Nonostante le difficili condizioni, l’industria europea dei pavimenti laminati mantiene la propria posizione sul mercato.
Secondo l’ultimo rapporto di Epfl (Associazione dei produttori europei di pavimenti il laminato), nel 2025, le vendite totali si sono attestate a 263,4 milioni di metri quadrati, con una diminuzione del 6,50% rispetto al 2024 (281,6 milioni di metri2 ).
Si tratta di una tendenza che riflette il rallentamento nel settore dell’edilizia, in particolare nelle nuove costruzioni residenziali e nelle attività di ristrutturazione, che hanno continuato a pesare sulla domanda durante tutto l’anno.
Infatti, oltre all’inflazione che ha eroso il potere di acquisto delle famiglie, non in tutti i paesi esistono incentivi per le attività edili e ciò ha inciso sulle vendite.
Flessione a livello mondiale
Fra i paesi che hanno mantenuto il proprio ruolo di riferimento è la Francia che ha registrato un valore pari 30,4 milioni di metri2 (-0,59%) , mentre la Germania e la Gran Bretagna, da sempre considerati come paesi virtuosi, hanno perso rispettivamente l’8,22% (30,3 milioni di metri2) e del 5,47% (21,6 milioni di m2). Situazione in chiaroscuro nell’Europa Orientale, dove solo la Polonia e la Romani hanno registrato crescita sui volumi i di vendita.
Se è vero che in Europa persistono delle differenze tra i paesi, nel mondo le vendite di pavimenti laminati sono calate vertiginosamente. Infatti, il Nord America ha registrato una diminuzione del 12,4% rispetto al 2024, proprio perché le politiche di Trump sui dazi e sull’immigrazione hanno causato cali su tutta la filiera edilizia e immobiliare.
Anche l’America Latina ha subito una contrazione del 20,61%, mentre l‘Asia ha registrato un calo del 24,53%. All’interno dell’Asia, il Kazakistan (meno 2,6 milioni di m2) e Taiwan (meno 2,3 milioni di m2), due dei maggiori mercati della regione, hanno entrambi registrato cali significativi, rispettivamente del 36,94% e del 26,10%.
L’Africa ha visto il calo regionale più marcato, pari al 31,55%, con riduzioni notevoli in Egitto (-31,32%), Marocco (-2,7%) e Sudafrica (-55,03%). Anche Australia e Oceania hanno registrato volumi inferiori, con un calo del 17% rispetto al 2024.
Dunque, anche con differenze marcate tra i singoli paesi, l’Europa resta il primo mercato del settore e i rivenditori e le imprese non hanno bisogno di guardare verso altri mercati per rifornirsi. Infatti, più dell’80% del giro d’affari delle aziende produttrici di pavimenti laminati proviene dalle vendite nel continente e anche se il contesto edilizio presenta evidenti difficoltà i produttori resistono.
Quali prodotti
Quanto ai prodotti, i pavimenti a incastro (clic) restano quelli più venduti, dati che vanno bene sia per le nuove costruzioni che per le ristrutturazioni e che, a seconda delle dimensioni, non sempre occorre la manodopera di un professionista.
Per il 2026 il rovere rimane il genere di design dominante, anche se stanno andando sempre più colori più caldi come il greige, (una miscela di grigio e beige), il miele, la sabbia, il legno affumicato e le tonalità del legno naturale.
La domanda di bianco e grigio tradizionale continua a diminuire, lasciando spazio a tonalità naturali più accoglienti.
Oltre al rovere, altre essenze legnose come il castagno e l’acacia stanno guadagnando popolarità, così come gli effetti marmo e pietra.

















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