La Distribuzione Moderna si conferma uno dei comparti più attrattivi per le nuove generazioni, ma ancora poco conosciuto nelle sue reali opportunità professionali.
È quanto emerge dall’indagine realizzata da Skuola.net per Noi Distribuzione, che fotografa il rapporto tra Gen Z e retail. Secondo l’indagine, il 61% dei giovani tra i 17 e i 25 anni prenderebbe in considerazione un impiego nella Distribuzione Moderna, ma con approcci differenti:
- 37%: esperienza temporanea o di passaggio
- 24%: possibile percorso di carriera
Tuttavia, emerge chiaramente un gap informativo: il settore è percepito come accessibile, ma non sempre come ambito strutturato e ricco di opportunità di crescita.
Tra i ruoli più familiari ai giovani prevalgono quelli a contatto diretto con il cliente:
- Visual merchandiser: 26%
- Addetto alle vendite: 18%
- Store manager: 17%
Meno conosciute, invece, le figure strategiche:
- Buyer: 11%
- Logistica e magazzino: 8%
Un dato particolarmente interessante riguarda l’interesse verso le sedi centrali: il 49% degli intervistati guarda con attenzione a questi ruoli, mentre il 39% rivaluterebbe il settore se fosse più informato sulle possibilità di crescita.
Consumi Gen Z: fisico ancora centrale, ma cresce l’ibridazione
Sul fronte dei comportamenti d’acquisto, la Generazione Z mostra un approccio omnicanale, ma con una forte componente relazionale:
- 45% preferisce il negozio fisico
- 32% utilizza fisico e online in modo equilibrato
- 23% predilige l’online
Lo shopping mantiene una dimensione sociale: il 75% frequenta negozi e centri commerciali con amici. Le preferenze cambiano in base al prodotto:
- Alimentare: forte predominio del negozio fisico (62% vs 5% online)
- Abbigliamento: fisico prevalente (70% vs 48%)
- Tecnologia: online dominante (38% vs 19%)
- Fai-da-te e hobby: online in crescita (52% vs 32%)
Un dato particolarmente rilevante per il settore DIY riguarda proprio l’hobby/fai-da-te, dove l’eCommerce risulta già oggi canale prevalente.
Valori e influenza: il peso della Gen Z
La Generazione Z non è solo consumatrice, ma anche influencer delle scelte familiari:
- 69% incide sugli acquisti domestici
- 69% consiglia brand e punti vendita
Grande attenzione anche ai valori:
- 76% considera importanti sostenibilità ed etica
- 62% ha scelto o evitato un brand per motivi etici
Un elemento strategico per retailer e produttori, sempre più chiamati a posizionarsi su questi temi.
Buttarelli (Federdistribuzione): “Il retail è una vera industria”
A sottolineare il ruolo strategico del comparto è Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione: “In uno scenario segnato dalle trasformazioni demografiche, tecnologiche e sociali, il retail moderno continua a dimostrare solidità occupazionale e capacità di investimento, rafforzando l’impegno verso le persone, i territori e l’innovazione.”
E, infatti, la Distribuzione Moderna si conferma uno dei pilastri occupazionali del Paese:
- Circa 450.000 occupati
- 86,3% dei contratti a tempo indeterminato (superiore alla media nazionale)
- 62,1% occupazione femminile (vs 42,5% media Italia)
- 18% under 30
Tra il 2018 e il 2024 il settore ha registrato una crescita occupazionale dell’1,6% e le previsioni indicano la necessità di 20.000 nuove posizioni nel 2026 di cui il 90% concentrate nei servizi operativi. Rimane forte la richiesta di addetti alle vendite e specialisti del settore alimentare.

















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