Come già scritto da diyandgarden lo scorso 7 ottobre, Mutares ha annunciato il 5 ottobre di aver ricevuto un’offerta irrevocabile, di una quota di controllo, da una cordata italiana che comprende la famiglia Pulcinelli. Conosciamo meglio l’insegna e il suo andamento.
Fondata a Parigi nel 1931 da Martial Lapeyre, l’insegna nasce dalla tradizione familiare della lavorazione e commercializzazione di prodotti per l’edilizia. Nel 1949 investe nella prima fabbrica nel Cantal e, dagli anni Sessanta, amplia la rete sul territorio francese, sviluppando un modello che unisce produzione e distribuzione di serramenti e soluzioni per la casa. Entrata nel gruppo Saint-Gobain nel 1996, con l’acquisizione di Poliet, Lapeyre è passata a Mutares nel 2021.
Il bilancio 2025 di Lapeyre S.A.S. mostra ricavi in calo e una perdita ancora elevata, ma ridotta rispetto al 2024. L’analisi riguarda la società, controllata al 100% da Lapeyre Holding e inclusa nei conti di Mutares, e non il bilancio complessivo del gruppo Lapeyre.
Ricavi e volumi
Il fatturato netto scende da 439,8 a 387,7 milioni di euro, con una flessione dell’11,8%. I volumi diminuiscono del 17,9%. La Francia genera quasi il 99% dei ricavi, pari a 382,9 milioni; le vendite all’estero si fermano a 4,8 milioni, contro i 5,5 del 2024.
A diminuire sono soprattutto le vendite di merci, da 388,5 a 335,9 milioni. I servizi restano invece stabili, a 51,8 milioni. Si riducono anche gli acquisti di merci, da 245,5 a 213,1 milioni, e gli altri acquisti e costi esterni, da 219,7 a 203,3 milioni.
Perdite ridotte ma gestione ancora in difficoltà
Il risultato operativo è negativo per 29 milioni di euro, contro i 41,8 milioni del 2024. Il confronto richiede però attenzione: nel 2025 sono cambiate le regole con cui alcune voci vengono inserite nel bilancio.
Il nuovo regolamento contabile ANC 2022-06 include nel risultato operativo anche i ricavi dalla vendita di beni aziendali, pari a 37,9 milioni, e il loro valore contabile, pari a 21,4 milioni. A questi si aggiungono altri cambiamenti nella classificazione di costi e ricavi. Applicando i criteri precedenti, il risultato operativo 2025 sarebbe negativo per circa 46,4 milioni. A parità di regole, quindi, la gestione operativa peggiora rispetto al 2024.
La gestione finanziaria registra un saldo negativo di 40,5 milioni. Pesano la riduzione del valore delle partecipazioni nelle controllate, per 14,8 milioni, e quella dei crediti verso le società del gruppo, per circa 29,7 milioni netti. Si tratta di svalutazioni contabili, che non comportano necessariamente uscite di denaro.
La perdita netta si attesta a 68,9 milioni, contro gli 86,4 del 2024: un miglioramento di 17,4 milioni, pari a circa il 20%. Dopo la destinazione della perdita 2025, le perdite riportate a nuovo raggiungono 231,2 milioni. Negli ultimi tre esercizi non sono stati distribuiti dividendi.
Meno liquidità e patrimonio in calo
Il patrimonio netto scende da 186,1 a 116,6 milioni di euro (-37,3%), mentre il totale delle attività passa da 345,6 a 247,2 milioni. La liquidità cala da 58 a 15 milioni, con circa 43 milioni in meno, pari al 74,1%. Il bilancio segnala quindi una forte riduzione delle risorse disponibili, ma questo dato, da solo, non permette di stabilire quanto denaro sia stato assorbito dall’attività corrente.
I debiti complessivi diminuiscono da 136,5 a 106,8 milioni. Quelli verso i fornitori passano da 65,8 a 52,5 milioni. I debiti bancari salgono da circa 120 mila a 840 mila euro, mentre gli altri debiti finanziari scendono da 16,3 a 10,1 milioni. Il totale comprende anche i debiti commerciali e altre passività: non rappresenta quindi soltanto il debito finanziario. Secondo la nota integrativa, Lapeyre S.A.S. non ha dipendenti.
Un anno di operazioni
Nel 2025 la ristrutturazione ha portato alla chiusura di tre negozi: Strasburgo, Calais e Audincourt, dal 15 febbraio. Il 1° aprile Lapeyre ha rilevato il mandato di gestione di Creil, poi ceduto a Distrilap. Il 15 settembre ha acquisito Vitrev Distribution, titolare del mandato del gruppo di negozi di Troyes. Tra novembre e dicembre ha inoltre rafforzato il capitale delle controllate Pastural e Cougnaud, convertendo crediti in capitale.
Per reperire risorse, tra settembre e novembre Lapeyre ha venduto ad AB Sagax dodici complessi immobiliari: Gournay, Bordeaux Mérignac, Grenoble, Villeneuve Loubet, Coignières, Herblay, Les Ulis, Villeneuve St Georges, Lyon Limonest, Vitrolles, Aubervilliers e Melun.
L’amministrazione francese ha inoltre concesso il rimborso in 36 mesi di 600 mila euro di debiti per IVA, contributi URSSAF a carico del datore di lavoro e imposta fondiaria. I pagamenti decorrono da febbraio 2026.
Il piano 2026-2028 per il risanamento
Nella seconda metà del 2025 la direzione e l’azionista hanno definito un piano triennale per affrontare le difficoltà finanziarie. Gli obiettivi sono rivedere i prezzi, trasformare più preventivi in ordini, avviare un marketplace e sviluppare le vendite ai professionisti e i servizi di posa.
Il piano prevede anche minori costi di struttura e la vendita di immobili da continuare a utilizzare pagando un affitto: la formula nota come sale and leaseback.
La società ha redatto il bilancio prevedendo di proseguire l’attività, sulla base del piano e delle previsioni di cassa per i successivi dodici mesi, aggiornate a fine maggio 2026.
KPMG ha espresso un giudizio senza riserve sui conti, richiamando però l’incertezza sulla capacità dell’azienda di continuare a operare. Il giudizio conferma la corretta rappresentazione del bilancio secondo le regole contabili applicabili e non garantisce che Lapeyre riuscirà a superare le difficoltà finanziarie.
Le operazioni del 2026
Le vendite immobiliari sono proseguite anche nel 2026. Il 25 febbraio viene ceduto l’immobile di Montpellier. Tra fine maggio e inizio giugno vengono venduti anche gli immobili di quattro negozi, a Fréjus, Gémenos, Saint-Herblain e Marsannay-la-Côte, mantenendone l’utilizzo in affitto.
Il 16 marzo la Cassazione francese chiude definitivamente la controversia sulla partecipazione dei dipendenti agli utili del gruppo, respingendo tutte le richieste delle controparti.
Il 22 giugno Lapeyre firma inoltre una lettera di sostegno finanziario a favore di dieci controllate. L’impegno è aiutarle a pagare i debiti e a ricostituire il patrimonio netto fino all’assemblea che approverà il bilancio 2026, a condizione che restino nel gruppo.




















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