Distribuzione eCommerce, 20 anni dopo: tra omnicanalità e la svolta dell’AI

Il digitale entra in una fase di maturità, ma per il mondo casa e bricolage la partita resta aperta. E ora l’intelligenza artificiale è pronta a cambiare le regole del commercio online.

Sono passati circa vent’anni da quando i principali operatori del mondo casa, arredamento e bricolage hanno iniziato a costruire una presenza significativa anche online. Da allora l’eCommerce ha attraversato diverse fasi: dalla diffidenza iniziale verso gli acquisti digitali alla crescita del mobile, dall’affermazione dei marketplace fino all’attuale fase di maturità.

Secondo Davide Casaleggio, CEO e partner di Ecommerce Italia, il mercato italiano dell’eCommerce vale oggi circa 90 miliardi di euro e il comparto casa e arredamento, pur rappresentandone una quota più contenuta, sta raggiungendo una fase nella quale è possibile leggere con maggiore chiarezza dinamiche e opportunità.

“Negli ultimi 20 anni abbiamo visto arrivare diverse tecnologie che hanno innovato il mercato dell’eCommerce. Per la prima volta, però, vediamo una tecnologia che probabilmente cambierà radicalmente il modello di business stesso“, sottolinea Casaleggio, riferendosi all’intelligenza artificiale.

Nel comparto casa e bricolage, tuttavia, la crescita dell’online non ha cancellato il ruolo del punto vendita. Al contrario, il negozio continua a rappresentare un importante elemento di branding, di relazione e di supporto al processo d’acquisto.

Online e fisico, un rapporto sempre più stretto

Il comportamento dei consumatori dimostra infatti che online e offline non sono più due mondi separati. Le visite ai siti possono crescere senza tradursi necessariamente in una corrispondente crescita del fatturato digitale, perché una parte del percorso d’acquisto si conclude ancora nel punto vendita.

Nel mondo casa e bricolage questo fenomeno è particolarmente evidente: la necessità di vedere fisicamente un prodotto, valutarne caratteristiche e dimensioni, oppure la maggiore semplicità nella gestione del ritiro o del reso, mantengono centrale il negozio.

La presenza fisica ha inoltre un effetto diretto sulla notorietà del brand. I siti degli operatori che dispongono di una rete di negozi beneficiano infatti di un traffico legato anche alla presenza territoriale. Il punto vendita diventa così uno strumento di comunicazione che alimenta anche l’eCommerce.

È una dinamica che Casaleggio sintetizza nel concetto di “eCommerce di prossimità”: “Dove si fa branding, il cliente vede il negozio, si ricorda del brand e a casa può poi fare l’acquisto online. Questa omnicanalità funziona anche dal punto di vista del branding”.

Per il comparto casa e arredamento, inoltre, il percorso verso l’acquisto può essere lungo, soprattutto quando si tratta di investimenti importanti. La fase di ispirazione e conoscenza del brand precede spesso di settimane o mesi il momento del vero e proprio “click to buy”.

La prossima rivoluzione è l’AI

Se negli ultimi vent’anni il digitale ha progressivamente modificato le modalità di acquisto, l’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare un passaggio ancora più profondo. Secondo i dati presentati da Ecommerce Italia, circa il 35% delle aziende utilizza già l’AI nei propri processi, mentre un ulteriore 12% prevede di iniziare a farlo entro sei mesi.

Nel frattempo, l’intelligenza artificiale sta modificando anche il modo in cui il consumatore cerca e sceglie un prodotto. Non si tratta più soltanto di comparire nei risultati di Google, ma di essere riconosciuti e suggeriti dagli strumenti basati sui Large Language Model.

È la nuova frontiera del GEO, Generative Engine Optimization, che presenta caratteristiche differenti rispetto alla tradizionale SEO. Per essere suggerito da un sistema AI, infatti, non è sufficiente che un prodotto sia presente sul proprio sito: le informazioni possono essere recuperate e valorizzate anche attraverso fonti e contenuti di terzi.

Ma il cambiamento più rilevante potrebbe essere quello del commercio agentico: sistemi AI capaci non solo di consigliare un prodotto, ma di accompagnare e potenzialmente gestire direttamente il processo di acquisto.

Prepararsi al commercio agentico

Il fenomeno è ancora agli inizi e non genera oggi un volume di fatturato significativo, ma le aziende dovranno iniziare a prepararsi. La scheda prodotto, in prospettiva, dovrà essere molto più ricca e strutturata, non solo immagini e descrizioni, ma anche disponibilità, tempi di consegna, modalità di pagamento, condizioni di reso e tutte le informazioni necessarie a un agente AI per valutare e proporre un prodotto.

La fotografia realizzata da Ecommerce Italia sui primi 1.000 eCommerce italiani mostra quanto il mercato sia ancora lontano da questo scenario dato che soltanto 44 siti risultano oggi completamente predisposti al commercio agentico.

“I primi che saranno pronti in questo senso saranno quelli che riusciranno a cogliere questa opportunità nel mercato”, osserva Casaleggio.

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