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icona tendenze Margherita Doriguzzi: “il rispetto si guadagna ogni giorno”


Dall’articolo “Le Donne del mondo Brico e Giardino”, la testimonianza di Margherita Doriguzzi, amministratore delegato di Metrica SpA, azienda produttrice, da oltre settant’anni di strumenti di misurazione per i settori della meccanica, edilizia e utensileria.

Tra le dodici donne intervistate forse il settore di appartenenza più duro è proprio quello di Margherita Doriguzzi: l’utensileria è storicamente un comparto dominato da figure maschili ed è per questo che l’esperienza della nostra protagonista risulta estremamente interessante.

Esperienze professionali. Come è arrivata nella sua posizione?
Imprenditorialmente posso considerarmi una “figlia d’arte”: con un padre ingegnere meccanico, l’ingegner Doriguzzi, una vera istituzione nel campo degli strumenti di misura e un nonno fondatore di Metrica. Mia madre invece è stata la fondatrice della SAIB, una delle più importanti aziende europee nel campo della trasformazione del legno.

Coltivo da sempre la passione per i numeri, che mi ha portato a terminare liceo scientifico e a conquistare una laurea alla Bocconi. 3 anni in finanza, durante l’università e al tempo della new economy, poi nel 2002 l’ingresso in Metrica. Ricordo come una pietra miliare il mio primo giorno e la presentazione di mio padre: “Questa è Margherita, mia figlia, oggi inizia. È laureata in Bocconi ma di Metrica non sa nulla “. Da quel momento ho dovuto imparare he il rispetto si guadagna ogni giorno e va costruito.

I primi anni di formazione sono stati all’ufficio acquisti, sia Italia che estero, che gestisco ancora oggi direttamente, poi il controllo di gestione, il coordinamento tra reparti e produzione fino ad arrivare alla delega di tutta la gestione ordinaria di Metrica, sempre affiancata da un team meraviglioso e qualificato. I primi anni di formazione sono stati duri ma mio padre non mi ha mollato un attimo e a lui devo tutto quello che so ora in questo campo.

Che ostacoli ha incontrato in quanto Donna?
Con due generazioni alle spalle di donne capitani d’azienda per me era normale lavorare e sperare di ricoprire ruoli direzionali. Gli ostacoli e le difficoltà sono stati nella formazione delle competenze, visto che di competenze e studi tecnici ne avevo fatti pochi. Chi riveste un ruolo direzionale deve avere conoscenze a 360° per poter essere sempre di supporto nella soluzione dei problemi: una formazione, la mia, di natura economica, fiscale, di acquisti, tecnica, di controllo di gestione e coordinamento. Donna o uomo che sia deve avere competenze ed essere sempre informato e aggiornato.

Come donna, oltre a lavorare, sono moglie e mamma con tutto quello che comporta in termini di organizzazione della giornata e di perenne scarsità di tempo. Nulla di insormontabile, tranne un po’ di ansia per paura di non fare a tempo a finire le cose. Occorre stabilire delle scale di priorità e purtroppo, spesso, le urgenze scavalcano le cose importanti. Sia a casa che sul lavoro. L’importante è avere persone in azienda di cui ti fidi, qualificate e che condividono con te gli obiettivi e che ti aiutano proponendo soluzioni ai problemi. Il confronto e il dialogo prima di tutto.

Il problema tempo per una donna è sicuramente il più pressante: riuscire a fare tutto, presto e bene diventa spesso fonte di ansia che occorre imparare a controllare. E io ho ancora un po’ di strada da fare in questo senso.

Ritiene in generale che la donna sia discriminata nella carriera?
Personalmente non mi è mai successo. Leggo e sento spesso parlare di discriminazioni. Trovo che nel 2021 sia inconcepibile come ancora ci possano essere discriminazioni legate al sesso come al colore della pelle. Uomo e donna, per fortuna aggiungo, sono e saranno sempre diversi ma ognuno ha le proprie qualità e i propri limiti. Partendo da questo assunto ognuno di noi può dare il meglio di sé proprio per le qualità che ha. Non dovrebbero esserci pregiudizi.

Le qualità, nel lavoro, non ha sesso: o hai le competenze o non le hai. Quello che è importante è conoscere sé stessi con i propri limiti e pregi e cercare di sfruttarli al meglio. Le eventuali discriminazioni possono nascere dal fatto che una donna è sempre in prima linea a casa e in famiglia e non può delegare più di tanto. E la giornata è fatta di 24 ore. Sempre.

Invidia da parte di altre Donne o solidarietà e stima?
Mai successo o quanto meno mai percepito. Quando entro in azienda ho il mio lavoro, come tutti. Si lavora insieme, si condividono le idee, ci si confronta, a volte ci si scontra, si arriva a una conclusione. Uomo o donna che sia. I valori sono altri: il rispetto, le competenze, la formazione, la voglia di lavorare per obiettivi, il controllo e i risultati. La stima di guadagna ogni giorno e va mantenuta, uomo o donna che sia. Quello che è indispensabile è una buona organizzazione, e la voglia di crescere. Non fermarsi mai, ascoltare, dubitare, mettersi in gioco, creare una squadra.

Ritiene che sia rispettata tanto quanto un uomo?
Il rispetto si guadagna. Ogni giorno. E si può perdere. Senza differenze di genere. Parlo del rispetto come donna e come donna che lavora. Con questo non voglio assolutamente dire che non mi sono mai trovata in difficoltà, ma la cosa non mi ha mai particolarmente turbato.

Trova che essere Donna porti a dubitare del suo valore professionale?
No, se si è pronti, preparati, aperti al dialogo e al confronto. Ci sono stati episodi dove venivo snobbata o poco considerata perché “donna” ma non mi sono mai fatta problemi. Il problema è di chi ti sta di fronte e trovo che sia importante smontare subito queste idee, senza sentirsi sminuiti ma mettendosi mentalmente alla pari della controparte, mantenendo la calma, usando l’ironia e cercando di stare “sul pezzo” senza lasciarsi trascinare in temi non lavorativi.

La Donna ha un vantaggio rispetto a un uomo e in cosa uno svantaggio (se esistono)?
Dicono che geneticamente la donna abbia una vista più corta ma più ampia e un uomo più focalizzata ma meno a 360 gradi. Questo perché in passato la donna doveva difendere il focolaio dagli attacchi esterni e l’uomo cacciare. Questo forse è valido ancora oggi. Anche in campo lavorativo. Ci saranno sempre ruoli familiari da coordinare ma se c’è rispetto anche in famiglia tutto può avere una soluzione.

Nota che ci sia un cambiamento negli ultimi anni nella considerazione della Donna manager da parte di colleghi, clienti e fornitori?
Sicuramente vedo e leggo di molte più figure femminili che ricoprono ruoli manageriali e direzionali rispetto a prima. Questo credo che sia un segno tangibile di cambiamento.

Trova nell’articolo Le Donne del mondo Brico e Giardino la lista completa delle interviste da leggere.

Carlo Botta

40 anni di esperienza del mercato Diy. Direttore Marketing Stanley Tools sino al 1990, successivamente chiamato ad aprire la Filiale Italiana di Wolfcraft che ha gestito fino alla fine del 2017. Ora presta la sua esperienza a diyandgarden.com con articoli su distribuzione e produzione.



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