Screwfix: in UK allarme artigiani. Che mancano

L’andamento del mercato diy del Regno Unito è in chiaroscuro ma preoccupano le chiusure delle imprese artigiane. Il rapporto 2025 “Voice of the Trade” di Screwfix.

L’inflazione è arrivata anche nel Regno Unito, con i consumatori che guardano con incertezza al proprio futuro. La sfiducia si è ripercossa anche sulle vendite al dettaglio, tanto che secondo l’ultimo rapporto di Barclays, la spesa per i beni di prima necessità è calata del 2,5% nell’ultimo mese e il fai da te ha registrato una flessione dello 0,5%.

In uno scenario così incerto però non tutte le categorie del bricolage hanno registrato gli stessi andamenti. Innanzitutto gli utensili e le attrezzature per le costruzioni sono salite di valore, proprio perché nell’ultimo anno sono aumentate le ristrutturazioni di edifici civili, industriali e commerciali. Oltre agli strumenti di per la muratura anche le vendite di oggetti di arredamento sono cresciute, con una percentuale del 6,8%.

Altri due settori che hanno aumentato il proprio valore di vendita sono il giardinaggio e le decorazioni che hanno beneficato delle festività di novembre come cioè Halloweeen e il Black Friday. Per quanto riguarda la festa di Halloween tanti inglesi hanno approfittato dei giorni liberi per andare a fare acquisti, tanto che all’inizio di novembre il traffico di tersone che si sono recate nei centri commerciali è cresciuta dell’8,6% rispetto alla settimana precedente.

Oltre a comparare zucche in plastica e trucchi per mascherarsi buona parte delle persone ha acquistato oggetti decorativi per la casa a tema natalizio: lucine, abeti e ornamenti esterni. Lo stile decorativo natalizio ha contagiato tante persone proprio perché diverse città d’Oltremanica hanno addobbato le strade e allestito mercatini già da dalla fine di novembre. Non basta però l’arrivo del Natale per risollevare il sentimento di fiducia degli inglesi e per queste feste le uniche categorie che spenderanno di più nel fai- da-te saranno gli hobbisti e le imprese

Le preoccupazioni per la mancanza di manodopera

Se sul fronte delle vendite al dettaglio si riscontrano alti e bassi, nel segmento che riguarda le aziende i dubbi diventano più forti soprattutto per il futuro. Infatti, con il calo demografico, la stretta del governo sull’immigrazione e la riluttanza dei giovani versoi lavori manuali, entro il 2030 il Regno Unito dovrà sopperire a una carenza di 250mila artigiani.

L’allarme arriva dal rapporto 2025 Voice of the Trade di Screwflix sulle attività artigiane che parla di una tendenza già in atto, dato che il 25% degli intervistati ha detto che andrà in pensione nei prossimi 5 anni. Il rapporto, basato sulle opinioni di 700 professionisti del settore, rivela un settore sotto pressione. Con solo il 24% degli artigiani di età inferiore ai 44 anni, il flusso di talenti è in calo e le piccole imprese faticano a reclutare e formare la prossima generazione.

Ad oggi la maggior parte dei imprenditori artigianali ha un’età tra i 55 e i 64 anni e guida piccole o medie imprese a conduzione familiare. Molti giovani però seguono altre strade rispetto a quelle intraprese dai genitori e dai nonni e buona parte degli adolescenti britannici frequenta scuole che non istruiscono futuri idraulici o falegnami, ma figure professionali del settore terziario avanzato. 

il rapporto sottolinea la necessità sempre più urgente di un intervento da parte del governo per affrontare il crescente divario di competenze, che sarà fondamentale per realizzare diverse priorità nazionali, tra cui l‘impegno a costruire 1,5 milioni di nuove abitazioni e a ristrutturare oltre 15 milioni di immobili per soddisfare gli standard di efficienza energetica.

Ciò non significa che in Gran Bretagna il settore artigianale sia in via di estinzione. Infatti, come hanno dimostrato i dati degli ultimi mesi, in futuro ci sarà bisogno di persone in grado di svolgere lavori manuali. Se le politiche per favorire la natalità non daranno effetti nel breve termine, nel presente la formazione può essere una leva per attrarre i più giovani all’artigianato e migliorare la professionalità dei lavoratori di oggi.

John Mewett, amministratore delegato di Screwfix, ha commentato: “Il nostro rapporto Voice of the Trade 2025 sottolinea l’urgente necessità di intervenire a sostegno degli artigiani del Regno Unito. Il previsto deficit di competenze, causato dai pensionamenti e dalla carenza di nuovi ingressi nel settore, rappresenta una minaccia significativa per il raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di edilizia abitativa e di zero emissioni nette”.

E, ancora: “Per garantire il futuro del settore artigianale, è essenziale incentivare l’apprendistato offrendo sovvenzioni dirette che consentano alle PMI e ai commercianti individuali di formare adeguatamente gli apprendisti, creando così un solido bacino di talenti. Altrettanto importante è un sistema educativo che promuova i mestieri artigianali come carriera rispettata e gratificante, integrando l’apprendimento pratico nelle scuole, un orientamento professionale completo e un sostegno finanziario per l’apprendistato alla pari dei percorsi universitari”.

In questo senso, nonostante gli ostacoli, il 64% degli artigiani che hanno assunto un apprendista lo scorso anno vorrebbe farlo di nuovo, mentre il 46% dei giovani intervistati ha espresso interesse a intraprendere una carriera nel settore artigianale.

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