Favini tra innovazione sostenibile e mercati internazionali
L’azienda affronta il 2026 con uno sguardo lucido sulle trasformazioni del comparto e sulle traiettorie che stanno ridisegnando la domanda nei materiali creativi.
L’azienda, che sarà presente in qualità di espositore alla prossima edizione della fiera Creativeworld di Francoforte, dal 6 al 10 febbraio, è specializzata in carte e supporti per arte, scuola, ufficio e packaging premium, oltre che in soluzioni eco-innovative per la comunicazione. E, conferma una strategia fortemente orientata al brand, affiancata da una presenza significativa nella private label e da una distribuzione selettiva all’estero. “La nostra quota export di gruppo si colloca tra il 51 e il 75%”, afferma Andrea Bertoncello, direttore generale di Cartotecnica Favini, sottolineando come la dimensione internazionale resti un pilastro competitivo centrale.
Scenario macroeconomico e politica dei prezzi

Sul fronte macroeconomico, il 2024 lascia in eredità un contesto più stabile, anche se non privo di tensioni. “Icosti delle materie prime sono in lieve calo o stabilizzazione, mentre restano alcune pressioni sui costi logistici”, spiega Bertoncello. Questo equilibrio ha permesso all’azienda di impostare per il 2025 una politica prezzi improntata alla continuità: “I prezzi rimarranno stabili, salvo aggiornamenti selettivi sulle linee premium o altamente specializzate”.
Restano però criticità che richiedono attenzione, soprattutto in vista dei prossimi trimestri. “La domanda è debole in alcuni mercati e si avverte una forte pressione competitiva dei competitor asiatici. Ma il 2026 dovrebbe tornare verso una maggiore stabilità, trainata da prodotti premium e sostenibilità”.
Digitale e nuovi canali distributivi
Anche sul fronte distributivo Favini sta osservando un cambiamento significativo. L’azienda ha registrato una crescita della quota di fatturato online e considera il digitale un asse di sviluppo imprescindibile. “I marketplace per noi hanno un ruolo complementare: sono un presidio strategico per visibilità e accesso a nuovi target, ma non rappresentano il cuore del business”.
Tra i canali con più potenziale nel 2026, Bertoncello individua marketplace e negozi specializzati ma le sfide non mancano: “La logistica dei piccoli ordini, la gestione dei resi e la competizione aggressiva nei marketplace restano i principali ostacoli, insieme alla necessità di migliorare costantemente l’esperienza utente” . Favini, invece, non ha in programma strategie phygital né l’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale nel breve periodo.
I driver del consumatore e i target emergenti
Nel rapporto con i consumatori emergono tre coordinate fondamentali: qualità, sostenibilità e Made in Italy. “Sono i driver principali per i nostri clienti”, conferma Bertoncello, descrivendo un pubblico sempre più attento alla provenienza dei materiali, alle certificazioni ambientali e alla performance dei supporti creativi.
I target in crescita comprendono Gen Z e millennials, accanto agli hobbisti esperti e ai creativi pro-am, un’utenza che richiede prodotti tecnici, carte premium e soluzioni innovative per le proprie attività artistiche. Anche la produzione dei contenuti evolve: “I tutorial e gli how-to sono i più efficaci per influenzare l’acquisto, insieme ai contributi delle community e ai contenuti generati dagli utenti”.
Sul fronte dell’innovazione, Favini prevede una spinta decisa sulle categorie pittoriche e sulle carte artistiche premium, insieme alle proposte per il segmento creativo dei bambini e ai progetti guidati. “Continueremo a lavorare su materiali riciclati e fibre alternative, naturali o frutto di processi di upcycling”, afferma il direttore generale, sottolineando come la riduzione del packaging e il rafforzamento delle certificazioni ambientali restino elementi centrali della strategia.
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