Il mercato della ferramenta e dei prodotti collegati al fai-da-te ha chiuso il secondo semestre 2025 con un andamento delle vendite complessivamente negativo. È quanto emerge dalla nota di mercato diffusa da Assofermet Ferramenta.
Il periodo analizzato è quello compreso tra luglio e dicembre 2025 rispetto allo stesso semestre del 2024, sulla base di un campione di operatori della distribuzione all’ingrosso attivi in Italia e associati all’organizzazione.
L’analisi riguarda i principali comparti merceologici che alimentano il canale tradizionale della ferramenta, dei casalinghi e dei magazzini edili, offrendo uno spaccato significativo delle dinamiche del mercato italiano.
Il contesto economico pesa sulla domanda
Secondo il documento, il quadro macroeconomico del secondo semestre 2025 è stato caratterizzato da una crescita moderata dell’economia italiana, con il PIL che ha registrato un incremento annuo dello 0,5% rispetto al 2024, mentre l’inflazione si è attestata intorno all’1,5%, mostrando una progressiva riduzione nella parte finale dell’anno.
I consumi delle famiglie sono rimasti sostanzialmente stabili, ma con un cambiamento nella composizione della spesa: sono aumentati i servizi mentre i beni hanno registrato una lieve flessione (-0,3%). In questo contesto hanno sofferto in particolare mobili, tessili, arredamento per la casa ed elettrodomestici, con un effetto a cascata anche su tutte le categorie accessorie legate alla manutenzione della casa.
Ad incidere sulla domanda hanno contribuito anche tassi di interesse ancora relativamente elevati, che hanno limitato il credito alle imprese e frenato gli investimenti, con ripercussioni sulla richiesta di materiali per edilizia e ferramenta. A questo si aggiunge un quadro internazionale instabile che continua a pesare sulla fiducia dei consumatori nelle spese per beni durevoli.
Vendite: quasi tutti i comparti in calo
L’analisi dei dati di vendita evidenzia un quadro di contrazione generalizzata, con un’unica eccezione significativa: il comparto della sicurezza.
Le variazioni registrate nel secondo semestre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024 sono le seguenti:

Il dato più critico riguarda il comparto bagno e idraulica, mentre la sicurezza è l’unico segmento con una crescita significativa.
Secondo l’interpretazione fornita da Assofermet, la contrazione diffusa è coerente con il quadro economico generale e con alcune dinamiche strutturali del mercato: la riduzione del numero di punti vendita nel retail tradizionale, la crescente concorrenza della grande distribuzione organizzata e specializzata e l’espansione delle vendite online.
Le prospettive per il 2026
Guardando ai prossimi mesi, il settore dovrà confrontarsi con nuove incognite normative e macroeconomiche. In particolare, viene indicato come fattore di attenzione l’introduzione del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere, che potrebbe avere effetti a cascata sulle materie prime e su alcuni prodotti finiti rilevanti per il mercato della ferramenta.
Secondo Assofermet sarà fondamentale per le imprese comprendere a fondo il funzionamento di questo sistema e dotarsi degli strumenti operativi e finanziari necessari per adeguarsi alla normativa, evitando il rischio di rallentamenti nelle forniture o addirittura l’uscita di alcuni articoli dagli assortimenti.
Il contesto energetico e logistico continua inoltre a generare preoccupazioni per possibili effetti sui costi di trasporto e produzione.
Il fai-da-te potrebbe sostenere la domanda
Nonostante le difficoltà del quadro generale, il documento individua alcuni segnali di possibile tenuta per il comparto legato al fai-da-te domestico. Con l’avvicinarsi della stagione primaverile, potrebbe infatti registrarsi un incremento delle vendite legate alla cura della casa e del giardino, anche nella prospettiva che una parte delle famiglie possa ridurre le spese per viaggi e vacanze.
In questo scenario, il mercato del DIY viene considerato ancora un segmento resiliente: la sua ampiezza di gamma e la capacità di adattare rapidamente gli assortimenti alle dinamiche commerciali continuano a rappresentare un’opportunità per la distribuzione, oltre a una soluzione economica per molte famiglie con capacità di spesa limitata che preferiscono intervenire direttamente nella manutenzione domestica piuttosto che rivolgersi a professionisti esterni.
Più debole, invece, la domanda del mercato professionale e industriale, dove la necessità di contenere i costi sta rallentando investimenti e attività di manutenzione.

















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