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Distribuzione Ignacio Sánchez , Leroy Merlin Italia. Strategia e sviluppo dopo Cagliari

TEN-diyandgarden ha raccolto le prime dichiarazioni di Ignacio Sánchez . Un’intervista che segna il primo confronto con il manager spagnolo, utile per delineare le sue priorità sul mercato italiano, la visione sullo sviluppo della rete e il ruolo centrale del negozio fisico in un contesto retail in evoluzione.

Contestualmente alla visita al nuovo punto vendita di Leroy Merlin a Cagliari, abbiamo potuto conoscere Ignacio Sanchez, da poco nominato amministratore delegato di Leroy Merlin Italia. Un’occasione per un primo confronto utile per comprendere visione, priorità e lettura del mercato italiano da parte di un manager con un profilo internazionale, tra Spagna e Brasile.

Qual è la sua prima impressione dell’Italia e del team che ha trovato?
L’Italia mi piace tantissimo, la cultura, il paese… tutto. E soprattutto la squadra, abbiamo un team meraviglioso, con persone eccezionali in tutte le posizioni dell’azienda.

Lei arriva da esperienze in Spagna e Brasile. In questo primo periodo di permanenza italiana che differenze ha notato?
Per me la differenza più forte è nella disponibilità del prodotto. Con questo negozio abbiamo lavorato sul vero DNAd di Leroy Merlin Italia, un assortimento forte e una disponibilità molto ampia. Elementi chiave e caratterizzanti.

E in merito alle caratteristiche del consumatore italiano?
La capacità di acquisto in Italia è più elevata. Rispetto alla Spagna è di circa il 30% più alta. Inoltre il cliente italiano è ancora poco indebitato, è più risparmiatore. Certo, oggi c’è un po’ di prudenza per la situazione internazionale – Ucraina, Iran – quindi le persone sono più calme, più attente.

Che rapporto hanno gli italiani con la casa?
Molto simile a quello spagnolo. La casa è la priorità numero uno, con la cucina e il bagno che rimangono due stanze centrali e lo spazio esterno che, dopo il Covid, è diventato fondamentale.

Cosa succede dopo l’apertura di Cagliari?

Parliamo di sviluppo: dopo Cagliari, quali sono le prossime aperture?
Arese è la prossima che non aprirà ad aprile, ma tra maggio e giugno, per questioni legate alle infrastrutture e alla viabilità. Sarà un negozio ancora più grande, con una disponibilità di prodotto sensazionale di cui Cagliari è un’anticipazione.

C’è ancora spazio di crescita in Italia?
Sì, assolutamente. Il Paese è enorme e ci sono tante città senza Leroy Merlin. Abbiamo ancora molto da fare.

Che formato di negozio vedremo in futuro?
Ci concentreremo su superfici tra i 6.000 e gli 8.000 mq., tralasciando i formati piccoli. La chiave è rimanere concentrati su un modello chiaro e lavorarci senza disperdere energia.

Quindi, per quanto riguarda gli showroom urbani?
Il concetto è in evoluzione e per ora restano aperti, ma stiamo riflettendo su una razionalizzazione. L’importante è concentrarsi dove si crea valore. Non abbiamo bisogno di tutto. Poi, in futuro si vedrà.

Il negozio fisico è ancora centrale, nonostante l’e-commerce?
Il negozio fisico resta il cuore. Alla NRF negli Stati Uniti tutti parlano della trasformazione digitale dei negozi, non della loro scomparsa. Il negozio fisico rimanane centrale, perché lì c’è la relazione: “human to human”. Una persona che aiuta un’altra persona nel suo progetto di ristrutturazione o abbellimento della casa.

E l’e-commerce? Come lo interpreta?
Come un servizio, molto utile per chi ha poco tempo o per prodotti ingombranti. E’ faciel e comodo, ma non dà piacere come l’acquisto fisico. E poi mi preme ricordare che c’è anche un tema di sostenibilità, pensiamo al packaging, ai trasporti, al consumo di risorse. Il prezzo lo paga il pianeta.

In effetti quest’anno molti elementi riportano alla centralità del negozio fisico…
Sì, il negozio è tutt’altro che finito, anzi. L’e-commerce è “human to machine”, mentre il negozio è relazione, personale a disposizione. E noi lavoriamo per rendere felici i clienti, questa è la cosa più importante.

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