Giardinia: visione comune e cura del cliente

Giardinia è una società consortile, nata già nel 1993 come Consorzio Centro Giardinaggio. Un gruppo italiano che all’inizio ha unito alcuni garden lombardi e ha poi ampliato la sua presenza in Toscana e Umbria.

Oggi Giardinia conta all’attivo 22 Garden Center e negozi specializzati – di cui 6 soci fondatori, fungendo da gruppo di acquisto, con notevoli vantaggi per i consorziati. Intervista a Carlo Teruzzi di Agri Brianza srl, fondatore del consorzio.

“Ogni punto vendita è una realtà a sé stante, con la propria storia, il proprio territorio, il proprio stile e un target differente -, chiarisce Carlo Teruzzi di Agri Brianza srl, fondatore di Giardinia -. Ci unisce la passione per il verde, e la voglia di crescere insieme. In Giardinia i nostri associati trovano la forza di un gruppo che va verso obiettivi comuni e godono di due tipi di vantaggi espliciti: da una parte gli accordi quadro con i fornitori a livello nazionale ed europeo, e dall’altra poter fare massa critica sulle importazioni, soprattutto nel campo del mobile e dell’addobbo natalizio”.

Ma c’è anche un vantaggio implicito nell’essere associati: “seppure si tratti di punti vendita eterogenei, con offerte differenti, si lavora insieme, ci si confronta, insieme si risolvono criticità e si studiano soluzioni per raggiungere comuni obiettivi di crescita”.

La compagine di Giardinia è abbastanza stabile, con lievi oscillazioni nel medio-lungo periodo, tra uscite e nuovi ingressi. “il nostro obiettivo non è crescere a tutti i costi ma mantenere un equilibrio tra i nostri associati affinché il servizio del gruppo sia sempre percepito come ottimale e il gruppo stesso sia tutelato. Valutiamo attentamente ogni nuova richiesta di ingresso, in modo da non creare sovrapposizioni territoriali con associati già esistenti e mantenere uno standard qualitativo alto, a livello di prodotti e servizi”.

Un 2025 di stabilità

Volendo fare un bilancio del 2025, la vendita di beni che richiedono un certo investimento da parte del cliente risulta leggermente in flessione mentre c’è stata più dinamicità nel mercato dei beni consumabili, di minor valore economico.

Al primo posto, le piante e tutto ciò che ruota intorno a esse. “D’altra parte la pianta è il fiore all’occhiello del garden center -, continua Teruzzi -. Tipologia, assortimento, scelta e cura fanno la differenza. La vendita delle piante è in grado di realizzare un buon turnover e offre buone marginalità anche se in media non copre più del 30% del fatturato medio di un garden center”.

In tema di tendenze, nell’area lombarda e di Milano che fa un po’ da apripista rispetto al resto d’Italia, si nota una crescita costante di richiesta di servizi, per esempio per la cura del giardino.  “Chi ha il giardino a casa – e dopo il Covid c’è stata una crescente domanda di abitazioni con giardino o spazio verde esterno – preferisce affidarsi a un giardiniere per la sua cura”. Per chi invece fa da sé, si è notata comunque una crescita nella domanda di robot tosaerba, con diversi nuovi modelli: “penso che questa tendenza continuerà anche nel 2026. E lo stesso vale per i prodotti per la cura del prato”.

Il progressivo lavoro sulle PL

Per quanto riguarda invece le ormai consolidate linee di prodotti a marchio Giardinia come We Love Christmas per gli articoli natalizi e Giardini Outdoor per l’arredo giardino, “manteniamo un vasto assortimento, poiché si tratta di brand ormai noti per la clientela e molto apprezzati nel tempo. Ogni anno, poi, entrano nuovi prodotti e tipologie di allestimenti che contribuiscono a portare freschezza e attualità, rinnovando di volta in volta l’interesse e l’appeal verso il cliente. Per il prossimo futuro stiamo progettando di affacciarci sul mercato con una linea di terricci e concimi, sempre sviluppati nell’ottica dell’alta qualità, tipica dei nostri marchi proprietari”.

E sul fronte digital? “Il servizio è parte integrante della vendita: lo dimostra il fatto che il digitale con l’eCommerce pesa poco sul fatturato degli associati del Gruppo. Il cliente compra poco online, preferisce recarsi in negozio dove non trova solo il prodotto, ma professionisti in grado di consigliare e aiutare nella scelta e nella soluzione di problematiche. L’innovazione e l’evoluzione risiede, piuttosto, proprio nel servizio: per esempio, la scuola di barbecue che alcuni nostri associati offrono. Il corso funziona 12 mesi all’anno, viene proposto nei weekend per venire incontro alle esigenze di chi lavora e nel 2025 ha visto la partecipazione di un migliaio di corsisti. È un modo per fidelizzare chi compra da noi, offrendo ulteriore valore”, conclude Teruzzi.

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