Il consorzio, la sua evoluzione e un’offerta che contempla sia l’ampliamento dei servizi sia quello dell’assortimento. In linea con il mercato che cambia e una distribuzione sempre più “ibrida”. Intervista a Matteo Camillini di BigMat.
Da qualche anno frequento BigMarket, lāevento fiorentino organizzato da BigMat, e ogni volta ĆØ una piacevole sorpresa, perchĆ© presenta sempre qualche novitĆ nellāambito dei servizi agli associati. Dal progetto HABIMAT al format per il libero servizio, passando per i prodotti a marchio e il brand BigRent dedicato al noleggio professionale.
Unāofferta che si dimostra sempre coerente con gli obiettivi del consorzio ma anche con lāevoluzione di un mercato, quello italiano, che presenta una distribuzione molto affollata e diversificata. E in forte evoluzione.
Di questo e di altro abbiamo parlato con Matteo Camillini, Direttore di BigMat Italia e International, nellāinteressante intervista che segue.
Tutti rispondono ad un processo di profonda evoluzione e ibridazione che caratterizza la distribuzione Home Improvement. In che modo?
Il processo di evoluzione della rivendita edile parte da lontano, dagli anni in cui si vendeva sostanzialmente materiale pesante e si proponeva come un canale, tutto sommato, generalista e fortemente orientato alla nuova costruzione. ComāĆØ noto, via via il mercato ĆØ progressivamente cambiato e cosƬ anche la rivendita. Ma non ĆØ stato un processo lineare. Direi piuttosto che si sono verificati dei veri e propri āupgradeā, ad esempio con la crisi del 2008, successivamente quella nel 2012, per arrivare ai tempi più recenti del 2020 con il Covid. Cicli economici dove il ānuovoā si ĆØ bloccato mentre la ristrutturazione, con tutte le merceologie che ne conseguono, ha iniziato la sua inarrestabile crescita, favorendo cosƬ quel fenomeno di ibridazione dei canali distributivi che oggi diventa sempre più evidente.
PerchƩ?
PerchĆ© con la ristrutturazione la rivendita edile ĆØ entrata allāinterno delle case, ambito dove le finiture rappresentano il cuore del mercato. CosƬ abbiamo iniziato a vedere i primi showroom e i primi lineari a libero servizio, con i materiali di consumo e lāutensileria: dapprima in maniera più improvvisata e via via sempre più studiata e organizzata. TantāĆØ che, venendo ai giorni nostri, oggi sul totale parco dei nostri punti vendita, che sono 250, ben 100 hanno uno showroom.
Il format come servizio
Che ĆØ HABIMAT
SƬ, certo. Senza perdere di vista quello che ĆØ il nostro core business di rivendita edile, la proposta HABIMAT di fatto ĆØ un servizio che non si limita a fornire allāassociato degli accordi quadro con i fornitori, ma ha voluto creare anche uno stile di vendita e un approccio che potesse essere attraente per il target degli interior designer e architetti che oggi sono figure importanti nei progetti di ristrutturazione.
Con una composizione di assortimento medio-alta. Corretto?
Sì, la scelta permette di avere marginalità interessanti e una capacità di attrazione maggiore che possa trasformarci, laddove siamo presenti, in un punto di riferimento, senza andare a rincorrere posizionamenti o situazioni che possono essere più complesse.
Esistono delle criticitĆ nello sviluppo del format?
Investimento a parte, comāĆØ comprensibile, oggi lāaspetto più complesso riguarda il reperimento del personale che, come molti operatori sanno, diventa sempre più difficile. Anche perchĆ© allestire e gestire uno showroom implica tempo, progettualitĆ e formazione specifica. Una volta risolta questa criticitĆ gli investimenti economici arrivano quasi di conseguenza. Non dico che non siano importanti ma, dopo questi anni incredibili, molte rivendite potrebbero affrontare lāaspetto economico con maggiore tranquillitĆ , consci del fatto di apportare un valore aggiunto importante alla loro impresa.
Soprattutto in questāepoca di grandi cambiamenti, dove lāofferta distributiva si sta sempre più spostando sul servizio e sullāampliamento del target cliente. Ć dāaccordo?
Direi di sƬ e i nostri servizi vanno in questo senso. Certamente trattare rivestimenti e arredo bagno ĆØ un altro mestiere rispetto al āclassicoā approccio della rivendita edile. Ć un mondo che strizza lāocchio alla moda e ha bisogno di momenti di comunicazione differenti rispetto alla classica promozione. Ma, ciò nonostante, ĆØ totalmente complementare con lāattivitĆ di una rivendita, perchĆ© si tratta comunque di prodotti tecnici che completano la āfilieraā dellāassortimento, offrendo agli installatori e al cliente finale il cosiddetto āchiavi in manoā.
SƬ, ma con proposte anche firmate da ambassador e influencer come quelle di Castrignano nel 2022-23
Ć stata unāidea forte, di un paio di anni fa, ed ĆØ stata portata avanti per far capire ai nostri soci e ai clienti che HABIMAT ĆØ un laboratorio, un work in progress che stimola riflessioni e fornisce spunti, ma che utilizza aanche una modalitĆ di comunicazione diversa. Comunicazione che questāanno abbiamo portato avanti con āSpazi belliā, un contenitore di professionisti dellāinterior design, con canale web e profili social – Instagram e Facebook -. Con la founder, Anastasia Leshchenko, abbiamo realizzato reel dedicati al modo del colore, altra categoria merceologica importante nellāassortimento offerto da HABIMAT.
Tanto da renderlo un brand vero e proprio. DiventerĆ mai unāinsegna?
Lo scopo è quello. Certamente abbiamo ancora molta strada da fare, però stiamo andando in quella direzione.
Il format come libero servizio
Dopo HABIMAT ĆØ arrivata la proposta del libero servizio, con un allestimento al BigMarket di due anni fa, molto interessante. Con quali risultati?
Quello ĆØ un ambito più familiare al nostro core business storico, perchĆ© molti dei nostri soci giĆ dispongono di uno spazio dedicato al libero servizio. Tuttavia, abbiamo voluto offrire un assortimento e una connotazione rigorosamente professionale, più studiata, armonica e omogena ma anche più razionale, per cercare di fornire gli strumenti per sfruttare quegli spazi al meglio, cosa non scontata. Sottolineo che per lo più si tratta di spazi dedicati allāutensileria manuale ed elettrica dove, soprattutto in questāultimo caso, lāonline fa sentire la sua presenza. Per questo, un giusto posizionamento e livello di servizio sono, oggi, più che mai indispensabili.
E poi cāĆØ la struttura, il lineare, lo āscaffaleāā¦
Sulla quale abbiamo lavorato per renderla moderna e attraente, così come per il materiale point of purchase. I risultati? Estremamente positivi. In 100/200 mq si può fare un buon lavoro che aumenta il traffico e le vendite.
Peraltro, affiancata dalla rinnovata proposta di questāanno. Il riferimento va a BigRent, formula alla quale avete dedicato dello spazio a BigMarket. Ć una tendenza che va aumentando?
Ć un segmento giĆ trattato da BigMat e che, allāinterno del Gruppo, sta vivendo una seconda giovinezza. LāItalia, rispetto ad altri mercati esteri, come Francia, Germania e Inghilterra, ĆØ ancora molto acerba rispetto al mercato del noleggio, però ora comincia a crescere in maniera strutturata. Ć sempre parte di quellāibridazione commerciale di cui abbiamo parlato inizialmente e poi, il noleggio, ĆØ un modo per provare dei macchinari che, in una seconda fase, possono essere acquistati. Certamente ĆØ necessario prevedere lāimplementazione di unāofficina interna al centro noleggio per la manutenzione regolare e le riparazioni, va considerata una gestione più a carattere finanziario e che esistono aspetti legati alla sicurezza e alle normative del tutto peculiari. Può essere unāattivitĆ complementare ma può anche trasformarsi in un business vero e proprio con dinamiche differenti rispetto alla classica attivitĆ commerciale da rivendita edile. Ma ĆØ uno dei servizi che promette meglio.
L’ampliamento del merceologico e una valutazione sul futuro
Cambiando totalmente argomento, lāimplementazione dellāofferta BigMat passa anche per lāenergia, ovvero per la vendita di prodotti come pannelli fotovoltaici, pompe di calore, ecc.
SƬ, ĆØ un mondo che per noi ĆØ sempre stato più defilato e a maggiore appannaggio della termoidraulica o del comparto elettricitĆ . Tuttavia, ci stiamo rendendo conto che molti dei nostri clienti ā installatori e posatori ā in qualche modo hanno trattano questa cataegoria di di prodotto, perchĆ© lāibridazione tra edilizia, elettrico e termoidrosanitario non ĆØ solo un fenomeno della distribuzione ma si sta verificando anche tra i liberi professionisti e le imprese. Secondo, ma non per importanza, il Green Deal e le direttive green che rappresentano unāopportunitĆ per diversificare la nostra offerta. Al momento stiamo lavorando sulla proposta merceologica e la selezione di prodotti e sistemi per lāenergia green ma non ĆØ esclusa la realizzazione di un corner riconoscibile da inserire allāinterno dei punti vendita.
La sintesi, quindi, è che sarà sempre di più il servizio fa fare la differenza?
Indubbiamente e il nostro impegno ĆØ quello di mettere a punto i servizi attuali e che rispondono alle richieste del mercato per tutti i nostri soci e poi declinarli rispetto alle esigenze e specificitĆ della singola realtĆ aziendale sul territorio.
Mi riaggancio alla precedente e interessante affermazione relativa allāibridazione del professionista. In che modo la osservate?
La riscontriamo anche da parte delle aziende che ci chiedono di entrare a far parte del consorzio: si tratta di realtĆ che sono fortemente caratterizzate e specializzate in uno specifico comparto ma che guardano con grande attenzione allāampliamento del proprio assortimento e dei servizi e, quindi, alla diversificazione. Ci sono aziende specializzate nella termoidraulica, nellāelettrico, o ancora, nel colore che vedono nellāedilizia, nelle finiture ma anche nel noleggio dei comparti da integrare in rivendita per allargare il loro raggio dāazione, lo spettro ĆØ ampio ed ĆØ un processo un poā più rapido di quello che pensavamo. Per aprirsi a queste nuove opportunitĆ di business scelgono di affidarsi a una realtĆ consortile strutturata come la nostra che può esser il partner giusto grazie allāesperienza, la notorietĆ , la storicitĆ dellāinsegna BigMat in Italia e in Europa.
Relativamente a questi processi in atto, una sua valutazione sul futuro?
Credo che questo cambiamento porterà a un ulteriore concentrazione. Il che non comporterà necessariamente delle chiusure ma, piuttosto, delle acquisizioni, così come già avviene per i multipoint. Le chiusure, che comunque fisiologicamente si verificheranno, le vedo più legate a problemi di carattere generazionale, perché per la gran parte dei casi si tratta di aziende, anche di grandi dimensioni, con una gestione familiare e che soffrono il problema del passaggio generazionale. A questo fenomeno si affianca poi lo sviluppo di altre realtà come Tecnomat, Leroy Merlin e similari che vanno a presidiare il territorio, ormai anche con format più piccoli e che concorrono alla progressiva, anche se futura, saturazione distributiva.





























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