Errori: la lezione di IKEA sulle sperimentazioni imprenditoriali

Non conta solo vincere ma imparare da ciò che non funziona. IKEA ha scelto di raccontare anche il lato meno visibile dell’innovazione, condividendo alcune iniziative che non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati.

In questa logica si inserisce la decisione di valorizzare, all’interno dei propri percorsi interni, anche i tentativi non riusciti, considerati parte integrante del processo imprenditoriale.

Un pianoforte al ristorante che si trasforma in rumore

Una delle storie più emblematiche arriva dal ristorante IKEA di Zwolle, nei Paesi Bassi. L’idea era semplice e apparentemente efficace: posizionare un pianoforte liberamente suonabile per intrattenere i clienti in attesa. L’intento era creare un’atmosfera rilassata e sorprendente, ma la realtà si è rivelata diversa.

Lo strumento è diventato rapidamente un polo di attrazione per i bambini, trasformando il sottofondo musicale in una fonte di confusione. L’esperimento è stato interrotto dopo poche settimane, lasciando però un insegnamento chiaro su come le esperienze aperte al pubblico vadano progettate tenendo conto dei comportamenti reali, non solo di quelli immaginati.

Il retail “scan and buy” che non ha trovato pubblico

Un altro tentativo, nato in Svezia, ha esplorato la possibilità di estendere l’esperienza di acquisto al di fuori del punto vendita. Attraverso manifesti dotati di QR code posizionati in spazi urbani, i clienti avrebbero potuto acquistare prodotti IKEA in modo immediato, semplicemente con una scansione.

Nonostante la semplicità del concetto, l’iniziativa ha registrato un interesse minimo, con solo sette scansioni. Il progetto ha dimostrato che la riduzione delle frizioni tecnologiche non basta se non esiste un reale bisogno o un contesto capace di stimolare l’acquisto.

Una radio in negozio tra intelligenza artificiale e limiti tecnici

A Bruxelles, l’innovazione ha preso la forma di una radio interna ai punti vendita, con voci generate dall’intelligenza artificiale. L’obiettivo era rendere più flessibile ed efficiente la comunicazione in-store, sperimentando soluzioni alternative ai tradizionali annunci registrati.

Tuttavia, le differenze tra i sistemi audio dei vari negozi hanno reso il progetto difficile da scalare. L’idea si è fermata prima di una diffusione più ampia, evidenziando come l’innovazione digitale debba sempre fare i conti con l’infrastruttura fisica esistente.

Il food truck sostenibile che si scontra con la stagionalità

In Giappone, IKEA ha provato a portare la propria offerta alimentare plant-based fuori dal negozio attraverso un food truck elettrico alimentato da energia rinnovabile.

L’iniziativa mirava a intercettare nuovi pubblici e a rafforzare il legame con la comunità locale. Le condizioni climatiche e la forte variabilità dei flussi di clienti hanno però limitato l’efficacia del progetto, mettendo in luce le complessità operative legate alle attività outdoor e alla mobilità sostenibile.

Le micro-case in legno e il nodo della domanda reale

L’anno scorso, il premio “Errore imprenditoriale” è andato a Breslavia, in Polonia, dove l’insegna ha collaborato con un fornitore di case mobili in legno “in stile svedese”. L’accordo prevedeva che ogni casa venduta sarebbe stata arredata con prodotti IKEA e per questo è stato esposto un modello completamente arredato nel parcheggio del negozio.

Il piano prevedeva la vendita di 20 set di mobili nel primo anno e un solido profitto incrementale. A distanza di quasi 12 mesi, erano stati venduti solo due set, i costi non erano stati coperti e il progetto si è chiuso con una perdita di quasi 15.000 euro.

Nonostante l’interesse mediatico, l’iniziativa non ha generato i volumi attesi e si è conclusa con un bilancio economico negativo. L’esperienza ha però fornito indicazioni preziose sulla distanza che può esistere tra attrattività concettuale di un progetto e reale disponibilità all’acquisto da parte dei consumatori.

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