I dati raccolti da Poleepo su un campione di merchant attivi su marketplace, eCommerce proprietari e piattaforme verticali fotografano un ecosistema più frammentato e maturo.
Un a notizia: Amazon resta leader per fatturato, ma Temu conquista il secondo posto ad aprile. Intanto la logistica diventa leva competitiva e le differenze tra i mercati europei si fanno sempre più marcate.
Per anni il commercio online europeo ha ruotato attorno a un paradigma relativamente semplice dove presidiare Amazon significava presidiare il mercato. I dati del primo quadrimestre 2026 raccolti da Poleepo — piattaforma italiana per la gestione integrata del multicanale — mostrano un ecosistema più frammentato, competitivo e maturo, dove la crescita non dipende più dalla semplice presenza online ma dalla capacità di orchestrare canali, logistica e operations in modo integrato.
L’analisi si basa sui dati aggregati e anonimi di un ampio campione di merchant attivi su marketplace, eCommerce proprietari e piattaforme verticali, con differenti dimensioni, strategie commerciali e modelli logistici. Le percentuali riflettono la distribuzione interna al campione e non costituiscono quote di mercato assolute.
Amazon resta leader, ma Temu è il fenomeno del quadrimestre
Tra i merchant del campione Amazon continua a mantenere la leadership per fatturato generato — con una crescita cospicua ad aprile che allarga ulteriormente il distacco dagli altri canali — ma il suo ruolo all’interno delle strategie dei seller sta cambiando. eBay mantiene una presenza numericamente superiore, radicato soprattutto tra i venditori di elettronica, ricondizionato e categorie di nicchia. “Amazon è il canale di chi vuole generare valore; eBay è quello di chi cerca flessibilità e accessibilità”, sintetizzano i dati Poleepo.
Shopify e WooCommerce consolidano il proprio ruolo come infrastrutture strategiche per costruire una relazione diretta con il cliente finale, recuperare marginalità e sviluppare un patrimonio dati proprietario. In particolare, Shopify si conferma tra i principali canali per fatturato, segnale che la vendita diretta non è più un presidio di nicchia ma una scelta strutturale per una quota crescente di merchant.
Il fenomeno più rilevante del quadrimestre è però l’ascesa di Temu. A gennaio il marketplace entra nella top five per fatturato scalzando PrestaShop; ad aprile conquista il secondo posto, superando Shopify, eBay e WooCommerce. La rapidità della traiettoria testimonia un cambiamento profondo. Grazie al modello “Temu Local“, la piattaforma sta attirando un numero crescente di merchant europei interessati a intercettare una base utenti molto ampia e con elevata propensione all’acquisto. Per molte aziende Temu non rappresenta più una semplice alternativa ai marketplace tradizionali, ma un tassello strategico all’interno delle politiche di distribuzione digitale.
La complessità operativa cresce più rapidamente delle vendite
L’espansione multicanale comporta una moltiplicazione delle attività da gestire: sincronizzazione delle giacenze, aggiornamento dei cataloghi, gestione dei prezzi, coordinamento delle spedizioni, monitoraggio delle performance e customer care. I dati del quadrimestre evidenziano che la complessità operativa cresce più rapidamente delle vendite.
I dati su cancellazioni e rimborsi confermano questa tendenza. WooCommerce si distingue per un’incidenza rilevante di cancellazioni e rimborsi rispetto agli altri operatori osservati, mentre Amazon mostra livelli più contenuti e una maggiore stabilità operativa. Le criticità, dunque, non riguardano esclusivamente i grandi marketplace, ma coinvolgono anche gli store proprietari, dove la gestione autonoma di cataloghi, disponibilità, spedizioni e customer experience richiede processi sempre più strutturati.
Tra i marketplace verticali, ManoMano emerge tra i canali con il maggior peso relativo nei rimborsi, un segnale che richiama l’attenzione sull’importanza della qualità delle informazioni di prodotto e della gestione delle aspettative dei clienti. Anche piattaforme specializzate come BricoBravo mostrano dinamiche che confermano quanto packaging, customer care e comunicazione siano diventati elementi centrali per garantire un’esperienza d’acquisto soddisfacente.
Mercati europei sempre più differenziati
Un altro elemento che emerge con forza dall’analisi è la crescente frammentazione del mercato europeo. In Italia Amazon domina il volume degli ordini, ma la novità del quadrimestre è il sorpasso stabile di Shopify su eBay: un segnale che gli acquirenti italiani si stanno abituando a comprare su store diretti.
In Francia continuano a distinguersi i marketplace verticali dedicati alla casa e al bricolage — ManoMano in testa, affiancata nel corso del quadrimestre da Maisons Du Monde, Vente-unique e Cdiscount — mentre Amazon mantiene la leadership con un distacco meno marcato rispetto agli altri mercati. Temu entra nella top four a gennaio, si consolida a febbraio, poi esce ad aprile. Una penetrazione non lineare che segnala un assestamento ancora in corso nel mercato transalpino.
In Germania, oltre al consolidamento di Amazon — che nel corso del quadrimestre allarga il divario su eBay fino a oltre venti punti percentuali — cresce il ruolo di Kaufland, marketplace locale che ad aprile sale al secondo posto: un segnale di forte specificità nazionale che i merchant internazionali non possono ignorare.
In Spagna convivono marketplace generalisti, piattaforme verticali e nuovi player emergenti. Temu si stabilizza al secondo posto, mentre il ranking di contorno è il più fluido dei quattro mercati, con rotazioni frequenti tra operatori verticali home & living e il ritorno di eBay ad aprile.
La logistica diventa leva competitiva
I dati del quadrimestre mostrano una progressiva sofisticazione delle strategie distributive. Per le spedizioni verso l’Italia, BRT e GLS si contendono la vetta per tutto il periodo — con GLS prevalente nei primi mesi e BRT in prima posizione ad aprile — coprendo la grande maggioranza delle esigenze dei merchant. Poste Italiane presidia stabilmente il terzo posto per le spedizioni a basso valore unitario.
Verso la Francia, FedEx registra la traiettoria più significativa del quadrimestre: cresce costantemente fino a raggiungere la prima posizione ad aprile, superando BRT e GLS. In parallelo, TNT e SDA si contraggono sotto l‘11% già a febbraio, segnalando uno spostamento strutturale verso corrieri con tracciabilità avanzata e puntualità garantita.
In Germania GLS mantiene il primo posto stabilmente, seguito da BRT. In Spagna emerge la piattaforma Qapla’ — dedicata al tracking e all’orchestrazione logistica — che affianca BRT in testa alla classifica: un segnale della crescente domanda di soluzioni logistiche strutturate anche nei mercati in via di maturazione.
La scelta del partner logistico non risponde più soltanto a criteri di costo: velocità, tracciabilità, affidabilità e capacità di adattarsi alle esigenze dei diversi mercati diventano fattori determinanti nella costruzione dell’esperienza cliente. Ogni canale tende a esprimere un modello logistico proprio e ogni paese richiede scelte diverse.
PMI protagoniste della rivoluzione multicanale
C’è infine un dato che racconta la trasformazione in corso meglio di altri. Oltre tre quarti dei merchant osservati gestiscono cataloghi inferiori ai 5.000 prodotti — una quota stabile nel quadrimestre, intorno al 76% — mentre la fascia tra 20.000 e 50.000 SKU cresce di un punto percentuale, segnale di una lenta ma costante scalata verso assortimenti più ampi. La rivoluzione multicanale non riguarda soltanto grandi retailer o operatori internazionali, ma soprattutto PMI, brand verticali e seller specializzati.
Il primo quadrimestre del 2026 sembra segnare l’inizio di una nuova fase per l’eCommerce europeo. Dopo anni in cui la priorità era ampliare la presenza online, oggi la sfida è trasformare la complessità in efficienza. La differenza tra chi crescerà e chi faticherà nei prossimi anni dipenderà sempre meno dal numero di canali presidiati e sempre più dalla capacità di coordinarli, integrarli e governarli in modo efficace.
Fonte: Poleepo, Report mensili sul multicanale (gennaio, febbraio, aprile 2026). I dati sono aggregati e anonimi; le percentuali riflettono la distribuzione interna al campione e non costituiscono quote di mercato assolute. Informazioni: poleepo.cloud

















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