già credibile, evitando il rischio di una comunicazione percepita come forzata o puramente commerciale.
La casa “imperfetta” del film, segnata dal tempo e dai ricordi, dialoga efficacemente con una proposta di arredo che valorizza l’uso quotidiano, la durata e la stratificazione delle esperienze.
La rappresentazione della cultura dell’abitare
Un secondo aspetto rilevante riguarda lo storytelling. JYSK non si limita a presentare una selezione di prodotti, ma propone una lettura culturale dell’abitare: fotografie di famiglia, oggetti del cuore, angoli dedicati alla condivisione, piante e piccoli complementi diventano strumenti per costruire ambienti personali e riconoscibili.
Per il consumatore finale questo significa sentirsi legittimato a “completare” l’arredo standard con la propria storia; per gli operatori della distribuzione, invece, è un esempio interessante di come un assortimento ampio e industriale possa essere raccontato in chiave emotiva senza snaturarsi.
C’è poi un tema di posizionamento competitivo. In un mercato dell’home living sempre più affollato e promozionale, il richiamo a un contenuto culturale di qualità – un film pluripremiato e candidato ai principali riconoscimenti internazionali – consente a JYSK di distinguersi sul piano valoriale.
L’operazione contribuisce a rafforzare la percezione del brand come interprete autorevole dello stile scandinavo, non solo come distributore di mobili e complementi.
Tra retail e cultura
Per il canale fisico, questo tipo di narrazione offre spunti concreti anche a livello di visual merchandising e di relazione con il cliente, aiutando a costruire un’esperienza di acquisto meno transazionale e più ispirazionale.
Infine, l’iniziativa si inserisce in una tendenza più ampia che interessa da vicino i professionisti della distribuzione: l’integrazione tra retail, contenuti e cultura.
JYSK dimostra come sia possibile utilizzare un evento esterno al settore – in questo caso il cinema – per attivare una comunicazione rilevante e coerente, capace di parlare di casa, di tempo e di relazioni. Un approccio che, se ben gestito, può contribuire a rafforzare la fedeltà al brand e a spostare l’attenzione del consumatore dal singolo prodotto al sistema di valori che l’insegna rappresenta.
In un contesto in cui il prezzo resta centrale ma non più sufficiente, la scelta di legare lo Scandinavian Touch al “valore sentimentale” dell’abitare appare, per concludere, come una mossa ben calibrata, che merita attenzione da parte di chi opera nella distribuzione e guarda con interesse alle evoluzioni del marketing nel mondo dell’home living.






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