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icona distribuzione Filippo Settimi, Agrieuro: ” L’obiettivo di 300 centri assistenza…e di vendita”


Filippo Settimi, AD AgriEuro
Filippo Settimi, AD AgriEuro

Ad anno quasi finito, un’intervista a Filippo Settimi, AD di Agrieuro, ci restituisce un quadro generale tenendo conto di tutte le inaspettate variabili che si sono presentate. Con una riflessione approfondita sull’ecommerce e un certo assetto che inizia a dare qualche segnale di cambiamento (ogni riferimento agli algoritmi è puramente casuale).

Siamo quasi a conclusione di anno. Possiamo tirare le somme su questo travagliatissimo 2022?
La prima parte dell’anno è stata, almeno nel nostro campo e secondo i dati divulgati da Unacoma, molto buono anche se con un leggero calo, che è stato compensato, a livello di fatturato, dalla crescita dei prezzi.

Si tratta di un risultato fisiologico dato dall’eccezionale performance del biennio scorso o legato ad altri fattori?
È legato alla decantazione di tutti quei fenomeni, legati al Covid, che hanno portato ad un forte incremento di vendita di articoli legati alla casa, nei quali rientra anche il segmento delle macchine da giardino, così come le categorie brico. Il Covid ha generato una forte crescita in questi settori nel 2020-2021 ma anche il 2022 ha beneficiato di questa spinta. Tuttavia, la sensazione è che il secondo semestre abbia registrato una flessione più marcata. Sicuramente ha giocato la stagionalità che non è stata buona: la siccità non stimola la crescita dei vegetali quindi le macchine si sono vendute di meno e i magazzini non si sono svuotati. Questa situazione si riflette sul secondo semestre, pertanto i dati che arriveranno nei prossimi mesi saranno meno lusinghieri.

Il cambiamento climatico e il prodotto a batteria

Una stagionalità che anche in autunno è ben lungi dall’essersi normalizzata…
In parte sì perché a settembre, in certa parte d’Italia le piogge sono arrivate, ma sono arrivate in ritardo e questo ha compromesso le intenzioni d’acquisto, anche se si è registrata una lieve crescita, nei mesi di settembre-ottobre, che ha portato un lieve superamento rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente. Tuttavia non fanno recuperare i risultati di aprile, maggio, giugno, luglio e agosto.

I cambiamenti climatici stanno in qualche modo determinando lo spostamento dell’offerta commerciale, dell’assortimento? Nel caso come sta rispondendo Agrieuro?
Sì, se riconosciamo il cambiamento climatico come responsabile di spingere il cliente verso acquisti che ritiene più sostenibili. In questo senso è sempre maggiore la penetrazione, all’interno di ogni categoria di prodotto, della batteria. Noi non ci facciamo promotori di un sistema piuttosto che un altro, è un compito che spetta alla produzione e va detto che gli sforzi prodotti in questo senso sono sempre più numerosi e il risultato si riflette nell’ampliamento delle gamme.

Pensa siano davvero più ecologici i prodotti a batteria?
Personalmente appartengo alla linea di pensiero degli scettici. Non sono convinto che il processo di produzione e di successivo smaltimento delle batterie sia più ecologico di quello di un motore a scoppio.

Trasporti, materie prime, energia e inflazione: risultati comunque in aumento

All’inizio fu il rincaro delle materie prime e la difficoltà nel reperimento. Poi siamo passati al caro trasporti. Ora qual è la situazione?
Le materie prime sono prima cresciute a dismisura e poi si sono stabilizzate. Tuttavia, prosegue il rincaro della componentistica, soprattutto elettronica, legata alla forte domanda rispetto all’offerta. Sui trasporti, dopo i rincari folli, ora siamo in una situazione esattamente contraria, per cui dai 15 mila dollari che avevamo raggiunto per container, ora siamo intorno ai 4-5 mila. Una situazione quasi normale considerando che in pre Covid eravamo intorno ai 3 mila euro. Ma il discorso dei trasporti si inserisce sul tema del cambio che, a sua volta, riporta all’aumento dei prezzi: per intenderci la flessione dei costi navali abbassa il prezzo della merce ma il cambio sfavorevole, al contrario li alza. Ricordo che si è verificata una svalutazione del 17% dell’euro rispetto al dollaro e questo fattore annulla i vantaggi dell’abbassamento dei costi di trasporto. Mettendo insieme questi due elementi, con il calo delle materie prime, ma il rialzo della componentistica, possiamo dire che il risultato è comunque un aumento, non forte, ma di alcuni punti percentuali rispetto ad un anno fa.

È possibile fare qualche previsione o è azzardato?
Premesso che, in linea di principio, acquistare meno dall’Oriente non sempre è negativo e incentiva le nostre produzioni, sembra che la Cina, approfittando della debolezza dell’Europa, attanagliata dal problema energetico, voglia svalutare la propria moneta, per riportare le proprie produzioni ad un nuovo livello di competitività. Staremo a vedere quanto sarà possibile resistere dopo un generalizzato ripiegamento di molte aziende verso una produzione domestica.

Questo lo sguardo generale e scendendo nel particolare, parlando di Agrieuro?
Abbiano affrontato i primi 7-8 mesi del 2022 con risultati in aumento di poco inferiori al 20%. Un dato superiore alla media ma non particolarmente importante visto anche il rimbalzo negativo dell’on line che, con la riapertura dei negozi, si è ovviamente ridimensionato. Ciò nonostante, i mesi successivi per Agrieuro sono stati in controtendenza e non solo abbiamo conservato i livelli di vendita del 2020 e 2021, ma in questa seconda parte dell’anno abbiamo registrato un incremento delle vendite del 40%. Un dato sorprendente.

L’algoritmo che cambia?

Quali i motivi di una crescita tanto elevata?
La crisi energetica ha spinto determinati acquisti, in particolare sui mercati esteri dove siamo presenti, come Germania e Francia. Mi riferisco in particolare alla corsa all’acquisto di generatori, pellettatrici, biotrituratori, o al raddoppio delle vendite di spaccalegna. Sono categorie di prodotti che stanno trainando la crescita, tuttavia questa non è l’unica ragione che giustifica i risultati eccellenti di Agrieuro. Ci sono almeno un altro paio di elementi. Il primo è che siamo riusciti a migliorare il posizionamento di alcune parole chiave e di alcune categorie sui motori di ricerca, a discapito di grandi colossi del mondo e-commerce come Amazon.

In che senso?
Oggi non è più così scontato, infatti, trovare Amazon al primo posto nelle ricerche di stufe o macchine per il giardino, a beneficio di tutti gli altri competitor. Il secondo elemento è aziendale e si riferisce all’incremento e miglioramento delle strategie di comunicazione, con un lavoro specifico sul marchio che ne ha aumentato diffusione e autorevolezza. Tuttavia, a parte gli strumenti che un’azienda può utilizzare per favorire la propria crescita on line, sono molti i fattori che possono scombinare qualsiasi previsione. A cominciare dagli algoritmi che possono determinare cambiamenti sostanziali. In questo senso il futuro è parzialmente imprevedibile, soprattutto se il monopolio della divulgazione è in mano a pochissimi attori, in questo caso Amazon e Google.

300 centri assistenza e di vendita in 2-3 anni

E allora è bene non perdere di vista il fattore “fisico” del commercio e della relazione con il cliente. In questo senso come procede la rete dei centri di assistenza Agrieuro?
Molto bene e anche i test sul gestionale proposto sta incontrando il favore anche di operatori poco digitalizzati. La rete è cresciuta e attualmente contiamo 30 centri autorizzati, numero che aumentiamo con cautela per garantire il soddisfacente quantitativo di lavoro per tutti. Contiamo si arrivare a 50 nel primo semestre del 2023 e a 80 entro la fine del prossimo anno. L’obiettivo ideale è arrivare a 300, un numero che dal nostro punto di vista garantirebbe al 98% della clientela di avere un servizio di assistenza vicino al proprio domicilio. Pensiamo di poterlo raggiungere nel giro di 2-3 anni.

Li pensate solo come centri assistenza o anche come potenziali centri di vendita?
Si, certamente. In genere le officine di riparazione non sono particolarmente interessate ma se noi proponiamo un sistema snello che consente di proporre al cliente un intero catalogo di prodotti offerto allo stesso prezzo di Agrieuro e disponibile in 24-48 ore, credo possa rappresentare una buona opportunità.

Altre novità in serbo?
La creazione di un sistema di recensioni verificate, che possano diventare un punto di riferimento rapido e preciso per il futuro cliente. Il sistema potrà essere corredato da testi, foto e video realizzati da clienti che potranno così mettere al servizio di altri l’esperienza di prodotto e servizio fatta con Agrieuro.



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