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Tendenze Arredo-illuminazione: nel 2026 crescita moderata e prudente

Il comparto italiano dell’arredo e dell’illuminazione si prepara ad affrontare il 2026 con aspettative complessivamente positive ma improntate alla cautela. È quanto emerge dall’indagine dell’Area Studi di Mediobanca.

La ricerca, presentata in occasione del Salone del Mobile, analizza struttura, dinamiche e prospettive di un settore che resta strategico per il Made in Italy. Le stime indicano una crescita contenuta: +0,8% delle vendite e +0,2% dell’export, in un contesto ancora segnato da incertezza macroeconomica e volatilità dei mercati internazionali.

Il comparto conta oltre 13.700 società di capitali attive, distribuite su tutto il territorio nazionale, con una maggiore concentrazione nel Nord Est e nel Nord Ovest. L’età media delle imprese è di circa 20 anni, a conferma di una struttura produttiva consolidata.

Dal punto di vista economico, il 2024 si è chiuso con un fatturato complessivo di 32,1 miliardi di euro, in calo del 2,9% rispetto all’anno precedente. Sul fronte occupazionale, il settore impiega quasi 127mila addetti, prevalentemente con contratti a tempo indeterminato, mentre la presenza femminile resta limitata al 25% della forza lavoro.

Export stabile, Europa mercato di riferimento

Nel 2025 le esportazioni hanno registrato una sostanziale stabilità (+0,4%), confermando l’Europa come principale destinazione, con oltre il 65% del totale.

All’interno del continente si evidenziano performance positive in Paesi come Paesi Bassi, Spagna e Germania, mentre si registrano flessioni verso mercati extra-UE rilevanti, tra cui Cina e Stati Uniti.

L’indagine congiunturale evidenzia come il 2025 sia stato caratterizzato da una crescita moderata ma selettiva. Le imprese con fatturato superiore ai 100 milioni di euro hanno performato meglio della media, con incrementi superiori sia sul fronte vendite sia export.

Anche l’appartenenza a distretti industriali si conferma un fattore competitivo: le aziende inserite in questi contesti hanno registrato risultati più positivi rispetto a quelle non distrettuali, che mostrano invece dinamiche negative.

Per il 2026 il 63% delle imprese prevede un aumento del fatturato, mentre il restante campione si divide tra stabilità e contrazione. Nel complesso emerge uno scenario di crescita graduale, fortemente influenzato dal contesto macroeconomico e geopolitico.

A livello territoriale, le prospettive migliori riguardano il Centro-Sud e il Nord Ovest, mentre il Nord Est, dopo i buoni risultati del 2025, mostra un atteggiamento più prudente.

Competitività: più valore che prezzo

Uno degli elementi più rilevanti emersi dall’analisi riguarda il cambiamento nei fattori di competitività. Le imprese puntano sempre più su asset immateriali: capacità di personalizzazione dell’offerta, forza del brand e competenze del personale risultano determinanti.

Al contrario, il prezzo competitivo e l’estensione della rete distributiva assumono un ruolo secondario, segnalando uno spostamento verso modelli basati sul valore e sulla differenziazione. Tra i principali vincoli allo sviluppo emerge il tema del capitale umano. Le imprese segnalano difficoltà sia nel reperire candidati sia, soprattutto, nel trovare competenze adeguate, in particolare quelle tecniche e specialistiche.

Parallelamente, il contesto economico resta il principale fattore condizionante: quasi 9 imprese su 10 indicano la stabilità macroeconomica come elemento decisivo per sostenere la crescita nel prossimo biennio.

Il modello di governance resta fortemente ancorato a strutture familiari, con una coincidenza diffusa tra proprietà e gestione. L’apertura del capitale viene valutata con cautela: solo una quota minoritaria delle imprese manifesta un interesse immediato, privilegiando eventualmente partner industriali rispetto a investitori finanziari.

Nel complesso, il comparto arredo-illuminazione si presenta in tenuta, ma attraversato da dinamiche di crescente selettività. La capacità di affrontare le sfide esterne dipende sempre più da dimensione, integrazione nelle filiere e disponibilità di asset distintivi.

In questo scenario, la competizione evolve da logiche di costo a logiche di valore, con un ruolo sempre più centrale per innovazione, design e capacità di adattamento ai mercati.

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