Mercato DIY, l’analisi di Mister ChatGPT tra 2025 e 2026
Mentre la redazione di TEN sta lavorando alla preparazione del GDS Report con tutti i dati e le analisi di mercato su quello che è stato l’andamento del 2025, abbiamo voluto raccogliere un’opinione sopra le parti sull’anno passato e soprattutto su quello che verrà.
L’intervistato è mister ChatGPT, punto di riferimento, almeno per il momento, dello sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa. Non si tratta quindi, almeno dal nostro punto di vista, di una fonte affidale e nemmeno autorevole; tuttavia, le risposte che ci ha fornito nel corso dell’intervista sono interessanti soprattutto se si considera che sono state elaborate analizzando tutto quello che è stato comunicato sul web da tutti i protagonisti del settore.
Il 2025 del brico: un anno senza un unico protagonista
Iniziamo con una domanda facile facile. Quale elemento ti ha colpito di più nel mercato 2025 del brico?
Il 2025 non ha avuto un solo “uomo solo al comando”, ma più figure che, da angolazioni diverse, hanno contribuito a ridefinire il racconto del brico italiano: dalla grande distribuzione al grossismo, dall’industria di marca alle associazioni. Ed è proprio questa pluralità di leadership a rendere il settore più interessante in vista del 2026.
Vuoi subito parlare di futuro? D’accordo, parliamo di 2026 e di quali prospettive si profilano all’orizzonte. Dove andrà il mercato brico italiano nel 2026?
Il 2026 si apre come un anno di assestamento strategico più che di espansione pura, ma con alcune traiettorie ormai abbastanza chiare. Dopo la lunga coda post-pandemica e due anni di normalizzazione dei volumi, il settore brico italiano entra in una fase più matura, in cui vince chi sa leggere meglio il mercato, non chi corre di più.
Distribuzione: format, servizi e ruolo del punto vendita
Ci possiamo aspettare una crescita dei consumi?
Dal punto di vista dei consumi, il 2026 non sarà un anno di boom. Le famiglie continueranno a mostrare attenzione al prezzo e maggiore selettività negli acquisti, privilegiando interventi di manutenzione, miglioramento e rinnovo rispetto ai grandi progetti strutturali. Questo favorirà le categorie legate alla manutenzione domestica, al garden, al comfort abitativo e al risparmio energetico “soft”, mentre resteranno più sotto pressione i comparti legati all’edilizia pesante e ai grandi investimenti.
Gli operatori della distribuzione del settore quali sfide si troveranno ad affrontare?
Sul fronte della distribuzione, il 2026 sarà un anno decisivo per la ridefinizione dei format. Le grandi superfici continueranno a razionalizzare assortimenti e metrature, puntando sempre più su servizi, progetto e consulenza. Al tempo stesso, il negozio di prossimità – indipendente o affiliato – potrà ritagliarsi uno spazio rilevante se saprà giocare la carta della competenza, della rapidità e della relazione con il cliente locale. Non è più una sfida di dimensioni, ma di ruolo.
Quale sarà secondo te l’aspetto più critico su cui lavorare?
Molto dipenderà dalla capacità degli operatori di gestire la multicanalità reale, non solo dichiarata. Nel 2026 online e offline non saranno più due mondi separati: l’e-commerce continuerà a crescere come strumento di ricerca, confronto e servizio, ma il punto vendita fisico resterà centrale nella decisione finale, soprattutto per le categorie a maggiore contenuto tecnico. Chi non riuscirà a integrare questi due piani rischia di perdere rilevanza.
Industria di marca, private label e scelte di posizionamento
Chiudiamo il cerchio e proviamo a individuare anche la prospettiva del 2026 per le industrie produttrici?
Per l’industria, il 2026 sarà l’anno della verità sul posizionamento di marca. La pressione sui prezzi non si allenterà e il confronto con private label e brand entry-level resterà forte. I produttori dovranno scegliere se competere sul prezzo, sul servizio o sull’identità di marca, evitando pericolose ambiguità. Crescerà l’importanza della collaborazione con la distribuzione, sia in termini di category management sia di supporto commerciale e formativo.
Si profila quindi un anno piuttosto impegnativo per tutte le componenti. Quali saranno le parole chiave da cui non prescindere?
Certamente il 2026 non sarà un anno facile, ma potrà essere un ottimo anno per chi saprà essere chiaro su chi è, cosa vende e a chi si rivolge. Chi invece continuerà a inseguire modelli del passato rischia di trovarsi fuori tempo massimo. Il 2026 sarà anche un anno in cui emergerà con più chiarezza il tema delle competenze: nei negozi, nelle sedi centrali, nella forza vendita. In un mercato che cresce poco, la differenza la farà sempre più la qualità delle persone, non solo dei format o degli assortimenti.
Nota: le domande sono umane, le risposte sono generate da ChatGPT
Facci sapere cosa ne pensi