Il Consiglio dei Ministri approva in via definitiva il decreto legislativo che introduce una disciplina organica per il florovivaismo italiano. Coldiretti: “Un passaggio storico per un comparto da 3,3 miliardi di euro”.
Il florovivaismo italiano si avvia a disporre, per la prima volta, di una cornice normativa organica e stabile. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato in via definitiva il decreto legislativo di attuazione della legge delega 4 luglio 2024, n. 102, un provvedimento atteso da anni dalle imprese del settore e che dovrà ora essere emanato dal Presidente della Repubblica.
Secondo Coldiretti, si tratta di un passaggio fondamentale perché riconosce il florovivaismo come una filiera strategica per il sistema agricolo nazionale, introducendo regole più chiare per le attività che spaziano dalla produzione alla commercializzazione fino alla manutenzione del verde.
Recepiti i contributi del Parlamento e delle associazioni
L’organizzazione agricola sottolinea come il testo definitivo abbia recepito le osservazioni emerse durante l’iter parlamentare, comprese quelle formulate dalle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato e le indicazioni presentate dalla stessa Coldiretti nel corso delle audizioni. Un percorso che, secondo l’associazione, ha consentito di migliorare il provvedimento rispetto alla versione approvata in via preliminare.
La nuova disciplina punta a definire in modo più preciso il perimetro delle attività florovivaistiche, valorizzando l’intera filiera e creando le condizioni per favorire investimenti, innovazione, sostenibilità e una maggiore qualificazione professionale degli operatori.
Un comparto da 3,3 miliardi di euro
Il florovivaismo rappresenta uno dei segmenti più rilevanti dell’agricoltura italiana. Nel 2025 il valore della produzione ha raggiunto i 3,3 miliardi di euro, sostenuto dall’attività di circa 19 mila imprese distribuite su una superficie complessiva di 30 mila ettari. A questi numeri si aggiunge un export che ha sfiorato 1,3 miliardi di euro, confermando il ruolo del Made in Italy sui mercati internazionali.
L’approvazione della riforma arriva in una fase particolarmente complessa per il settore. Negli ultimi mesi le tensioni geopolitiche hanno infatti inciso pesantemente sui costi di produzione, con rincari che hanno interessato fertilizzanti, gasolio e materie plastiche, anche in conseguenza del conflitto in Iran. A ciò si aggiungono i rallentamenti delle rotte marittime, che penalizzano in modo particolare un comparto caratterizzato da produzioni altamente deperibili.
Per Coldiretti, il via libera al decreto rappresenta un punto di partenza e non un traguardo. L’associazione evidenzia infatti la necessità che il nuovo quadro normativo sia accompagnato da adeguate misure di sostegno, affinché le novità introdotte possano tradursi in una maggiore competitività, nello sviluppo delle imprese e in un rafforzamento della redditività dell’intero comparto.
















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