Ricerca IKEA: come cambiano cucina, pasti e convivialità

La cucina e la tavola restano uno dei cuori pulsanti della vita domestica, ma il modo in cui vengono vissute oggi è profondamente cambiato. La ricerca Ikea in 31 mercati.

Ritmi accelerati, spazi abitativi sempre più flessibili e abitudini quotidiane in trasformazione stanno riscrivendo uno dei rituali più antichi e universali: il momento del pasto. È quanto emerge da una nuova ricerca globale realizzata da IKEA, che ha coinvolto oltre 31 mila persone in 31 mercati e restituisce un ritratto articolato del rapporto contemporaneo con la cucina, il cibo e la convivialità.

L’indagine mostra come, a livello mondiale, la cena mantenga un forte valore simbolico ed emotivo, ma sia sempre più spesso inserita in routine informali e frammentate. Solo il 44% degli intervistati dichiara di mangiare abitualmente seduto a tavola, mentre cresce la quota di chi consuma i pasti sul divano, a letto o in piedi in cucina. Una fotografia che racconta una quotidianità adattiva, in cui gli spazi domestici vengono reinterpretati e il tempo dedicato al cibo si comprime.

Secondo Lorena Lourido Gomez, Global Food Manager di IKEA Retail all’interno del Gruppo Ingka, la difficoltà di condividere i pasti nello stesso luogo e alla stessa ora è legata a impegni sempre più serrati, abitazioni di dimensioni ridotte e priorità che cambiano.

Dove, quando e con chi mangiamo oggi

Il tavolo della cucina non è più l’unico punto di riferimento per mangiare. La casa diventa un ecosistema dinamico, tanto che circa una persona su quattro afferma di non avere un posto fisso dedicato ai pasti. In alcuni Paesi europei la mancanza del tavolo da pranzo è nettamente superiore alla media globale, mentre negli Stati Uniti e in Ungheria si diffonde la tendenza a mangiare a letto.

Anche l’orario della cena varia sensibilmente: nel mondo si mangia mediamente alle 18:44, ma in Spagna l’appuntamento si sposta oltre le otto e mezza di sera, mentre in Finlandia è anticipato alle cinque del pomeriggio. Per molti, inoltre, il pasto serale dura meno di mezz’ora.

Parallelamente cresce la presenza degli schermi. Il 77% degli intervistati dichiara di non porsi limiti nell’uso di dispositivi elettronici mentre mangia e più della metà guarda la televisione quando consuma il pasto da solo. Anche in compagnia, quattro persone su dieci tengono accesa la TV. Il momento del mangiare si intreccia così con altre attività, segnando una distanza sempre maggiore dal rituale tradizionale.

Nonostante questa frammentazione, il valore simbolico del cibo resta elevato. Sei persone su dieci continuano a considerare importanti i momenti di connessione vissuti a tavola. Tra i più giovani, tuttavia, la rinuncia a cucinare in casa durante la settimana è spesso legata alla mancanza di tempo, indicata come principale ostacolo dalla Gen Z e dai Millennials.

A complicare ulteriormente la situazione intervengono gli spazi ridotti e le dotazioni delle cucine, soprattutto per chi vive in contesti urbani intensi e con bambini, dove organizzare un momento conviviale diventa sempre più complesso.

Cucine sotto pressione e spazi sempre più multifunzionali

Lo studio mette in luce anche una diffusa insoddisfazione verso l’ambiente cucina. Solo il 29% degli intervistati, a livello globale, si dichiara pienamente soddisfatto dello spazio fisico, citando come principali criticità la carenza di superfici di appoggio e di soluzioni per organizzare gli oggetti.

Le difficoltà colpiscono tutte le generazioni, ma sono particolarmente sentite dai più giovani: oltre la metà della Gen Z afferma di non avere una cucina allineata al proprio stile di vita. In questo contesto, gli ambienti domestici diventano sempre più multifunzionali e i confini tra zona pranzo, soggiorno e spazio di lavoro si assottigliano.

Secondo Nanette Weisdal, Range Manager per l’area Cucina ed elettrodomestici presso Inter IKEA Group, le cucine non sono più utilizzate solo per preparare i pasti, ma anche per socializzare, lavorare e creare ricordi, da qui l’attenzione verso soluzioni capaci di sfruttare ogni centimetro disponibile senza rinunciare a un’atmosfera accogliente.

In Italia, la trasformazione appare altrettanto evidente. La ricerca segnala che una persona su tre mangia abitualmente in più luoghi della casa, alternando soggiorno, cucina e altri ambienti a seconda delle esigenze. Durante la settimana, il tempo dedicato alla cena tende a ridursi e per molti resta sotto i trenta minuti.

Anche nel nostro Paese la televisione accompagna spesso il pasto e l’uso dello smartphone è diffuso persino quando si mangia in compagnia. Sul piano relazionale emerge una tensione tra il desiderio di condividere più spesso la tavola e la realtà di orari disallineati e impegni di lavoro o studio, soprattutto tra le generazioni più giovani.

La risposta di IKEA alle nuove esigenze dell’abitare

Il sondaggio, realizzato per IKEA dall’istituto YouGov tra agosto e settembre 2025 e finalizzato a gennaio 2026, offre una chiave di lettura ampia su come stiano cambiando le abitudini alimentari e l’organizzazione della casa.

In un contesto sempre più fluido e digitale, la cucina e la tavola continuano a rappresentare uno spazio di identità e relazione, anche se sottoposto a pressioni inedite. È proprio da questa distanza tra ciò che le persone desiderano e ciò che riescono a vivere ogni giorno che IKEA dichiara di partire per progettare ambienti più flessibili e funzionali, capaci di adattarsi alla vita reale e di restituire centralità a quei piccoli momenti di connessione che continuano a dare significato al quotidiano.

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