Il punto sulla Smart Home con i dati del Politecnico di Milano

SmartHome

Durante il convegno di presentazione dell’Osservatorio Smart Home 2025-2026 della School of Management del Politecnico di Milano, è emersa con chiarezza una traiettoria di sviluppo che interessa da vicino tutta la filiera B2B: produttori, installatori, distributori, retailer e utility.

Il mercato italiano della Smart Home continua, infatti, a crescere a doppia cifra e supera per la prima volta la soglia simbolica del miliardo di euro, ma lo fa all’interno di un contesto che richiede nuovi modelli di business, competenze evolute e una forte spinta verso servizi digitali e soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale.

Secondo i dati illustrati dall’Osservatorio, nel 2025 il comparto ha registrato un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente, in linea con le principali economie europee, anche se la spesa pro capite italiana rimane circa la metà della media continentale.

Sicurezza prima di tutto

A trainare la domanda sono soprattutto le soluzioni per la sicurezza domestica — videocamere, sensori, videocitofoni e serrature connesse — che valgono ormai 305 milioni di euro, pari al 30% del mercato, con una crescita annua superiore al 20%.

In parallelo avanzano con decisione gli elettrodomestici connessi, che raggiungono i 195 milioni di euro e mostrano un ritmo di sviluppo ancora più sostenuto della media complessiva.

L’elemento che più colpisce dal punto di vista strategico è però il ruolo crescente dell’AI. Le funzionalità di analisi video, manutenzione predittiva e ottimizzazione dei consumi stanno diventando leve determinanti nella scelta dei prodotti e, soprattutto, nella diffusione di modelli di monetizzazione ricorrente basati su abbonamenti.

Per i fornitori di tecnologia e per il retail questo significa passare da una logica puramente hardware-centrica a un’offerta ibrida, nella quale il valore si sposta progressivamente verso software, servizi cloud e aggiornamenti continui.

Meglio i brico rispetto ai negozi di elettronica

Sul fronte dei canali distributivi, il 2025 ha confermato la centralità dell’e-commerce e dei retailer multicanale.

Gli operatori online superano i 465 milioni di euro di fatturato nel segmento Smart Home, con crescite del 25%, mentre i punti vendita fisici integrati con il digitale continuano a guadagnare terreno.

Il mondo del fai-da-te, in particolare, ha mostrato performance migliori rispetto ai rivenditori di elettronica di consumo, segnale rilevante per le insegne specializzate in home improvement che stanno ampliando l’assortimento di soluzioni smart e servizi di installazione.

Più complessa resta invece la situazione della cosiddetta filiera tradizionale — installatori e distributori tecnici — che nel 2025 ha chiuso in sostanziale stabilità, risentendo della rimodulazione degli incentivi post-Superbonus.

Energia ed efficienza degli edifici

L’Osservatorio sottolinea come la Direttiva europea “Case Green” rappresenti al tempo stesso una sfida e un’enorme opportunità industriale: in Italia oltre la metà del patrimonio residenziale rientra nelle classi energetiche più basse e gli investimenti necessari nei prossimi anni sono stimati in oltre 100 miliardi di euro.

In questo scenario, le tecnologie IoT applicate alla casa — termostati intelligenti, valvole connesse, sensori e sistemi di controllo — possono contribuire in modo concreto alla riduzione dei consumi, soprattutto se sostenute da politiche di incentivazione mirate.

Per le aziende della filiera edilizia ed impiantistica si apre quindi uno spazio rilevante per integrare la Smart Home nei pacchetti di riqualificazione energetica.

Due terzi degli italiani possiede un dispositivo connesso

Dal lato della domanda, i numeri mostrano un mercato sempre più maturo. Oltre il 70% degli italiani dichiara di conoscere il concetto di Smart Home e quasi due terzi possiede almeno un dispositivo connesso.

Cresce anche l’effettivo utilizzo delle funzionalità smart, segnale che la tecnologia sta superando la fase sperimentale per entrare stabilmente nelle abitudini quotidiane.

I consumatori indicano come priorità future l’efficienza energetica, il monitoraggio della salute e la possibilità di gestire l’intera abitazione da un’unica piattaforma, un orientamento che rafforza la necessità di interoperabilità e servizi a valore aggiunto.

Nel complesso, il messaggio che arriva dall’Osservatorio è chiaro: la Smart Home non è più una nicchia tecnologica, ma un ecosistema industriale in rapida strutturazione, nel quale hardware, software, servizi e normative energetiche si intrecciano.

Per gli operatori B2B questo implica investimenti in competenze digitali, partnership lungo la filiera e modelli di business orientati al servizio. Chi saprà presidiare questi snodi — dall’AI agli abbonamenti, dalla riqualificazione energetica ai canali omnicanale — potrà giocare un ruolo chiave nella prossima fase di sviluppo del mercato italiano

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