Tendenze Galli (Fme): “La transizione energetica è inevitabile, ma occorre sensibilizzare gli utenti”

La transizione energetica riserva vantaggi perché oltre a rappresentare una svolta per l’ambiente consente di risparmiare in bolletta. Se alcuni settori produttivi risultano in ritardo, la filiera dell’elettronica intende giocare un ruolo da protagonista, sensibilizzando i proprietari degli immobili sulle potenzialità degli impianti a efficentamento energetico.

Fme (Federazione Nazionale Grossisti Distributori Materiale Elettrico) ha lanciato il progetto Impianti elettrici evoluti per abitazioni pronte al futuro, il ruolo della filiera elettrica nella crescita competitiva e nell’innovazione tecnologica del territorio lombardo, per lo studio degli impianti in Lombardia e per il prossimo 24 novembre l’associazione ha programmato un evento sul tema a Arese, provincia di Milano.

“Nonostante sia la regione più ricca d’Italia, buona arte degli impianti elettrici dei condomini in Lombardia non sono a norma e ciò oltre a ostacolare la diffusione di buone pratiche come l’installazione di dispostivi a fonti rinnovabili rappresenta anche un pericolo per la formazione degli incendi”, dice Ezio Galli, presidente di Fme.

Il progetto promosso da Fme si rivolge a tutta la filiera edile e immobiliare. “Si tratta di un progetto-continua- a cui lavoriamo da anni e abbiamo coinvolto anche Anci e Federcostruzioni”.

Il valore della manutenzione

Presidente, dal suo osservatorio privilegiato ritiene che il settore legato al materiale elettrico sia pronto per la sfida della transizione energetica?
Sì, i produttori e gli installatori si stanno muovendo in questo senso ma oltre al passaggio verso le fonti rinnovabili intendiamo promuovere il valore della manutenzione anche a chi abita in una casa. Col tempo i cavi perdono conducibilità con effetti anche sul contatore. Ad oggi esiste la certificazione sostitutiva della caldaia ma non esistono leggi che impongono di verificare lo stato del proprio impianto. Abbiamo fatto un’audizione in Senato e diversi parlamentari ne erano all’oscuro.  

Invece da parte delle imprese avete notato maggiore attenzione?
L’industria è più attenta ma anche tra gli imprenditori manca l’attenzione agli impianti. Noi pensiamo che si debba fare di più per sensibilizzare gli utenti e per governare il processo di transizione energetica.

Domanda di energia in aumento. Servono canali più potenti

Pensa che la richiesta di scostamento di bilancio per l’energia voluta dal Governo possa dare la giusta spinta verso il passaggio alle fonti alternative?
Sì, perché risponde alla logica di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e dal gas promossa dalla Commissione europea. Anche il bonus per le colonnine per la ricarica elettrica va nelle giusta direzione ma non tutti gli impianti hanno la stessa potenza e quindi occorre innovare le strutture di distribuzione elettrica. Nei prossimi anni aumenterà la domanda di energia e quindi serviranno canali più potenti di quelli attuali. Come dimostrano i fatti della scorsa estate la lotta al cambiamento climatico ormai è inevitabile, ma occorre che tutti facciano la propria parte. Da parte delle assicurazioni abbiamo notato attenzione per la valutazione della potenza degli impianti.    

Invece come valuta l’andamento del vostro settore?
Il mercato è cresciuto dell’11,7%  a agosto e di questo ne siamo contenti, anche se è l’aumento del costo del rame ha inciso sui prezzi dei cavi.

Per il futuro che progetti avete?
Oggi siamo concentrati sul nostro progetto per la Lombardia, ma intendiamo portare i nostri valori in tutto il Paese.  

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