Nei primi sette mesi dell’anno diminuiscono le esportazioni della filiera italiana del legno-arredo, penalizzate soprattutto dalle performance di Francia, Stati Uniti e Germania.
Il presidente, confermato dall’Assemblea della Federazione riunitasi in Triennale a Milano, Elia Vismara richiama la necessità di garantire alle imprese condizioni competitive sui mercati internazionali, tra contrasto alla concorrenza sleale, accesso alle materie prime e investimenti nelle competenze.
L’export italiano della filiera legno-arredo registra una flessione del 3,9% nei primi sette mesi del 2026, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dalle elaborazioni del Centro Studi FederlegnoArredo su dati Eurostat, presentate in occasione dell’Assemblea Generale della Federazione, ospitata alla Triennale di Milano.
Un risultato che riflette le difficoltà di un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, dazi e instabilità degli scambi commerciali. Una situazione che rende sempre più complessa l’internazionalizzazione delle imprese italiane e impone una riflessione sulle strategie necessarie per mantenere la competitività della filiera.
Francia, Stati Uniti e Germania frenano l’export
A incidere maggiormente sulla contrazione delle esportazioni sono i tre principali mercati di destinazione del legno-arredo italiano: Francia (-4,4%), Stati Uniti (-9,4%) e Germania (-7,4%). Complessivamente, questi tre Paesi hanno determinato una riduzione dell’export superiore a 288 milioni di euro rispetto ai primi sette mesi del 2025.
L’Europa si conferma il principale mercato di riferimento per le imprese italiane, assorbendo il 69,1% delle esportazioni complessive della filiera. La sola Unione europea rappresenta il 53% del totale.
Il peso del continente europeo è aumentato dal 67,7% al 69,1%, registrato nello stesso periodo del 2025, soprattutto per effetto della maggiore contrazione delle vendite nel resto del mondo (-7,9%) rispetto a quella dei mercati europei (-2%). All’interno dell’Europa, i Paesi dell’UE27 registrano una flessione del 2,4%, mentre nei mercati europei extra UE il calo si limita allo 0,6%.
Medio Oriente in difficoltà, crescono Spagna e Turchia
Tra le aree geografiche maggiormente penalizzate figura il Medio Oriente, dove le esportazioni italiane della filiera diminuiscono del 10,8%.
Particolarmente significativo il ridimensionamento dell’Arabia Saudita, che registra una contrazione del 23,3%, mentre gli Emirati Arabi Uniti segnano un calo dell’8,3%.
In un quadro complessivamente negativo emergono tuttavia alcuni mercati in controtendenza.
La Spagna cresce del 5,4% e la Svizzera del 4,7%, consolidando il proprio ruolo tra le principali destinazioni del settore. Incrementi più sostenuti si registrano in Turchia (+13,9%) e Grecia (+9,8%), sebbene su volumi di esportazione più contenuti.
Questi risultati evidenziano una geografia commerciale sempre meno prevedibile, nella quale la diversificazione dei mercati diventa un elemento strategico per le imprese.
Vismara: “Le imprese devono poter competere ad armi pari”
La necessità di sostenere concretamente l’internazionalizzazione è stata al centro dell’intervento di Elia Vismara, presidente di FederlegnoArredo.
“L’internazionalizzazione resta una leva fondamentale per la crescita della nostra filiera, ma oggi non possiamo limitarci a invitare le imprese a cercare nuovi mercati, ma dobbiamo creare le condizioni perché possano raggiungerli e competere ad armi pari”.
Secondo Vismara, la competitività delle aziende italiane dipende anche dalla capacità dell’Europa di contrastare la concorrenza sleale, assicurare un accesso equo ai mercati e alle materie prime e riconoscere gli investimenti realizzati dalle imprese.
La strategia non può quindi limitarsi all’individuazione di nuove destinazioni commerciali, ma deve prevedere strumenti e condizioni che consentano alle aziende di operare efficacemente sui mercati internazionali, senza trascurare quelli già consolidati.
Un altro elemento centrale è rappresentato dalla formazione e dallo sviluppo delle competenze delle nuove generazioni, considerati necessari per affrontare le trasformazioni in corso.
“È su queste condizioni concrete che si gioca la competitività della filiera e su cui dobbiamo continuare a lavorare come sistema”, ha sottolineato Vismara.
Salone del Mobile, una leva per la competitività del Made in Italy
Il tema della competitività internazionale è stato affrontato anche da Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.Milano, che ha richiamato la necessità di superare una visione dell’internazionalizzazione basata esclusivamente sulla promozione commerciale.
“La vera sfida per il Made in Italy non è soltanto conquistare nuovi mercati, ma continuare a essere protagonisti nella definizione del valore, dei linguaggi e dei modelli dell’abitare nel mondo. Per riuscirci, dobbiamo superare la logica della promozione e ragionare in termini di politica industriale”.
La forza del Made in Italy risiede nella combinazione di cultura progettuale, manifattura e innovazione, un patrimonio che richiede investimenti e una visione condivisa per mantenere la propria posizione competitiva.
Internazionalizzazione e politica industriale al centro dell’Assemblea
L’Assemblea Generale di FederlegnoArredo ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell’industria e del mondo economico per discutere le prospettive della filiera.
Tra gli interventi, quello del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, con un videomessaggio, del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, intervistato da Andrea Cabrini, e di Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico dell’ISPI e docente di Relazioni internazionali all’Università Bocconi.



















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