Roberto Fadda: “Facciamo mercato. Torniamo alle origini del commercio”
Il presidente di Sistema e del consorzio Bricolife racconta la terza edizione della fiera e le sfide del retail contemporaneo
A colloquio con Roberto Fadda in occasione della terza edizione di Fiera Sistema, l’evento che riunisce la rete di retailer Brico io e Bricolife, con i principali fornitori del settore. Un’occasione per fare il punto sull’evoluzione della rete, nata nel 2015, e sulle dinamiche di un mercato in continua trasformazione.
Come presidente di Sistema, che bilancio fa di questa terza edizione della fiera?
Siamo molto contenti e soddisfatti di come si sta evolvendo questo evento. Dietro c’è stato un lavoro importante da parte della rete Sistema e dei partner, come l’agenzia che ci ha aiutato a creare la manifestazione. L’obiettivo era portare a casa un risultato soddisfacente non solo per noi retailer, ma anche per i nostri partner fornitori. Non a caso il claim è “Facciamo mercato”, perché vogliamo richiamare l’attenzione su questo: alla base di tutto c’è il commercio, il confronto diretto.
E’ il primo giorno, come si preannuncia questa edizione?
Sono convinto che il business richieda un contatto diretto: cliente e fornitore devono incontrarsi per fare affari insieme. Qui in fiera vengono tutti gli addetti vendita, chi lavora dalle sedi operative, e già da ieri sera ho respirato un clima di energia forte e positiva. Abbiamo dato la possibilità ai fornitori di esporre maggiormente i prodotti con spazi più ampi, e devo dire che l’offerta mi è piaciuta molto: ho visto diverse opportunità interessanti per noi.
Questo risultato nasce anche dal percorso che state facendo con i fornitori?
Esattamente. È il terzo anno di fiera e la voglia di migliorarci insieme ha prodotto, secondo me, anno dopo anno, un risultato molto positivo. Tra due giorni vedremo cosa abbiamo combinato: se arriveranno ordini, interesse, nuove proposte nei negozi, vorrà dire che abbiamo fatto bene. A me hanno insegnato una cosa: se ce la metti tutta, alla fine cerchi di capire e non ti puoi rimproverare niente. Se hai sbagliato, lavorerai per migliorarti senza buttarti giù.
Sistema compie 10 anni quest’anno. In un settore spesso caratterizzato da individualismo, come avete fatto a mantenere coesa la rete?
Ho avuto il piacere e l’onore di sottoscrivere la rete dal notaio a Milano nel novembre 2015, insieme a Mario Aspesi. Abbiamo firmato dopo qualche interlocuzione, due incontri rapidi, perché queste cose nascono se alla base c’è fiducia e stima tra persone, a parte le aziende. Massima trasparenza, si fa e si va avanti. Non è durato 6 mesi o un anno: sono 10 anni in cui siamo cresciuti. Ma la cosa ancora più importante è che questo percorso ci ha dato la possibilità di rafforzare le nostre aziende, di condividere momenti difficili e momenti belli.
Crede che questo modello possa essere replicato nel panorama italiano?
Assolutamente sì. Il tessuto economico italiano è fatto da piccole e medie imprese, anche micro imprese. Se abbiamo la capacità di condividere maggiormente, con massima trasparenza, e di fare un passo di lato quando necessario, un passo indietro o un passo avanti secondo il percorso, allora i risultati possono arrivare. Io sono un po’ scaramantico, ma dico: meglio viaggiare più corazzati. E di questi tempi non guasta, perché il mercato sta cambiando completamente.
Quali sono i cambiamenti più significativi che ha osservato in questi anni?
Il cambiamento più importante riguarda il modo di fare acquisti e le esigenze dei nostri clienti. Contemporaneamente è cambiata anche l’offerta, il modo di proporti come negozio, quello che puoi dare per risolvere soluzioni e problemi al cliente. Oggi non è sufficiente puntare solo sul servizio, perché alla fine la gente è attenta al prezzo, al servizio, è un mix di elemnti e trovarlo è il lavoro più complesso. Il nostro settore è bello anche perché ti dà la possibilità di percorrere una strada, farne magari un’altra, spostare un po’ più verso il mondo del mobile o rimanere più nel commercio tradizionale. È difficile ma allo stesso tempo è il bello, ed è forse quello che ci salva anche in determinate situazioni.
Come si compete oggi con insegne come Action da una parte o Leroy Merlin dall’altra, l’e-commerce e un’offerta sempre più ampia?
L’offerta è ampissima, tutti possono fare tutto, ormai è un libera tutti. Tu devi essere più bravo a giocare con le leve sull’assistenza, sulla tua identità, che non devi perdere perché ha un valore. Oggi devi lavorare sulla fidelizzazione del cliente.
In questo contesto, quanto conta la territorialità e il presidio locale, come nel caso di CFadda in Sardegna?
La territorialità e l’attenzione verso il territorio sono importanti, anche perché sono qualcosa che ti devi conquistare nel tempo. L’attenzione verso il cliente deve essere massima, perché la fiducia acquisita è facile da perdere e mantenerla è la cosa più difficile. Oggi in Sardegna si aprono nuove insegne, è vero, ma noi stiamo lavorando per giocarci le nostre carte e cercare di mantenere la nostra identità senza voler fare quello che fanno loro, perché non ne abbiamo né le capacità né la volontà. Il nostro obiettivo è essere identificati come il partner giusto, il punto di riferimento del territorio.
L’intervista si conclude con uno sguardo al futuro: Sistema continua il suo percorso di rafforzamento attraverso la collaborazione, la trasparenza e l’attenzione al territorio, valori che in dieci anni hanno dimostrato di funzionare in un mercato sempre più complesso e competitivo.

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