Distribuzione OBI, respinto il ricorso sulla tutela dell’arancione

La decisione del 17 settembre riguarda la registrazione del colore come marchio per i servizi di vendita di prodotti per edilizia e bricolage. La controversia ha coinvolto OBI, Hornbach e Globus.

Il Bundesgerichtshof (BGH), la Corte federale di giustizia tedesca, ha confermato la cancellazione della registrazione del marchio cromatico, relativo alla tonalità arancione, per i servizi di vendita al dettaglio nel settore dell’edilizia e del bricolage. La controversia riguardava la tutela della tonalità come marchio cromatico astratto per i servizi commerciali indicati.

La decisione del 17 settembre 2026, procedimento I ZB 58/25, interviene nella controversia, ricostruita dalla rvista giuridica La vicenda è ricostruita dalla testata giuridica Beck-aktuell, che ha visto contrapposte l’insegna alle concorrenti Hornbach e Globus, che avevano chiesto la cancellazione della registrazione.

Dalla domanda di registrazione al ricorso

Secondo il comunicato del BGH pubblicato dalla società DATEV, la domanda di registrazione del marchio cromatico risale al 2010. L’iscrizione nel registro del Deutsches Patent- und Markenamt (DPMA), l’Ufficio tedesco dei brevetti e dei marchi, era avvenuta sulla base di un’indagine presentata dall’impresa per dimostrare la capacità distintiva acquisita attraverso l’uso.

Il DPMA aveva successivamente accolto le richieste di cancellazione. Il Bundespatentgericht, il Tribunale federale dei brevetti, aveva respinto il ricorso della titolare del marchio. Il BGH ha ora respinto anche il successivo ricorso.

Le motivazioni e le indagini sui consumatori

Il comunicato della Corte riferisce che il marchio non presenta la capacità distintiva richiesta perchè nel settore considerato, il pubblico non è abituato a identificare la provenienza dei servizi attraverso il solo colore.

Non è stata inoltre dimostrata una capacità distintiva acquisita con l’uso. L’indagine del 2012, presentata da OBI a sostegno della registrazione del marchio, indicava un’associazione del colore all’impresa pari al 45,6% della popolazione, ritenuta insufficiente.

Quella del 2020 riportava il 49,6%, mentre la controparte aveva presentato un’indagine del 2021 con un risultato del 30%. Il BGH ha confermato che non era possibile accertare con sufficiente sicurezza il riconoscimento del marchio presso il pubblico al gennaio 2025.

Le reazioni di OBI e Hornbach

Nella ricostruzione pubblicata il 17 settembre da Tagesschau, il servizio informativo dell’ARD, trovano spazio anche le reazioni delle aziende.

“Il nostro colore aziendale resta l’arancione”, ha dichiarato OBI. L’insegna ha precisato che il colore continuerà a essere uno degli elementi visivi della propria identità e che la decisione non modifica, nella pratica, la comunicazione quotidiana e l’immagine dei negozi.

Un portavoce di Hornbach ha invece espresso soddisfazione per la decisione del BGH.

Naturalmente, OBI potrà continuare a utilizzare l’arancione per i propri punti vendita e la propria comunicazione, ma non potrà rivendicarne l’esclusiva.

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