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icona distribuzione Affaire Cascina Antonietta, Bricoman cita il Comune di Trezzano


“Perdere 500mila euro non fa piacere a nessuno, ma è il come che lascia esterrefatti. Per questo motivo abbiamo deciso di citare in giudizio il comune di Trezzano”. Chi parla è Tullio Strata, 65 anni, direttore dello sviluppo immobiliare della Bricoman, che ha seguito in prima persona tutte le fasi dell’affaire “Cascina Antonietta”, l’area sulla quale dovevano sorgere un centro commerciale e un albergo, con standard e servizi.

Queste le dichiarazioni a Cosimo De Leo di pocketnews.it, testata giornalistica locale della cosiddetta Zona omogenea Sud Ovest della Città Metropolitana di Milano. Articolo pubblicato il 14 marzo scorso e di cui vi riportiamo, di seguito, per gentile concessione, il testo integralmente.

Mezzo milione di euro in fumo

Un investimento da 25-30milioni di euro con ricadute sull’occupazione e sulla viabilità che in quella zona adiacente la Tangenziale e la Vecchia Vigevanese è ad alto rischio. I lettori di pocketnews.it ricorderanno la vicenda: il progetto, inserito nella variante di Pgt approvata l’anno scorso dall’amministrazione comunale, era stato bocciato dalla Regione in attesa dell’approvazione della legge sul consumo di suolo in Lombardia.  “Il problema” dice Strata “ non è la bocciatura della Regione, che è procedurale, ma che il comune dopo averci assicurato a più riprese la fattibilità dell’iniziativa, non l’ha difesa, rendendo inutile due anni di lavoro e facendo andare in fumo almeno mezzo milione di euro”.

Tutto ha inizio nel 2016

Bricoman è un’azienda in grande espansione. Attualmente ha 22 punti vendita in Italia, entro il 2020 ne dovrebbe inaugurare altri 22. Ogni filiale dà lavoro a 100-120 persone, cui vengono garantiti, oltre allo stipendio, premi e partecipazione ai risultati. Nel 2016, alcuni consulenti individuano l’area Cascina Antonietta come possibile soluzione per la realizzazione di una filiale. “La posizione è buona, urbanisticamente già predisposta” conferma Strata. Il manager allora contatta l’amministrazione di Trezzano che si dimostra subito disponibile. Naturalmente c’è un dare-avere: in cambio delle licenze, il comune avrebbe incassato almeno tre milioni di oneri di urbanizzazione, oltre alla realizzazione di due rotatorie che avrebbero regolato il flusso del traffico da e per la Tangenziale, da e per la Vecchia Vigevanese. Il costo? Da 1,5 a 2 milioni di euro.

Il parere dell’architetto del Comune

“Se l’amministrazione avesse detto subito di no! Me ne sarei andato da un’altra parte. Invece, in ogni riunione, in ogni incontro ha sempre confermato che l’operazione sarebbe andata in porto”. Così, nel marzo del 2016, Strata e i suoi uomini presentano il progetto e tre mesi dopo depositano l’istanza formale per procedere. Sull’istanza arriva il parere favorevole del responsabile dell’ufficio Tecnico dell’Urbanistica e dell’Edilizia Privata, l’architetto Edoardo Candiani.

L’accordo con i proprietari del terreno

A questo punto, recepito il gradimento e il sostegno all’iniziativa da parte del sindaco Bottero e da parte di tutta la giunta, Bricoman entra in contatto con la proprietà dell’area (servono almeno 25mila metri quadri di terreno per costruire un centro con 8mila metri quadrati di superficie coperta + 4mila per un drive scoperto) e sottoscrive un accordo con il proprietario, Giardino dei Ronchi, per la sua acquisizione, accordo vincolato alla realizzazione del centro commerciale. Tutto sembra procedere a gonfie vele tanto che la stessa Bricoman acquista direttamente da una procedura di concordato la proprietà di un altro terreno che si trova a fianco del primo ma che è “indispensabile per realizzare il sistema di rotatorie e di viabilità previste dal progetto” e su cui investe altri 250mila euro.

Doccia fredda

La prima doccia fredda (non sarà l’unica) arriva nel luglio del 2016: lo stesso architetto Candiani che in un primo momento aveva espresso parere positivo, comunica a Bricoman “l’esito negativo della fase istruttoria”. “Se avessero confermato il no” ripete oggi Strata “saremmo andati a costruire la nostra filiale da un’altra parte”. E invece? Invece qualcuno in comune ha un colpo di genio: “Quel che non si può realizzare con un normale procedimento, si può fare inserendolo nella variante di Pgt”. La genialata viene comunicata a Bricoman che, a quel punto, invece di rivolgersi altrove decide di aspettare che la procedura per l’approvazione della variante compia il suo iter.

Doccia gelata

Il progetto, infatti, viene integrato nel Pgt e qualcuno già comincia a festeggiare la soluzione dei problemi viabilistici sulla Vecchia Vigevanese e lo svincolo della Tangenziale. Invece, lo scorso novembre arriva la seconda doccia fredda, anzi gelata. La Regione e Città Metropolitana danno parere negativo e scrivono la parola fine sulla vicenda. “Il Comune” sottolinea con forza Strata “avrebbe dovuto difendere la propria scelta e controdedurre le osservazioni di Regione e Città Metropolitana con le proprie. Avrebbe potuto utilizzare quelle contenute nel documento redatto dall’architetto Candiani subito dopo l’istanza depositata nel marzo 2016”. Invece non accade nulla. Il comune si defila, Bricoman rimane con il cerino acceso tra le dita.

L’accusa di incompetenza

“Il problema” osserva Strata “ è l’assoluta superficialità dimostrata dall’intera amministrazione comunale in questa vicenda. Certamente non ha fatto gli interessi della collettività. Noi ci saremmo accollati il costo per la realizzazione delle due rotatorie, e non capisco perché una non la fanno costruire ai proprietari dell’ex Brums; avremmo assunto almeno un centinaio di persone, la maggior parte residenti a Trezzano; avremmo generato un indotto di qualche milione di euro l’anno. Tutto questo è naufragato per l’incompetenza di alcuni personaggi che amministrano il paese. Per questo motivo li abbiamo citati in giudizio: qualcuno dovrà pagare”.

Il tribunale

La settimana scorsa si è tenuta la prima udienza preliminare davanti ai giudici del Tar, il prossimo 29 marzo si terrà la seconda. Con una novità: anche il proprietario del terreno di Cascina Antonietta, l’immobiliare Giardino dei Ronchi, ha presentato ricorso al tribunale regionale amministrativo chiedendo di essere risarcito.

 

(Fonte: www.pocketnews.it)