L’Ance (Associazione Italiana Costruttori Edili) suona l’allarme per le centinaia di segnalazioni da parte delle imprese di rincari ingiustificati sui materiali da costruzione.
Giudicata positivamente l’attenzione del Governo per arginare gli effetti speculativi che le tensioni geopolitiche stanno creando sui prezzi, ma, sottolinea Ance, intervenire solo su carburanti e bollette non basta: serve misura ad hoc anche per i materiali non soggetti alle accise.
“Già la scorsa settimana – ha spiegato Federica Brancaccio, presidente Ance – dopo poche ore dall’inizio del conflitto nel Golfo, abbiamo ricevuto le prime segnalazioni da parte delle nostre imprese di rincari dei materiali da costruzione, non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri come l’acciaio”.
La proposta di Ance
“Bene quindi l’attenzione del Governo che sta studiando misure ad hoc e la richiesta del Ministro Giorgetti di un piano europeo – continua Federica Brancaccio -. Purtroppo, gli effetti sulle materie prime sono già pesanti e riguardano tutta la filiera dell’edilizia impegnata in uno sforzo importante per portare a termine i lavori del Pnrr nei tempi previsti”.
La proposta di Ance prevede di “adottare uno strumento simile a quello che fu introdotto già per la guerra in Ucraina, che sterilizzava l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi, e di estenderlo a tutte le materie prime che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto”.
Una misura – sottolinea Ance – che avrebbe un impatto limitato e misurabile sui conti pubblici senza pericolo di dispersione e di perdita del controllo della spesa.


















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