Distribuzione Kasanova, i sindacati: “Ancora incertezze nella fase di rilancio”

La vertenza Kasanova entra in una fase cruciale, ma resta ancora caratterizzata da forti elementi di incertezza, soprattutto sul fronte occupazionale. È quanto emerge dalle dichiarazioni delle categorie sindacali Uiltucs, Filcams Cgil e Fisascat Cisl, a seguito dell’incontro del 18 marzo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Secondo quanto riportato dalle organizzazioni sindacali, la holding italiana Pamaf ha confermato al tavolo ministeriale la presentazione e l’accettazione di un’offerta vincolante per l’acquisizione del 100% del gruppo Kasanova, attivo nella vendita di articoli per la casa. L’operazione si inserisce nel percorso di risanamento già avviato e punta a un rilancio industriale basato su un modello retail multi-brand, con possibili estensioni anche ad altri comparti.

Durante l’incontro, il legale di Pamaf ha chiarito la natura dell’operazione, sottolineando che “non si tratta di un’operazione finanziaria, ma commerciale dedita a voler creare maggior valore economico rispetto all’attuale”.

Le linee guida del piano prevedono investimenti in tecnologia, rinnovamento della rete vendita, rafforzamento della logistica e dell’e-commerce, oltre allo sviluppo di sinergie con altri brand retail. È stato inoltre indicato il rafforzamento della rete esistente “senza ulteriori chiusure” e la possibilità di recuperare alcuni punti vendita già dismessi, compatibilmente con le decisioni dei locatori.

I nodi ancora da sciogliere

Tuttavia, il percorso resta ancora lungo. L’operazione non è stata ancora conclusa e il piano di sviluppo è atteso a partire dal 2027, mentre sono in corso interlocuzioni con banche, fornitori e landlord per sostenere la ristrutturazione del debito. Kasanova si trova infatti attualmente nell’ambito dell’articolo 44 del Codice della crisi d’impresa, con l’obiettivo di evolvere verso un accordo più strutturato.

Dal lato sindacale emergono forti preoccupazioni. Uiltucs, insieme alle altre sigle, evidenzia in particolare la situazione dei lavoratori coinvolti nella fase di transizione, soprattutto quelli attualmente sospesi nei punti vendita chiusi. I sindacati denunciano la mancanza di certezze sulla copertura economica durante il periodo di inattività e segnalano che “molti lavoratori stanno utilizzando ferie ormai in esaurimento senza certezze sul futuro”.

Le organizzazioni sindacali chiedono un confronto strutturato e continuo, con un calendario ravvicinato di incontri e maggiori dettagli sul piano industriale, sulle tempistiche dell’operazione e sulla possibile riapertura dei punti vendita chiusi.

Nel corso del tavolo, il Ministero ha richiamato l’azienda alla necessità di garantire maggiore trasparenza e un’informazione puntuale verso istituzioni e lavoratori, proponendo un percorso articolato che prevede ulteriori momenti di confronto prima della conclusione dell’operazione e la presentazione del piano industriale definitivo.

La vertenza resta quindi aperta e il tavolo al Mimit è stato aggiornato al 21 aprile.

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