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Ten: DIY and Garden

icona distribuzione Con Atrium, Casaoikos è il multisettore del mondo casa



“Questi ultimi 10 anni anni hanno posto le basi per un cambiamento epocale. La metafora che uso più spesso, in Sercomated, è che eravamo veloci come un treno e talmente presi da quello che facevamo che quando ci siamo trovati davanti ad un muro, anziché rallentare, ci siamo scontrati. La verità è che eravamo tutti adagiati sugli allori, in un mercato dove tutti lavoravano e dove i fornitori non facevano differenza tra bravi e meno bravi”.

Questo l’esordio di Luca Berardo, terza generazione di imprenditori legati al mondo dell’edilizia. Formazione italo-francese, alterna la sua settimana lavorativa nei diversi show room del gruppo. Oltre ad essere amministratore delegato di Casaoikos Spa e direttore di Casaoikos France, ricopre cariche istituzionali come la presidenza di Sercomated, è membro del Consiglio Direttivo di Fercomated e di quello di Assoposa. Più recentemente, è tra i fondatori della nuova piattaforma Archiseller.

Casaoikos, chi, quando, dove e come

La visita di ww.diyandgarden.com è presso lo show room di None, in provincia di Torino, ma la storia che arriva all’attuale realtà di Casaoikos, risale al dopo guerra. Precisamente il 1946, quando Natale Berardo apre, a Cuneo, una società per la produzione di piastrelle in graniglia e polvere di marmo.

Una struttura, che si è trasformata e, soprattutto, arricchita di nuove attività ed esperienze che ne hanno profondamente mutato il volto. Diverse e importanti le tappe del cambiamento, prima fra tutte quella che dalla metà degli anni Ottanta sancisce la progressiva trasformazione da produttore a distributore.

Sono gli anni dell’affermazione del distretto produttivo ceramico di Sassuolo e del suo affermarsi nel mondo. I Berardo cavalcano lo sviluppo lavorando non solo sul mercato italiano ma anche all’estero, in particolare in Francia, Europa del Nord e paesi africani.

“Dal 1984 fino ai primi anni 2000, abbiamo implementato la nostra attività di distributori pur mantenendo una divisione produttiva legata ai manufatti in cemento – spiega Luca Berardo -. Con una grande propensione al cliente privato, la nostra offerta si concentrava nella vendita di piastrelle, sanitari, arredo bagno, legno e, nell’ambito dei servizi, completavamo con la posa in opera”.

Un’attività che agli inizi degli anni duemila pone le basi per un’ulteriore evoluzione, soprattutto nella direzione della creazione di un nuovo format di punto vendita, grazie anche all’incontro con la famiglia De Poli, proprietari di Oikos Margaria, storica realtà torinese nella distribuzione di mobili.

il 2010 segna la partenza di un nuovo progetto di sviluppo del gruppo che vede l’apertura del secondo e terzo showroom, rispettivamente a None e a Borgo San Dalmazzo, oltre all’acquisizione di Marino Ceramiche, storico distributore di piastrelle che sei anni più tardi verrà consolidato all’interno dello showroom di Busca.

– “nel 2011 é arrivata l’incorporazione di Sobrino Ceramiche, durata pero’ solo dodici mesi a causa di una difficile convivenza tra le due compagini societarie e l’apertura della showroom di Alessandria. Nel 2012 fu invece la volta dell’apertura della controllata francese con la showroom di Nice. Il 2012 segnò anche la nascita del gruppo Atrium, realtà che ha saputo crescere negli anni successivi fino a legare agli iniziali Berardo e Oikos Margaria, altre dodici aziende operanti nel mondo della casa

Atrium, l’idea del multicentro (specializzato) per la casa

Soffermiamoci su Casaoikos e Atrium, un vero “multicentro” della casa. Qual’è l’idea alla base del progetto?
E’ un’idea che ha preso forma tra il 2005 e il 2006. L’intento era quello di mettere insieme delle competenze e degli ambiti della casa diversi tra di loro. Quindi, non un attore unico che fa tutto, ma l’unione di specialisti uniti dal lavoro e da un progetto comune.

Cos’è Atrium?
Atrium é il primo e più grande negozio multisettore del mondo casa che ha saputo mettere insieme uno specialista per settore, al fine di creare una vera e propria esperienza legata al mondo della casa, della decorazione di interni e della ristrutturazione. E’ una rete d’impresa con, con spese e budget comuni, iniziative, comunicazioni, ripartite tra le varie società in maniera mista, calcolata sui metri quadri occupati e il fatturato sviluppato, che decide in modo collegiale, a maggioranza.

Fisicamente il punto vendita è stato suddiviso in modo molto preciso…
Lo sbocco naturale di quel ragionamento era avere un contenitore con aree assegnate. A testimoniare il carattere di innovazione e di creatività con il quale in Atrium si affronta il mercato dell’edilizia e dell’immobiliare è, del 2017, la creazione di spazi dedicati alle imprese per le quali vengono concepiti dei capitolati di prodotto, che rendano visibili ai clienti delle loro operazioni immobiliari, la selezione di prodotto pensata per loro. Questo rappresenta indubbiamente un‘evoluzione del dialogo con l’impresa.

E’ recente?
Si, in questa veste così definita strutturata direi di sì. Dell’ultimo 2018. Abbiamo voluto darle una dignità ulteriore e la giusta flessibilità per adattarsi a clienti diversi, utilizzando metrature comprese tra i 100 e i 150 mq. E’ comodo per le imprese, un’opportunità per noi e poi formalizza il rapporto, lo rende visibile e stabile.

Quindi il cliente entra e…
E viene accolto da una sorta di accompagnatore. Un interlocutore unico, nella forma, anche se, nella sostanza, ogni settore dispone di personale specializzato che fa capo all’azienda partner.

Un centro che non vende solo prodotti ma propone progetti. Quali?
In Atrium sono nate numerose iniziative che interessanti che vanno nella direzione di far vivere ai clienti un’esperienza sempre più coinvolgente, come Cucina 75, dove organizziamo corsi di cucina che regaliamo ai clienti secondo determinati acquisti, E’ un’iniziativa che ha molto appeal, come si può prevedere. Naturalmente, oltre a gratificare il cliente e creare flusso serve anche per divulgare informazioni sui prodotti, ad esempio gli elettrodomestici. Il secondo progetto, più nuovo in termini di proposta, è Casa M.I.A, acronimo di made in Atrium. Abbiamo ricreato un appartamento, in scala 1 a 1, nel quale mostriamo tutte le possibilità che la domotica oggi può offrire. E’ un progetto in partenza proprio in questi primi mesi del 2019.

La domotica è un argomento attraente per le persone, ma vende?
Casa MIA é il primo passo di un progetto più ampio che vedrà l’entrata del gruppo nel settore delle ristrutturazioni, partendo da un approccio non solo estetico, ma anche tecnico. Stiamo già quindi studiando l’evoluzione del concetto di casa mia, che dovrà necessariamente vedere l’uscita di questo concetto dalla showroom di None.

Servizi per i clienti e formazione per i professionisti

Qui si entra sempre più nel dettaglio del servizio e, in particolare di un servizio unificato. Al momento qual’è la realtà?
Dando per scontato il coordinamento, ogni azienda gestisce singolarmente i servizi di posa e installazione. Tuttavia credo che la seconda fase di maturità del gruppo sia quella di arrivare a ragionare con una testa unica, in modo che i margini siano più elevati. Già ora il coordinamento è fondamentale, in un mercato molto aggressivo, che va continuamente monitorato. Per questo motivo credo che riuscire a dare unità a tutte le fasi, dal progetto di ristrutturazione all’arredo, possa risultare più profittevole per noi fornitori ma anche sinonimo di garanzia per il cliente. Riassumendo: questo contenitore da iniziale proposta di prodotto è evoluto dandosi un marchio e una strategia comune, è diventato un incubatore di iniziative, peraltro, rivolte anche ai professionisti.

Quali in particolare?
Grazie agli ampi spazi a disposizione, stiamo lavorando con l’Ordine degli Architetti di Torino, per il quale Atrium organizza corsi di formazione. Nel biennio 2016/2017 abbiamo formato 1125 persone con circa 120 ore di formazione e 60 partner coinvolti. Nell’appena concluso 2018 abbiamo modificato il taglio dei corsi, privilegiando approfondimento e qualità e riducendo il numero dei partecipanti a 30/40 massimo e, considerando che il nostro programma di formazione vale un anno di crediti, lavorando sulla fidelizzazione e il valore della divulgazione.

Parlando di Casaoikos, gli altri punti vendita come sono organizzati?
I punti vendita italiani presentano format più standard rispetto a None, mentre quello di Nizza è differente. Diciamo che è Atrium in piccolo, con una sala mostra in cui sono presenti arredamento, cucina, piastrelle, sanitari, arredo /bagno e tessile casa.

Dove è posizionato?
In centro città. E’ un punto vendita di prossimità di 400 mq con 5 vetrine, un format nel quale crediamo molto e dove abbiamo lavorato affinché diventasse un luogo di incontro per progettisti, ristrutturatori, rivenditori, agenti immobiliari, promotori e, in particolare giovani architetti che hanno più voglia di fidelizzarsi e utilizzano Casaoikos come vero e proprio luogo di lavoro.