Il gruppo Emak archivia il 2025 con risultati in miglioramento sia sul fronte dei ricavi sia della redditività, confermando la solidità del proprio posizionamento nei mercati di riferimento – dal giardinaggio all’agricoltura, fino all’industria.
Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il progetto di bilancio e il consolidato al 31 dicembre 2025, proponendo inoltre un dividendo di 0,030 euro per azione.
A sintetizzare l’andamento dell’esercizio è l’amministratore delegato Luigi Bartoli (nella foto), che sottolinea come i risultati 2025 evidenziano una crescita di ricavi e margini e un miglioramento della leva finanziaria in linea con le aspettative, confermando la strategia di creazione di valore del Gruppo.
Ricavi in crescita e mix favorevole
Nel dettaglio, Emak ha registrato ricavi consolidati pari a 612,5 milioni di euro, in aumento dell’1,8% rispetto ai 601,9 milioni del 2024. La crescita è stata sostenuta da un incremento organico del 3,1%, parzialmente compensato dall’effetto negativo dei cambi.
Dal punto di vista dei segmenti applicativi, il quadro è articolato ma complessivamente positivo:
- il comparto giardinaggio ha performato bene, soprattutto nella prima parte dell’anno;
- l’agricoltura ha mostrato segnali di ripresa;
- l’industria ha proseguito il trend di crescita;
- in calo, invece, il segmento cleaning.
Per il mercato del garden, si tratta di un’indicazione rilevante: il core business legato all’outdoor e alla manutenzione del verde continua a rappresentare un driver di sviluppo, pur in un contesto macroeconomico complesso.
Margini in miglioramento e utile netto in forte crescita
Ancora più significativa è l’evoluzione della redditività. L’EBITDA adjusted sale a 67,6 milioni di euro (11% dei ricavi), rispetto ai 62,2 milioni del 2024 (10,3%). Il miglioramento riflette un mix di vendita favorevole e la leva operativa derivante dall’aumento dei volumi, nonostante la pressione sui costi.
L’EBIT raggiunge i 34,4 milioni (5,6% dei ricavi), in netto aumento rispetto ai 24,4 milioni dell’anno precedente. Il confronto è influenzato anche da una svalutazione registrata nel 2024, ma resta evidente il rafforzamento della performance operativa.
L’utile netto consolidato raddoppia, attestandosi a 14,2 milioni di euro contro i 6,5 milioni del 2024. A incidere positivamente sono stati il calo degli oneri finanziari – legato sia alla riduzione dei tassi sia al minor indebitamento medio – e una gestione operativa più efficiente.
Migliora la struttura finanziaria
Sul fronte finanziario, il gruppo evidenzia un rafforzamento della struttura. La posizione finanziaria netta si riduce a 194,4 milioni di euro (da 210 milioni), grazie al miglioramento dell’autofinanziamento gestionale e a una gestione più efficiente del capitale circolante.
L’autofinanziamento si attesta a 46,2 milioni, mentre gli investimenti scendono a 20,5 milioni (3,4% dei ricavi), in calo rispetto ai 24,7 milioni del 2024, principalmente per la conclusione di un ciclo di innovazione di prodotto e di internalizzazione produttiva.
Per gli operatori della filiera garden, il dato sugli investimenti segnala una fase di consolidamento dopo un periodo di forte sviluppo industriale.
Dividendo e outlook 2026
Il CdA proporrà all’assemblea del 21 aprile 2026 un dividendo di 0,030 euro per azione, pari a un payout di circa il 36% dell’utile netto.
Guardando al 2026, il management adotta un approccio prudente. L’elevata volatilità dello scenario economico e geopolitico riduce la visibilità sui mercati, imponendo una pianificazione più flessibile. Le priorità restano:
- rafforzamento della struttura finanziaria;
- consolidamento della posizione competitiva;
- ottimizzazione di costi e investimenti.
In questo contesto, Emak punta a mantenere una traiettoria di crescita sostenibile nel medio-lungo periodo, facendo leva sulla diversificazione dei business e sulla solidità industriale.
Indicazioni per il mercato DIY e garden
I risultati 2025 di Emak offrono alcune chiavi di lettura per il comparto: la tenuta del giardinaggio conferma la resilienza del segmento outdoor, mentre la ripresa dell’agricoltura e la crescita dell’industria evidenziano opportunità trasversali per i player della distribuzione specializzata.
Al tempo stesso, il rallentamento del cleaning e l’incertezza macroeconomica suggeriscono un 2026 ancora selettivo, in cui competitività, efficienza e gestione finanziaria saranno fattori decisivi lungo tutta la filiera.
















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