Distribuzione Chiavi Italia debutta nel franchising: obiettivo 85 negozi

Nuova insegna per un innovativo progetto retail in franchising che parte dalla Sicilia ma intende espandersi oltre lo Stretto. Il concept Chiavi Italia ha debuttato a Trapani con un primo negozio che traccia già la linea del modello che sarà replicato da qui in avanti.

“La nostra storia –spiega Salvo Barcellona, a capo di questo progetto– nasce a Palermo nel 1962, con un’azienda di famiglia che si occupava inizialmente di elettronica in generale, dalle radio a valvole fino alle tecnologie di ultima generazione. Dopo gli studi sono entrato anch’io nell’attività di famiglia e, nel tempo, ci siamo specializzati sempre di più. Con l’arrivo delle chiavi elettroniche codificate abbiamo capito che il settore stava cambiando. Abbiamo quindi iniziato a specializzarci nella duplicazione e nella programmazione di chiavi codificate per auto e moto”.

“Oggi il settore – prosegue – si è ulteriormente ampliato e riguarda anche le abitazioni, dove serrature e sistemi di accesso sono sempre più spesso dotati di componenti elettronici. A Palermo operiamo con lo store Il Centro del telecomando, diventato un punto di riferimento grazie agli investimenti effettuati negli anni in strumentazioni e tecnologie di ultima generazione”.

Dall’esperienza del Centro del Telecomando al franchising

Prima di parlare di Chiavi Italia, raccontiamo in sintesi il Centro del Telecomando?
Il negozio si trova a Palermo, in via Tommaso del Gallo 14. La sede è composta da cinque magazzini su strada, per una superficie complessiva di circa 180 metri quadrati. A questi si aggiunge una parte di cantinato di circa 350 metri quadrati, che utilizziamo per le lavorazioni più complesse sulle automobili. Abbiamo otto dipendenti, ognuno con una propria specializzazione. Ci occupiamo, infatti, anche di interventi come l’apertura di porte blindate e la messa in sicurezza delle porte attraverso l’installazione di cilindri europei.

Come nasce l’idea di trasformare questa esperienza in un progetto di franchising?
L’idea è nata quasi per caso, durante una conversazione con alcuni amici che si occupano di impresa. Parlando dei numeri del nostro lavoro ci siamo resi conto di quanto sia grande la domanda nel settore. A quel punto ci siamo chiesti: perché non replicare il nostro modello e capire se può funzionare anche al di fuori di Palermo?

La specializzazione nelle chiavi elettroniche

In cosa vi distinguete rispetto agli altri operatori del settore?
In realtà non ci stiamo inventando nulla di particolare: ci siamo semplicemente specializzati in un settore nel quale altri operatori non hanno creduto oppure non hanno investito abbastanza. Duplicare una chiave oggi è relativamente semplice, se si dispone della strumentazione necessaria. La vera difficoltà arriva quando il cliente ha perso tutte le chiavi della propria automobile. In questi casi spesso il primo interlocutore è la concessionaria, che può arrivare a proporre costi molto elevati.

E voi come riuscite a intervenire con costi molto più contenuti?
Apriamo l’automobile utilizzando strumenti specifici e senza provocare danni. Ricostruiamo quindi la chiave meccanica e, attraverso la nostra strumentazione elettronica, interveniamo sulla centralina. Un altro aspetto fondamentale è la sicurezza. Una volta ricostruita la nuova chiave, cancelliamo dalla centralina quelle precedenti che non sono più disponibili. In pratica facciamo un reset e programmiamo la nuova chiave, rendendo inutilizzabili quelle vecchie.

Da questa peculiarità nasce quindi il progetto di franchising?
Esatto. Ci siamo chiesti perché non replicare il nostro modello e verificare se siamo in grado di proporlo al mercato. Per farlo, però, abbiamo capito che non bastava semplicemente aprire un punto vendita a Trapani o a Milano. Serviva un business plan serio e, soprattutto, un metodo per dimostrare che il modello fosse realmente replicabile. Per questo ci siamo rivolti a società specializzate che ci hanno seguito nella costruzione del progetto di franchising, dagli aspetti legali e contrattuali fino alla definizione vera e propria del format. Abbiamo inoltre capito che doveva esistere un punto vendita che ci permettesse di raccogliere dati reali, anche dal punto di vista economico. A Palermo abbiamo una storia di oltre sessant’anni, una clientela consolidata e una reputazione costruita nel tempo. Non sarebbe stato corretto utilizzare quei numeri per dimostrare che uno store appena aperto possa ottenere gli stessi risultati.

Trapani è il banco di prova del nuovo format

Quindi il negozio aperto a Trapani è di fatto un negozio pilota?
Sì. Abbiamo scelto Trapani proprio perché rappresenta una delle realtà più difficili della Sicilia per questo tipo di attività. Il bacino di utenza è inferiore rispetto a città come Catania e, secondo i dati che abbiamo raccolto attraverso i nostri fornitori, il volume potenziale del mercato è più contenuto. Abbiamo quindi scelto volutamente un bacino più piccolo. Se il modello funziona a Trapani, ci aspettiamo risultati ancora più interessanti in realtà più grandi, come Milano. La scelta dell’affiliata è stata altrettanto importante. Abbiamo individuato una persona di fiducia, Jessica Di Salvo, e abbiamo deciso di investire nella sua formazione partendo praticamente da zero.

Punti vendita di 30-40 mq e attenzione alla location

Quali sono le caratteristiche del format?
Volevamo uno spazio snello, ma tecnicamente organizzato secondo le esigenze specifiche dell’attività. Anche elementi apparentemente secondari sono stati progettati in funzione del lavoro quotidiano. Per esempio, l’altezza dei cassetti è stata scelta in base alle dimensioni delle confezioni delle chiavi che devono essere conservate. In questo modo ogni referenza può essere organizzata e individuata rapidamente. Per l’arredamento i colori principali sono il giallo e il nero, che richiamano quelli storici della nostra azienda e trasmettono anche un’immagine molto tecnica e professionale. Il nostro obiettivo era individuare un locale di circa 30-40 metri quadrati. Più è piccolo e funzionale, meglio è, anche perché questo permette di contenere i costi, soprattutto in città dove gli affitti sono elevati.

Quali le location ideali per questo modello?
Non è indispensabile una zona con un altissimo traffico pedonale. Un elemento importante è la possibilità di parcheggiare. Quando dobbiamo intervenire su un’automobile per la perdita delle chiavi, il veicolo deve poter essere raggiunto e, in alcuni casi, ricoverato per effettuare la lavorazione. Per questo sono preferibili strade dove sia possibile sostare agevolmente, oppure la presenza di un garage convenzionato nelle vicinanze. Il centro commerciale è una possibilità interessante, ma richiede investimenti maggiori soprattutto in termini di risorse umane impiegate vista l’apertura prolungata.

Cosa prevede il programma di sviluppo?
Vogliamo consolidarci in Sicilia ma andare anche oltre. Abbiamo stimato la possibilità di arrivare a circa 85 centri in cinque anni in tutta Italia, tutte esclusivamente in affiliazione. L’obiettivo è costruire una rete di punti vendita attraverso affiliati, fornendo loro il marchio, il know-how, la formazione, gli strumenti e un format già testato e validato attraverso il centro pilotage di Trapani. La sfida dei prossimi anni sarà proprio dimostrare che un modello nato dalla nostra esperienza può essere replicato in tutta Italia, mantenendo gli stessi standard di qualità e specializzazione.

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