Come sta andando il mercato italiano del DIY? Quali sono oggi le principali criticità per le aziende e per la distribuzione? E quali segnali arrivano sul fronte dei consumi, dei costi, dei margini e dei rapporti lungo la filiera?
Per tracciare una fotografia della situazione abbiamo raccolto le opinioni di oltre trenta operatori, rappresentativi di diverse merceologie della produzione e della distribuzione specializzata.
L’occasione è stata l’ultima edizione di Bricoday, tenutasi lo scorso 23 e 24 settembre, che ha permesso di incontrare direttamente aziende e insegne e di sottoporre loro una serie di domande.
Un quadro complesso in un mercato debole
Ne emerge un quadro articolato, condizionato da un contesto economico e internazionale ancora complesso. Debolezza dei consumi, pressione sui costi e sui margini, minore propensione alla spesa e necessità di lavorare sempre di più su servizio, assortimento e rapporto con il cliente.
Abbiamo quindi scelto di leggere il mercato da due punti di osservazione, quello della produzione e quello della distribuzione, mettendo a confronto problemi, percezioni e aspettative per i prossimi mesi.
Principali problemi affrontati dalla produzione in ordine di rilevanza
Costi dell’energia, costi dei trasporti, come conseguenza, e costi delle materie prime, in particolare quelle legate al petrolio, ma anche di numerosi metalli.
Perdita di marginalità, non potendo recuperare gli aumenti nella trattativa con la clientela.
Crisi economica e mood internazionale (crisi, guerre, inflazione) ed un minore potere d’acquisto che hanno portato solo a spese essenziali. Altri acquisti, soprattutto se con cifre significative, vengono rimandati.
Il clima eccessivamente caldo nei mesi di luglio e agosto ha influito sulla ridotta pedonabilità.
Nuove regole restrittive su packaging e carbon credit. Nuove regole su certificazioni , con informazioni spesso lacunose e ritardate.
Trattativa con la clientela sugli aumenti dei costi
Le trattative hanno portato ad aumenti differiti nel tempo e ridotti rispetto alla reale necessità richiesta, soprattutto con i big players, mentre il mercato tradizionale ha compreso meglio le richieste di aumento.
Alcune aziende stanno “trattando” nuovi aumenti per i contratti 2027 alla luce dei nuovi rincari del petrolio.
Stock – Disponibilità merce – Servizio alla Clientela
Nessun problema. Il mercato senza crescita ha certamente aiutato con le scorte.
Non ci sono acquisti speculativi e gli ordini che si ricevono dalla Clientela sono “oculati”
Le aziende non rilevano problematiche particolari neanche per le vendite on line. È un rapporto ben gestito. Le vendite tramite marketplace sono in aumento e molte aziende procedono con un proprio canale diretto.
Il rapporto della clientela con i players online è sicuramente meno critico e non demonizzato, come lo era in passato.
Andamento rispetto allo scorso anno
Il 50% degli intervistati indica un mercato invariato ed un 48% con andamento negativo. Solo un 2% dichiara una modesta crescita.
Dobbiamo evidenziare come alcuni settori merceologici hanno avuto risultati positivi in un anno dominato da alte temperature, vedi chi tratta prodotti per l’irrigazione. Di converso macchine tagliaerba, BBQ , prodotti vernicianti e outdoor, ad esempio, ne hanno risentito negativamente.
Altra annotazione: gli aumenti concordati con la clientela giustificati da costi energetici e delle materie prime hanno fatto crescere i fatturati. I volumi rispetto al 2025 sono più bassi in molti casi.
Gli ultimi 2 mesi sono stati generalmente negativi e si teme che continui questa tendenza, senza un cambiamento della situazione internazionale. Quindi possiamo ragionevolmente parlare di un mercato FLAT.
Le osservazioni della Distribuzione
L’andamento del mercato viene giudicato negativo. Non c’è crescita. La pedonabilità è il maggiore problema evidenziato (valgono le motivazioni evidenziate dalla produzione: crisi economica, capacità di spesa, clima)
Lo scontrino medio è più basso (meno acquisti di prodotti di valore medio alto o di impulso)
Sono evidenziati dei disservizi crescenti dovuti a ritardi ed errori di spedizione, per chi opera con vendite online.
Come per la Produzione, non sono stati riversati sul consumatore gli aumenti accettati nelle trattative. Impossibile gravare ulteriormente sul privato, in un momento di crisi dei consumi.
Si deve concentrare ogni risorsa sul servizio e sulla formazione, e non scendere a battaglie sul prezzo che sarebbero inutili, contro competitor generalisti e prodotti di bassa qualità. I prodotti entry level servono, ma non devono diventare fondamentali nel range.
E’ indispensabile l’innovazione ed una comunicazione che vada incontro ad un consumatore sempre più “social”. E’ necessario adattare rapidamente le merceologie e gli assortimenti in un mercato sempre in movimento.
Il rapporto coi fornitori deve essere di collaborazione, con partner con cui si vuole stabilire un rapporto continuativo. Non si vuole sostituire un fornitore, salvo conclamati disservizi, mancanza di innovazione e prezzi fuori mercato.
Il Covid ha già visto molte variazioni (ndr).
Ringraziamo per la collaborazione
Alfer, Annovi Reverberi, Arexons, Art Plast, Beghelli, Bosch, Claber, Compo, Einhell, Euroequipe, Forma, G.F., G.M.R., Gedy, Kemper, La Piacentina, Lavor, Leifheit, Mafra, Masidef, Nespoli Group, Ompagrill, Oreca, Orvital, Philips, Pircher, Ryobi, Saratoga, Stanley Black&Decker, Tescoma, Tontarelli, Valex, Wolfcraft, Brico Bravo, Brico io, Brikò, CFadda, Eurobrico, Hobby & Legno, Progress.

















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