Partendo dai dati relativi al mercato dellโadvertising in Italia nel 2019, una riflessione sul cambiamento.
Dati che nelle diverse fonti differiscono leggermente, pur condividendo le tendenze. I numeri che daremo sono quelli annunciati dallโOsservatorio del PoliMi durante lo IAB Forum.
In termini generali il mercato dellโadvertising in Italia nel 2019 ha raggiunto gli 8,2 miliardi di euro, confermando sostanzialmente il dato del 2018 (Nielsen registra una lieve flessione) e proseguendo quindi nella risalita verso quei picchi del 2008 e 2009, prima della crisi, quando fu superato il muro dei 9 miliardi di euro. La crisi portรฒ gli investimenti in adv ha precipitare nel 2012 a 6,8 miliardi di euro, per poi ricominciare con una lenta ma costante ripresa.
Quello che impressiona รจ lo straordinario cambiamento di orientamento nella veicolazione degli investimenti. La televisione, che nel 2009 la faceva da padrone assorbendo il 54% degli investimenti perde, in dieci anni, dieci punti percentuali e si assesta, nel 2019, al 44% con un fatturato pubblicitario di 3,61 miliardi di euro.
Il web, che nel 2009 rappresentava poco piรน del 10% della torta รจ cresciuto inesorabilmente raggiungendo il 27% nel 2014 e il 40% nel 2019 con 3,28 miliardi di euro di fatturato, facendo sentire il proprio fiato sul collo di quella televisione che ha dominato il mercato adv in Italia per 40 anni (dallโavvento delle TV commerciali nella seconda metร degli anni โ70).
Precipita invece la cara vecchia carta stampata che dal 28% del 2019 e dal 18% del 2014 รจ scesa sotto il miliardo di fatturato (902 milioni di euro) nel 2019 rappresentando ormai solo lโ11% del totale mercato adv Italia. Fa una certa impressione constatare che il Corriere della Sera negli ultimi 15 anni รจ passato da una diffusione media giornaliera di 700 mila copie nel 2003 alle 200 mila attuali.
In proporzioni piรน contenute registriamo anche il calo delle affissioni, della pubblicitร al cinema e in generale di tutte le altre forme di advertising, eccezion fatta per la radio che nel 2019 cresce dellโ1,7% raggiungendo il 5% di quota di mercato.
Google, facebook e Amazon la fanno da padrone
Internet in 10 anni si รจ trasformato da palcoscenico interessante da studiare, a una realtร imprescindibile per la comunicazione pubblicitaria e non. Il problema รจ che anche questa volta dobbiamo registrare unโanomalia. Infatti, dei 3,28 miliardi destinati alla pianificazione del web, ben il 76% (2,49 miliardi) รจ assorbito dai tre big player: Google, Facebook e Amazon.
In particolare, Google con un fatturato di oltre 1,5 miliardi, Facebook con 500 milioni e il restante ad Amazon, che dimostra comunque una grande propensione alla crescita.
I rimanenti 790 milioni vengono spartiti nellโimmensa galassia internet: dai grandi portali di informazione (Corriere.it, Repubblica.it, ecc.), fino ai โpiccoliโ web magazine specializzati (Bricoliamo.com, diyandgarden.com, ecc.).
La sproporzione con cui il mercato premia i tre big player a svantaggio del restante mondo della comunicazione in rete รจ straordinariamente evidente. Dโaltro canto, per gli uffici marketing delle aziende, come per le agenzie e i centri media รจ assolutamente piรน comodo e premiante pianificare chi rappresenta una certezza in termini di quantitร di audience. ร sempre andata cosรฌ, il fascino del mass media ha sempre penalizzato la comunicazione mirata e la scelta selettiva del target.
Come sempre perรฒ, anche in internet, i big player sono in grado di garantire la quantitร dei contatti, molto meno, nonostante i moderni mezzi di profilazione, la qualitร . Dโaltro canto, nei media che possiamo considerare โgeneralistiโ il tasso di dispersione del messaggio e quindi dellโinvestimento รจ, da sempre, piuttosto significativa.
Sembrerebbe evidente che se vendo carte da gioco รจ bene che mi faccia conoscere e crei contatti virtuosi con i club di bridge piuttosto che con le scuole di sci, รงa va sans dire. Per questo la logica vorrebbe che privilegiassi il sito web giocobridge.com, oppure ludopoli.it, dove si parla, si spiega e si racconta di tutti i giochi di carte (briscola, burraco, scopone, ecc.). Nei media generalisti certamente troverรฒ anche gli appassionati del gioco delle carte, ma troverรฒ anche tanta gente che non sa nemmeno la differenza tra cuori e bastoni: il problema รจ che nellโambito di una pianificazione io dovrรฒ pagare anche questi contatti โinutiliโ.
Il paradosso che emerge in conclusione รจ che spesso il contatto โspecializzatoโ ha un prezzo inferiore a quello โgenericoโ, il problema del contatto specializzato รจ il costo che si deve prevedere a monte in termini di studio e di conoscenza dellโofferta di comunicazione esistente e a valle per la gestione della propria comunicazione su diversi media invece che su uno solo.
Detto tutto questo รจ evidente che il mercato dellโadvertising sul web crescerร ancora, la speranza รจ che al contempo cresca anche la cultura del web.

















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