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Ten: DIY and Garden

icona distribuzione Il TAR sospende l’ordinanza di Regione Lombardia (che fa ricorso)


Il ricorso dei sindacati al Tar; il Tar sospende l’ordinanza; la Regione Lombardia annuncia istanza di revoca. Il nodo della querelle è la lettera H dell’ordinanza regionale sulle consegne a domicilio.

La motivazione sta nel fatto che l’ordinanza regionale, “disattendendo i propositi enunciati e ponendosi in contrasto con la normativa emergenziale contenuta nel d.l. e nel d.P.C.M. citt., ha ampliato, anziché restringere, le attività consentite, autorizzando il commercio al dettaglio di tutte le merci, a fronte di un d.P.C.M. che limitava il commercio solo a precisate categorie merceologiche ritenute essenziali o strategiche.

Nella fattispecie, con l’Ordinanza n. 528 del 12/04/2020 – lettera H, la Regione Lombardia aveva consentito la consegna a domicilio “da parte degli operatori commerciali al dettaglio per tutte le categorie merceologiche, anche se non comprese nell’allegato 1 del D.P.C.M. del 10 aprile 2020″ perchè ” come previsto dal Punto 1.12.5 della tabella A del d.lgs. n. 222/2016, quando l’attività di consegna a domicilio è accessoria ad altra tipologia di vendita, non occorre alcun titolo di legittimazione aggiuntivo”.

Da qui gli estremi per la sospensione da parte del Tar cui si sono aggiunte le richieste delle associazioni sindacali che hanno presentato istanza di ricorso per l’annullamento ” previa sospensione dell’efficacia, della suddetta Ordinanza, nella parte in cui è prevista questa estensione in riferimento a tutte le categorie merceologiche”.

Una decisione, quella della Regione Lombardia, come hanno affermato Fit Cisl, Filt Cgil e Uilt: “nettamente in contrasto con i decreti del Governo e della presidenza del Consiglio con i quali si limitano una serie di attività produttive per contrastare la diffusione del Covid-19”. Il lockdown tiene a casa un gran numero di persone e questo ha determinato il raddoppio delle vendite on line e, di conseguenza, il raddoppio di lavoro nei magazzini con una frenetica attività che impedisce il rispetto delle distanze per ridurre il rischio del contagio”.

La Regione Lombardia chiede un ripensamento

Il TAR Lombardia – Sezione prima – con proprio decreto n.634/2020 pubblicato in data 23/04/2020, ha accolto l’istanza di ricorso, sospendendo provvisoriamente, in attesa delle valutazioni di merito, l’Ordinanza di Regione Lombardia n.528/2020 limitatamente alla parte in cui consente la consegna a domicilio da parte degli operatori commerciali al dettaglio anche per le categorie merceologiche non comprese nell’allegato 1 del D.P.C.M. del 10 aprile 2020.

A seguito di tale decisione, la Regione Lombardia ha appena chiesto al Tar di tornare sui suoi passi, perché “continua a ritenere utile e necessario consentire la consegna a domicilio per dare la possibilità ai cittadini di superare alcune delle difficolta’ emerse in questo periodo di restrizioni”.

Contemporaneamente la Regione ha anche annunciato “la presentazione di istanza di revoca del decreto del presidente del Tar con il quale è stata disposta la sospensione parziale dell’ordinanza n.528 del 11 aprile 2020 di Regione Lombardia nella parte in cui consente la consegna a domicilio da parte degli operatori commerciali al dettaglio”.

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