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Editoriali 10 anni e 4 milioni di letture. La rivoluzione silenziosa di TEN-diyandgarden

Era il 2016, Matteo Renzi era il Presidente del Consiglio, prima di dimettersi in dicembre a fronte della sconfitta nel Referendum Costituzionale, Gli Stadio vincevano il Festival di Sanremo, la Juventus si laureava Campione d’Italia, il Portogallo Campione d’Europa e Nico Rosberg conquistava il mondiale di Formula 1.

Ma soprattutto nel 2016, più precisamente nel mese di marzo, Giulia Arrigoni accendeva in rete il primo giornale digitale specializzato per gli operatori economici dei settori brico, garden e home improvement. Non un sito ma un giornale. TEN-diyandgarden.com nel 2026 compie il proprio decimo anno di lavoro e di presenza attiva sul mercato.

Dieci anni in cui sono stati scritti e pubblicati circa 7.000 articoli, letti, globalmente, circa 4 milioni di volte. È curioso scoprire in questi dieci anni quali sono stati gli articoli di maggiore successo, cioè quelli più letti con una permanenza sulla pagina sufficiente a considerarli, appunto, letti.

Sul gradino più alto del podio troviamo “Parkside, lo shop, la gamma e i tutorial”, pubblicato nel 2023, con 27.850 letture, seguito da “Bricoman diventa Tecnomat” pubblicato nel 2022 (24.166 letture) e “Leroy Merlin apre, chiude e rinnova”, pubblicato nel 2025 (20.236 letture).

La forza della newsletter

Dieci anni in cui sono state inviate oltre 1.500 newsletter, tutti i santi lunedì, mercoledì e venerdì di ogni settimana. Newsletter che condensano le notizie più significative e importanti del momento, mantenendo la promessa dei “TEN minutes”: 10 minuti per essere informati su quanto accade nel mercato.

Una formula molto apprezzata dai 10 mila operatori iscritti, che la gratificano con un livello di aperture, che, nel 2025, è sempre stato superiore al 30%. Non si tratta di un livello medio: tutte le newsletter di TEN nel 2025 sono state aperte da più del 30% degli iscritti.

Dieci anni in cui lo sviluppo della rete ha portato a straordinarie trasformazioni, nelle modalità di utilizzo, sia in fase di ricerca come di diffusione delle informazioni.

Non c’è più l’internet di una volta

Vediamo qualche dato giusto pe renderci conto. Nel 2016 la penetrazione di internet era al 63% (circa 38 milioni di utenti attivi), quella dei social al 38% (circa 23 milioni di utenti attivi). Nel 2026 la penetrazione di internet ha raggiunto il 90% della popolazione (circa 53 milioni di utenti) e quella dei social il 70% (circa 42 milioni di utenti).

Dieci anni in cui la rete ha intrapreso un percorso a una velocità impressionante. Sono gli anni del passaggio dal 4G al 5G e soprattutto dello sviluppo di massa dell’intelligenza artificiale generativa.

In questo vortice di cambiamenti, che ha influito non solo sull’aspetto tecnico e di usabilità dell’internet, ma anche sulla mentalità e sull’approccio degli operatori della comunicazione, siano essi editori, agenzie o centri media, come investitori, TEN ha tenuto la barra dritta, mettendo al centro (come nel secolo scorso prima della conquista della centralità da parte della pubblicità) il lettore.

Qualità e tempestività dell’informazione sono state le caratteristiche di base su cui è nata l’esperienza di TEN, fino a trasformarsi nelle chiavi del successo della testata con un forte apprezzamento e fedeltà da parte di tanti lettori/operatori.

La scelta, impegnativa nel 2016, di abbandonare la carta stampata per costruire un polo di informazione specializzata esclusivamente web è stata quella giusta. Se andiamo a vedere gli andamenti della carta stampata negli ultimi 10 anni si scopre una realtà a dir poco impressionante.

I quotidiani sono passati da 2,6 milioni di copie al giorno nel 2016 a 1 milione, con un calo del 60% nel 2026. I settimanali hanno perso 7 milioni di copie a settimana dimezzando il dato delle vendite del 2016. I mensili da 13,5 milioni di copie mensili nel 2016 sono passati alle attuali 9 milioni, con una perdita di 4,5 milioni di copie ogni mese.

E ora ci troviamo di fronte ad un’altra sfida, quella dell’AI, foriera di un’altra rivoluzione, non solo nell’editoria ma anche tra i giganti del web che con una sempre meno efficace indicizzazione da parte dei motori di ricerca, Google su tutti.

D’altro canto, chi cerca informazioni su un personaggio, su un avvenimento oppure più semplicemente su come cucinare una pietanza, interpellando l’AI riesce ad ottenere risposte organiche molto ben organizzate, che rendono inutile la classica ricerca su Google tra decine di siti e di link. Secondo le stime più recenti gli italiani che usano l’AI per le loro ricerche sono già 15 milioni, più del doppio rispetto al 2024 e con la tendenza a crescere ulteriormente molto velocemente.

La chiave del successo di TEN

In questo scenario TEN ha perso pochissimi lettori, meno del 10%, che molto probabilmente sono quelli che fino all’anno scorso capitavano accidentalmente nelle pagine del nostro magazine a fronte di una ricerca su Google.

Le conseguenze della rivoluzione portata nelle modalità della ricerca dall’AI e da Google, con il passaggio dall’indicizzazione per parole chiave a quella per engagement, hanno portato minime conseguenze a TEN perché la testata, sin dalla nascita, si è caratterizzata come “Google free”, cioè i tecnici e i seo non hanno mai lavorato per incentivare l’indicizzazione su Google, puntando tutto sulla conquista di un pubblico di operatori selezionato e conquistato con la qualità e l’autorevolezza dei contenuti pubblicati. Una scelta che appariva azzardata dieci anni fa ma che si è nel tempo rivelata vincente.

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