eCommerce extra-UE, i nuovi dazi frenano i marketplace asiatici

Dal 1° novembre è prevista anche una handling fee di 2 euro, mentre l’Italia si prepara a introdurre un ulteriore contributo nazionale.

Intanto, il dazio europeo di 3 euro sui piccoli pacchi, introdotto a luglio, sta provocando una forte contrazione dei flussi di importazione e delle attività di Temu, Shein e AliExpress in diversi mercati europei.

In Italia, secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel bimestre luglio-agosto 2026 le importazioni di piccoli pacchi sono diminuite del 39% rispetto ai due mesi precedenti. In Germania, nel terzo trimestre, il fatturato complessivo di Shein, Temu e AliExpress ha registrato una flessione del 35,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il quadro è destinato a evolversi ulteriormente. Dal 1° novembre è prevista l’applicazione di una nuova tariffa europea di gestione doganale, la cosiddetta handling fee, di 2 euro, mentre in Italia è fissata al 1° dicembre la decorrenza di un ulteriore contributo nazionale dello stesso importo.

Italia: piccoli pacchi in calo del 39% dopo l’introduzione del dazio

Il primo intervento europeo è entrato in vigore il 1° luglio 2026, con l’applicazione di un dazio temporaneo di 3 euro sulle importazioni di merci di valore non superiore a 150 euro.

Il prelievo viene calcolato per categoria merceologica e non necessariamente per singolo pacco. Una spedizione contenente prodotti appartenenti a tre differenti categorie tariffarie può quindi comportare un dazio complessivo di 9 euro.

I primi dati italiani evidenziano una contrazione significativa dei flussi. Secondo quanto dichiarato da Roberto Alesse, direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel bimestre luglio-agosto le importazioni di piccoli pacchi sono diminuite di circa il 39% rispetto al periodo maggio-giugno.

Nello stesso bimestre il dazio ha generato un gettito di circa 83 milioni di euro, con un prelievo medio di 8,66 euro per spedizione. Un valore superiore ai 3 euro nominali proprio perché il dazio può essere applicato a più categorie merceologiche presenti nella stessa spedizione.

Il fenomeno, tuttavia, non è iniziato a luglio. Nei primi nove mesi del 2026, le dichiarazioni di importazione relative alle spedizioni extra-UE di valore inferiore a 150 euro sono diminuite del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a quasi 22 milioni di dichiarazioni in meno.

La flessione era già nell’ordine del 20% durante il primo semestre, prima dell’introduzione del nuovo dazio. Questo elemento invita a non attribuire l’intera contrazione alla misura doganale, pur evidenziando un ulteriore rallentamento successivo alla sua entrata in vigore.

Francia: Temu, Shein e AliExpress perdono audience

Anche in Francia emergono segnali di rallentamento delle principali piattaforme asiatiche.

Secondo un’analisi della FEVAD, la federazione francese dell’eCommerce, basata sui dati Médiamétrie//NetRatings, nel luglio 2026 l’audience mensile di Temu è diminuita del 36,4% rispetto allo stesso mese del 2025. Shein ha registrato una contrazione del 42,3%, mentre AliExpress ha perso il 10,4%.

Per Temu e AliExpress il peggioramento risulta particolarmente evidente proprio a luglio, primo mese di applicazione del dazio europeo.

Nel caso di Temu, la flessione annua dell’audience era del 15,8% a giugno, per poi accentuarsi al 36,4% a luglio. AliExpress, che a giugno registrava ancora una crescita del 5,9%, è passata a una contrazione del 10,4%.

Diverso il caso di Shein, la cui audience risultava già in forte diminuzione prima dell’entrata in vigore del provvedimento.

La stessa FEVAD sottolinea che i dati riguardano la frequentazione dei siti e delle applicazioni, non il numero degli ordini o il fatturato. Rappresentano quindi un indicatore dell’attrattività delle piattaforme, ma non consentono di misurare direttamente l’impatto economico del nuovo dazio.

Germania: fatturato in diminuzione del 35,5%

Più direttamente collegati all’andamento delle vendite sono i dati provenienti dalla Germania.

Secondo il Bundesverband E-Commerce und Versandhandel Deutschland (BEVH), l’associazione tedesca del commercio elettronico e delle vendite a distanza, nel terzo trimestre 2026 il fatturato complessivo di Shein, Temu e AliExpress è diminuito del 35,5% rispetto allo stesso trimestre del 2025.

Nello stesso periodo, la quota delle tre piattaforme sul mercato tedesco dell’eCommerce è passata dal 5,3% del secondo trimestre al 3,1% del terzo. Il dato assume particolare rilevanza considerando che il commercio elettronico tedesco, nel suo complesso, ha comunque registrato una crescita del 2,9% rispetto al terzo trimestre del 2025.

Il BEVH collega il fenomeno anche alla fine dell’esenzione doganale per le spedizioni di basso valore, pur sottolineando la necessità di rafforzare ulteriormente la vigilanza sulla conformità dei prodotti e l’applicazione delle regole europee.

Belgio e Paesi Bassi: diminuiscono le spedizioni, cambiano le strategie logistiche

La trasformazione in corso emerge anche dai dati relativi ai principali punti di ingresso delle merci extra-UE. In Belgio, secondo le autorità doganali, a luglio 2026 le dichiarazioni relative alle spedizioni di valore non superiore a 150 euro sono diminuite del 53% rispetto a luglio 2025.

Parallelamente, le dichiarazioni relative alle importazioni di valore superiore a 150 euro sono aumentate del 102%, mentre il valore medio delle merci importate è passato da 5,73 a 10,85 euro. Tra il 29 giugno e il 16 agosto, il nuovo dazio ha generato entrate per 223,7 milioni di euro.

Anche nei Paesi Bassi le autorità doganali hanno rilevato una diminuzione del 46% dei piccoli pacchi legati all’e-commerce, in particolare provenienti dalla Cina. Questi numeri suggeriscono un cambiamento che va oltre la semplice riduzione degli acquisti.

Secondo le autorità olandesi, un numero crescente di operatori starebbe infatti privilegiando l’importazione di merci in quantitativi maggiori, da immagazzinare successivamente all’interno dell’Unione europea per la vendita ai consumatori finali. Si tratta di una strategia che può ridurre il ricorso alle spedizioni dirette di singoli articoli dalla Cina, modificando la struttura logistica del commercio elettronico internazionale.

Dal 1° novembre arriva la handling fee europea

La tariffa, fissata a 2 euro dall’atto delegato C(2026) 6694 della Commissione europea del 21 settembre 2026, è destinata a finanziare le attività di controllo doganale sulle importazioni legate alle vendite a distanza.

Al 22 ottobre 2026 l’atto è soggetto alla procedura di controllo del Parlamento europeo e del Consiglio, con applicazione prevista indicativamente dal 1° novembre. La misura si aggiunge al dazio temporaneo di 3 euro già operativo da luglio, ma ha una finalità differente: sostenere i costi delle verifiche documentali, dell’analisi dei rischi, dei controlli fisici e delle infrastrutture doganali.

Gli obblighi di pagamento ricadono sugli operatori responsabili delle importazioni. I costi potrebbero tuttavia essere trasferiti, almeno parzialmente, sui prezzi di vendita o sulle spese di spedizione.

In Italia previsto anche un contributo nazionale di 2 euro

Alle misure comunitarie potrebbe aggiungersi un ulteriore prelievo italiano. La legge di Bilancio 2026 ha introdotto un contributo di 2 euro sulle spedizioni di valore non superiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-UE, la cui applicazione è stata rinviata al 1° dicembre 2026.

Resta tuttavia aperta la questione del coordinamento con la nuova handling fee europea, dal momento che le norme comunitarie pongono limiti alla possibilità per gli Stati membri di applicare ulteriori oneri per servizi già coperti dalla tariffa dell’Unione. Sarà quindi necessario verificare se e con quali modalità il contributo italiano potrà effettivamente affiancarsi ai prelievi europei.

La questione della sicurezza e della conformità dei prodotti

La riforma doganale europea non riguarda soltanto la concorrenza sul prezzo. Un altro obiettivo è rafforzare la capacità delle autorità di individuare prodotti non conformi alle normative comunitarie, contrastare le frodi e migliorare la tracciabilità delle merci importate.

In Belgio, per esempio, le autorità hanno segnalato che presso l’aeroporto di Liegi, uno dei principali hub europei dell’eCommerce internazionale, nei primi mesi del 2026 sono stati individuati circa 60 mila articoli non conformi, tra prodotti contraffatti e potenzialmente pericolosi.

Per il settore dell’home improvement, il tema è particolarmente rilevante in categorie come utensili elettrici, apparecchiature per la casa e altri articoli soggetti a specifici requisiti di sicurezza. L’intensificarsi dei controlli potrebbe contribuire a riequilibrare le condizioni concorrenziali tra gli operatori europei, già soggetti agli obblighi comunitari, e i venditori extra-UE.

I primi dati disponibili indicano un cambiamento significativo nei flussi del commercio elettronico internazionale. Resta da capire quanto della contrazione osservata sia direttamente riconducibile alle nuove misure doganali e quanto dipenda da altri fattori di mercato.

Per la distribuzione specializzata, la questione centrale sarà verificare se il ridimensionamento delle spedizioni dirette dalla Cina si tradurrà in una maggiore competitività dei retailer europei oppure, più semplicemente, in una riorganizzazione delle piattaforme asiatiche attraverso strutture logistiche interne all’Unione.

Foto di apertura: Immagine realizzata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.

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