Da anni l’istituto di ricerca GFK è l’unico che, in Italia, analizza l’andamento delle vendite nel mercato del Diy. La prima volta che mostrĂ² lo slide relative ai DIY Superstores, ovvero la Gds del bricolage, fu nel 2009 in occasione della seconda edizione del Bricoday (all’epoca mi occupavo dell’organizzazione del convegno) e il pubblico accolse con benevola curiositĂ chi, finalmente, tentava di esplorare un mercato così complesso e diversificato sia per la distribuzione sia per la moltitudine merceologica. Quest’anno, GFK ha recentemente presentato gli ultimi dati relativi all’anno in corso (in particolare da gennaio a settembre) alla prima edizione della Briconight, organizzata da Made4Diy. Anche in questo caso si è trattato dei risultati di vendita dei DIY Superstores, nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2019.
Così sono andata a ripescare le slide del 2009 per vedere, al di lĂ della cifra complessiva, se e in che modo ci siano stati spostamenti all’interno delle diverse merceologie. Ma andiamo con ordine. prima i dati complessivi. Nel 2009 le vendite nei canali della moderna distribuzione del bricolage furono di 1,5 miliardi di euro (gennaio/giugno) mentre quelli relativi al 2019 si attestano sui 3,5 miliardi di euro (gennaio/settembre). Si, certamente i due dati non possono essere proprio messi a confronto perchè si discostano di 2 mesi e, com’è noto, agosto è il mese “principe” del fai da te. In ogni caso dĂ la dimensione di quanto il valore della Gds sia cresciuto, tenendo conto che nel giugno 2009 i punti vendita della rete erano 712 mentre nel giugno 2019 hanno raggiunto quota 768 (+7,9%).

L’attuale rilevazione mostra un aumento del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2018, anno in cui la categoria DIY ha attestato il suo valore a 4,6 miliardi di euro, con una crescita del 5,1% rispetto al 2017. Nel 2009 l’aumento, nel periodo gennaio/giugno, rispetto al 2008 è stato lo stesso, del 2,9%.

Veniamo alle merceologie. Nel 2009 GFK classificava le merceologie in modo differente rispetto all’analisi odierna, ad esempio sotto la categoria “Fai da Te”, che rappresentava il 49,7% delle vendite erano comprese moltissime categorie come l’utensileria, le vernici, il legno, ecc. Confrontabili invece il giardinaggio che rappresentava il 16,7% mente nel 2019 è all’11,5% e i prodotti per la cura della casa che sono stabili 3,9% nel 2009 e 3,8% oggi.
Ma se il 2009 non si rivela soddisfacente per l’analisi merceologica, due anni piĂ¹ tardi, GFK presentĂ² una tabella di gran lunga piĂ¹ esaustiva, molto dettagliata nella suddivisione merceologica relativa alla voce “Fai da Te”. E qui, anche se il confronto non è possibile su base percentuale (non è dato sapere se attualmente le singole voci rientrano ancora sotto la macrocategoria “Fai da te”), l’analisi delle tabelle è molto interessante per valutare gli spostamenti, nel tempo, degli assortimenti della Gds del bricolage.

All’evidenza, rappresentata dall’attuale quota dell’Edilizia (15,6%) e il suo trend di crescita, fanno da contraltare le flessioni delle categorie illuminazione, utensileria e ferramenta che hanno subito un forte ridimensionamento. Un maggiore sforzo di immaginazione richiede tutto l’ambito del bagno/riscaldamento che nell’ultima analisi è presentata accorpata mentre nel dettaglio del 2011 vengono presentate le singole voci. Tuttavia ad una prima occhiata non sembrerebbero esserci state eccessive variazioni, anche se il dato piĂ¹ significativo è indubbiamente la tendenza alla crescita (ben 7 punti percentuali rispetto al 2018!) sicuramente frutto di un ampliamento dell’assortimento e dei servizi dedicati.

E quindi? In conclusione di questo piccolo divertissement temporale, la verifica dei numeri conferma l’impressione di una sempre maggiore diversificazione di pubblico. Il riferimento va alla categoria professionale (artigiani, piccole imprese) che sicuramente 8/9 anni fa non frequentava, se non accidentalmente, il centro bricolage. Assortimenti e insegne dedicate (leggi Bricoman e Ottimax) stanno profondamente ridefinendo il volto della distribuzione di settore tanto che ormai sarebbe interessante cominciare a pensare ad una differenziazione. Giustamente GFK analizza il canale, ma, come abbiamo giĂ avuto modo di scrivere qualche giorno fa, quanto vale realmente, oggi, il diy? E quanto il difm ha sta erodendo al “piacere/dovere” di mettere mano alla propria abitazione?
























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