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GDS brico&garden, il “peso” della burocrazia e il problema dei furti


Tra le difficoltà lamentate dalla GDS brico&garden nel quotidiano svolgimento delle attività, le difficoltà derivanti dalla burocrazia e l’annosa questione dei furti, sono un leit motiv costante.

Proseguiamo la nostra indagine sugli ostacoli che incontra la GDS Brico&Garden dopo il primo articolo dedicato al personale, pubblicato il 19 febbraio 2024.

Ci occupiamo delle difficoltà create dalla burocrazia per aperture e/o modifiche di un punto vendita.

Le insegne interpellate concordano sul peso elefantiaco della parte normativa necessaria per tutte le pratiche e le autorizzazioni. In generale il peso della burocrazia zavorra il nostro sistema Paese.

Le normative per l’apertura di punti vendita negli anni è diventata sempre più stringente e la reattività dei Comuni e delle Regioni nel rilascio delle necessarie autorizzazioni è sempre meno veloce.      

Non esistono “regole” nazionali. Ogni Comune (in Italia sono quasi 8.000) ha le sue disposizioni ed “esigenze” e questo complica il lavoro e le norme sono di difficile interpretazione.

Oggi per l’apertura di un nuovo negozio di medio grandi superfici, in media servono 5 anni dall’identificazione del sito. Questo aspetto, in un mondo dove il commercio muta velocemente, causa problemi anche di attualità del modello di business studiato in apertura e negli anni, forse modificatosi.

Per l’apertura necessita una preparazione documentale ed autorizzativa che impegna risorse economiche e umane notevoli e spesso solo a valle delle aperture stesse vengono notificati degli ulteriori adeguamenti, necessari per essere pienamente conformi.

Anche negli ampliamenti la burocrazia incide, ma in generale se c’è possibilità urbanistica solitamente in un anno si riesce ad avere le autorizzazioni. Spesso però l’ampliamento dei negozi esistenti è impossibile per mancanza di residui spazi urbanistici.

La mancanza di uniformità valutativa e un quadro normativo ben chiaro sono una priorità che le istituzioni devono perseguire realmente perché tutti i Governi hanno sempre puntato sullo snellimento della burocrazia, che nella realtà non è mai stata compiuto!

Anche per le attività già in essere gli adempimenti ed il monitoraggio sono pressanti, soprattutto assorbono risorse economiche distratte dal core business aziendale. L’evoluzione normativa è continua e rende difficoltoso l’adeguamento dei pdv nei modi e tempi previsti, esponendo l’azienda a rischi sanzionatori. Questi fenomeni rappresentano un grosso limite per chi volesse investire in nuove strutture.

Parliamo di furti in negozio.

Un fenomeno endemico anche se più sensibile dopo il Covid e con una crisi economica e sociale sempre più forte. Al furto “singolo” si è aggiunto un furto organizzato di chi poi rivende i prodotti probabilmente nei mercatini.

È sempre più difficile affrontare il problema, perché chi ruba sa come eludere gli antitaccheggio, che sono il metodo classico di prevenzione, oltre a false barriere antitaccheggio, un impianto di videosorveglianza di ultima generazione e cartelli dissuasori, che informano sui sistemi antifurto presenti nel pdv.

Un sistema adottato nelle città minori è la denuncia di tutti gli episodi, passando le informazioni alla stampa locale per dissuadere altri ipotetici ladri.

In negozio, si fa ricorso ad un vademecum interno di sensibilizzazione per gli addetti, che sono i primi “occhi del padrone”. Importante la formazione del personale anche sul comportamento da tenere in caso di eventi legati al taccheggio. Assolutamente indispensabile evitare problemi legali e scongiurare atti violenti.

L’incidenza dei furti è molto variabile ed è difficile stimarla con precisione, facendo ricorso alle differenze di inventario.

Le informazioni raccolte parlano di una media al di sotto del 2% del fatturato.

Ringraziamo per la collaborazione



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